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Lotta ai cambiamenti climatici. PDF 
Martedì 08 Aprile 2008 00:00
L'Opinione:
Sempre più evidenti sono i mutamenti, che negli ultimi anni, stanno subendo le condizioni del clima ed assumo effetti significativi dovuti a quel fenomeno chiamato “effetto serra” che, ormai scientificamente provato, è causato dall’utilizzo dei combustibili fossili.
Le prospettive per il futuro non sono certamente rosee perché la domanda energetica di paesi in via di sviluppo è in costante crescita e il quadro energetico mondiale sta subendo una massiccia evoluzione. Le scorte di petrolio sono destinate ad estinguersi ed il prezzo al barile è in forte impennata. La dipendenza dell’Italia dei paesi produttori deve portare le scelte della politica energetica, che è diventata oramai un fenomeno globale, all’impiego di fonti energetiche alternative che abbiano un maggior rispetto per l’ambiente e ci consentano di consegnare il mondo, alle generazioni future, ancora in buona salute. L’attuazione di una politica ambientale che tenga in primaria considerazione lo sviluppo sostenibile non è una scelta incondizionata, ma una necessaria esigenza che nasce dal peso dei costi che l’ambiente deve sopportare, vessato dal prepotente utilizzo di combustibili fossili compiuto sino ad ora.

La dipendenza dal petrolio del nostro paese ed i continui aumenti di prezzo hanno comportato e comportano tuttora una forte penalizzazione economica. D’altro canto, determinante e non marginale resta la scelta antinuclearista presa vent’anni fa dall’Italia, anche se è pur vero che se oggi realisticamente fossimo pronti ad avviare la costruzione di qualche centrale nucleare, i presunti benefici non sarebbero tangibili nel breve periodo, considerato che i tempi di costruzione di una centrale nucleare non sono poi così ristretti. Il ricordo di Chernobyl non ha fatto maturare le coscienze per considerare la decisione di rivedere la scelta referendaria del 1987, ma la ricerca sul nucleare di quarta generazione per scopo energetico - fonte di energia pulita - deve andare avanti. Il nucleare può essere una grande risorsa e l’alternativa al petrolio allorquando si sarà riusciti a superare il problema dell’eliminazione delle scorie; questione che alcuni Stati stanno affrontando con il bruciamento delle scorie.

Bisogna necessariamente rivolgere l’attenzione alle fonti energetiche rinnovabili che costituiscono un’alternativa ai combustibili fossili e consentono la produzione di energia a basso impatto ambientale. L’adozione della tecnologia del solare termico, che può essere introdotta anche per uso domestico, consente un abbattimento del costo dell’energia e, con la recente introduzione del “conto energia”, i cittadini che hanno installato i pannelli fotovoltaici diventano a loro volta produttori di energia che rivendono al gestore, lucrando forti sconti sulla bolletta. Se consideriamo la potenzialità dell’Italia centro meridionale di produrre energia fotovoltaica, grazie alla fortunata esposizione all’irraggiamento solare, ne conviene che questa dovrebbe essere una delle fonti energetiche che andrebbe incentivata. Il piano sul clima varato dalla Commissione Europea condensa la decisione della formula “20 – 20 - 20” adottata dal Consiglio della U.E., che prevede una riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020 con la copertura del 20% del fabbisogno di energia da fonti rinnovabili ed un miglioramento dell’efficienza energetica del 20%.

Per incentivare gli investimenti in fonti di energia pulita e sulla mobilità sostenibile il Ministero dell’Ambiente ha emanato un bando che mira a cofinanziare, nella misura del 50%, interventi miranti a favorire la protezione della biodiversità con la promozione delle fonti rinnovabili. Il bando, pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 20 marzo, per il quale sono stati stanziati 1,9 milioni di euro, è rivolto ai parchi nazionali e regionali ed alle aree marine protette, che sceglieranno di adottare fonti energetiche sostenibili e misure per la mobilità sostenibile. Potranno essere ammessi al contributo progetti per impianti fotovoltaici, impianti solari termici, impianti eolici, impianti a biomasse per usi termici, interventi di bioedilizia per il risparmio energetico e per quanto riguarda la mobilità sostenibile sono ammissibili progetti per l’introduzione di veicoli a minimo impatto ambientale, la realizzazione di colonnine per la ricarica di mezzi elettrici, servizi flessibili di trasporto collettivo, servizi di noleggio biciclette. Su questa iniziativa ministeriale Vincenzo Pepe, docente di Diritto dell’ambiente, si dichiara favorevole: “il Governo deve incoraggiare le scelte energetiche eco-compatibili che tutelino la biodiversità ed è importante che l’esempio venga dai Parchi. Attenzione però, la proliferazione delle aree protette porta all’omologazione del territorio e questo sarebbe un danno per la biodiversità”.

di Paolo Feliciotti
 
La Conferenza Europea sul clima. PDF 
Martedì 08 Aprile 2008 00:00
L'Opinione:
Rovigo ha lanciato la sfida dei piccoli e medi comuni per la protezione del clima e l’impiego di energie rinnovabili

Tre giorni di conferenza (dal 2 al 4 aprile scorsi) a Rovigo per dar modo ai governi locali di esprimere in un confronto le proprie esperienze e gli sforzi compiuti dopo Stoccolma 2006 e per rivolgere la propria attenzione e quella dei propri cittadini, alla necessità di adottare fonti energetiche pulite. Il tema del meeting è stato infatti “la protezione del clima ed energia rinnovabile: i piccoli e medi comuni affrontano la sfida”. Una vera e propria competizione che i governi locali e centrali di tutto il mondo hanno lanciato al riscaldamento globale del pianeta, attraverso politiche ambientali volte alla riduzione delle emissioni di gas serra. È necessario programmare un inevitabile e progressivo modellamento degli stili di vita ai quali siamo stati abituati sino ad oggi e che via via hanno condotto inevitabilmente alle attuali alterazioni sostanziali delle condizioni climatiche. Bisogna agire sia sulle cause che su gli effetti attraverso la scelta di idonee politiche di protezione climatica che, mediante l’adozione del principio di precauzione, possano portare a prevenire i danni che i cambiamenti climatici stanno arrecando all’ambiente.

La principale causa dell’assottigliamento della fascia di ozono, che sta generando il riscaldamento del pianeta, è stata riconosciuta, dal mondo scientifico, nelle emissioni indiscriminate in atmosfera di CO2. Nell’ultimo secolo lo sviluppo industriale e la sempre maggiore richiesta di energia, dovuta al progresso ed alla modernizzazione degli stili di vita adottati dalle popolazioni, hanno portato ad un progressivo innalzamento delle temperature del pianeta, di cui lo scioglimento dei ghiacciai e la desertificazione sono solo una conseguenza; fatti questi che hanno portato a riflettere sulla necessità di aumentare gli sforzi per rivolgersi verso fonti energetiche pulite e rinnovabili. Proprio i temi della protezione del clima attraverso l’adozione di politiche di mitigazione climatica e lo sviluppo di energie rinnovabili, sono il tema della conferenza di Rovigo, dove si sta rimarcando il ruolo fondamentale dei governi locali nell’attuazione di politiche di sostenibilità ambientale. Con la recente conferenza di Bali, tenutasi nel dicembre 2007, i governi nazionali avevano accolto l’appello ad assumere un forte impegno nell’adottare sistemi di tutela del clima necessari per convergere verso la negoziazione dei protocolli da definire dopo Kyoto.

Le previsioni dell’IPCC – il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici – sul riscaldamento globale, non sono per niente confortanti; forse anche per questo l’agenzia di protezione dell’ambiente (APAT) ha ritenuto importante realizzare uno studio sulla valutazione economica degli impatti dei cambiamenti climatici e delle relative misure di adattamento in Italia, per poter sviluppare strategie e piani di assestamento territoriali. Ed è forse proprio con questo obiettivo che l’APAT ha rivolto un invito alla comunità scientifica di proporre suggerimenti e commenti al documento, che ne possano rafforzare i contenuti. Secondo il mondo scientifico il clima sta modificando sempre più velocemente per cause antropiche; il rapporto dell’IPCC denuncia l’incremento della concentrazione di biossido di carbonio, dovuto all’utilizzo di combustibili fossili, come causa che ha portato negli ultimi cento anni all’innalzamento della temperatura atmosferica media in Europa di circa un grado centigrado.

Le previsioni per il futuro non sono confortanti, si attendono infatti progressivi aumenti di temperatura dovuti al crescente sviluppo industriale di paesi come Cina, India e Brasile, le cui emissioni in atmosfera di gas serra saranno causa del verificarsi di fenomeni climatici come siccità estiva e riscaldamento dei mari, variazione del regime delle precipitazioni ed ingrossamento delle acque fluviali. La Conferenza di Rovigo, ideata per consolidare il ruolo dei comuni che devono avere uno ruolo primario nello sviluppo di strategie di protezione climatica, ha mirato a sollecitare la realizzazione di piani energetici locali basati sul concetto di energia sostenibile, attraverso l’adozione di misure di efficienza energetica e di risorse di energia rinnovabile in combinazione con la conservazione di energia. L’obiettivo del meeting è stato quello di coinvolgere l’attenzione dei governi locali ai particolari strumenti necessari ad incentivare i processi di pianificazione sui cambiamenti climatici e la produzione locale di energia, per poter ambire allo status di “comunità a emissioni zero”.


di Paolo Feliciotti

 
Riforma beni culturali, varato il nuovo codice. PDF 
Mercoledì 02 Aprile 2008 00:00
L'Opinione:
La pianificazione diventa strumento prioritario di salvaguardia e disciplina del territorio e il Ministero dei beni culturali assume un ruolo attivo con le Regioni

Il Consiglio dei Ministri ha licenziato i provvedimenti di riforma al codice dei beni culturali e paesaggistici. Con due decreti legislativi, ora alla firma del Presidente della Repubblica, sono state approvate le misure correttive al decreto legislativo n. 42 del 2004 che vanno ad incidere sia sul patrimonio dei beni culturali che sulla parte riguardante il patrimonio paesaggistico del nostro Paese. Il primo decreto disciplina la circolazione dei beni di interesse storico ed artistico distinguendoli dalle merci, regolamenta la tutela dei beni archivistici e detta norme più stringenti per la dismissione o l’utilizzazione a scopo di valorizzazione economica degli immobili di valore storico di proprietà pubblica o appartenente a privati o ad enti ecclesiastici, al fine di scongiurare la dispersione del patrimonio culturale italiano. Il secondo decreto legislativo, che riguarda il paesaggio, accoglie le considerazioni del giudice costituzionale che definisce, per l’appunto, il paesaggio un valore primario e assoluto, ne innova la definizione e rafforza le misure di salvaguardia rivisitando il regime delle autorizzazioni paesaggistiche e di pianificazione paesistica.

La pianificazione assume strumento prioritario di salvaguardia e disciplina del territorio e il Ministero dei beni culturali assume un ruolo attivo nella partecipazione alla elaborazione con le Regioni dei piani che riguardano paesaggi vincolati dalla legge Galasso. La presenza dei tecnici ministeriali dovrà garantire un regime di massima tutela del paesaggio; si viene quindi a rafforzare il ruolo delle Soprintendenze che in questo modo dovranno rilasciare un nulla osta preventivo sugli interventi che intendono incidere in qualche modo sul paesaggio, invece del mero controllo di legittimità, successivo alle autorizzazioni rilasciate dai comuni, che viene effettuato oggi. L’intervento dei soprintendenti subisce una accelerazione in quanto viene ridotto il termine per il rilascio del parere obbligatorio e vincolante, da sessanta a quarantacinque giorni. Decorso tale termine potrà essere convocata apposita conferenza di servizi, in tal caso le Soprintendenze devono esprimersi entro quindici giorni; in assenza del prescritto parere il compito di decidere sulla compatibilità dell’intervento passa alla Regione o al Comune delegato.

In tale ultima ipostesi la delega al comune è ammissibile solo se presso di questo gli uffici che emanano pareri urbanistici sono differenti da quelli che devono esprimersi sugli aspetti ambientali. Il nuovo codice dei beni culturali e del paesaggio prevede la revisione, entro un anno, degli attuali vincoli di inedificabilità, in maniera tale da definire le regole da adottare in relazione al vincolo esistente. Per gli interventi di recupero del paesaggio è prevista l’istituzione di una apposita commissione, presso il Ministero, che avrà il compito di affiancare i comuni nelle decisioni riguardanti la demolizione dei così detti ecomostri, per questo motivo la legge finanziaria ha stanziato, a partire da quest’anno 15 milioni di euro.

di Paolo Feliciotti

 
Mobilità e ambiente. Trasporti pubblici meno inquinanti PDF 
Sabato 29 Marzo 2008 00:00
L'Opinione:
La legge finanziaria ha assegnato al Ministero dei Trasporti un finanziamento di oltre 350 milioni di euro, in tre anni, per la “promozione e sviluppo del trasporto pubblico locale”. Il ministro dei Trasporti Bianchi ha recentemente firmato il provvedimento che ripartisce le risorse tra le regioni per cofinanziare l’acquisto di nuovi autobus destinati al trasporto dei pendolari. Il finanziamento consente di arricchire il parco pubblico circolante con autobus le cui emissioni siano conformi alle direttive Ue Euro4 e dotati di filtro anti-particolato, o alimentati a gas metano o Gpl, biocarburanti, o infine spinti da motore elettrico o ibrido. Questa iniziativa, nata da uno studio sul pendolarismo, effettuata dal Ministero dei trasporti in collaborazione con il Censis, mette a confronto il dato numerico con gli aspetti socio economici di un fenomeno che vede coinvolti 13 milioni di italiani che quotidianamente devono raggiungere il proprio posto di lavoro. La vicenda ha inoltre anche un risvolto ambientale se si considera la quantità di emissioni di Co2 rilasciate in atmosfera dai veicoli che circolano nelle nostre città.

La sostituzione dei vecchi autobus spinti con motori diesel, con mezzi di nuova generazione può essere un importante passo per respirare aria più pulita nelle nostre città. Del resto i recenti dati forniti dal IV Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano dell’Apat non sono per niente confortanti. Dal documento emerge che, se pur in calo le emissioni da trasporto, la qualità dell’aria nelle città italiane rimane critica. Il traffico costituisce la causa maggiore di polveri sottili. L’analisi, effettuata su 24 capoluoghi di provincia con una popolazione superiore ai 150.000 abitanti, ha lo scopo di fornire i dati sull’ambiente urbano e procurare alle amministrazioni indicazioni utili finalizzate ad implementare politiche di tutela e valorizzazione delle risorse urbane. Su questa tematica il professor Vincenzo Pepe docente di diritto ambientale e leader di Fareambiente, sostiene che il sistema del trasporto pubblico italiano necessita di attente rivisitazioni: “Bisogna incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico perché è più economico e inquina meno. Nelle nostre città abbiamo bisogno di aria pulita, invece purtroppo è in crescita il numero di veicoli privati”. E pure secondo il rapporto dell’Apat le città italiane sono sempre più verdi aumentando il verde pubblico pro capite. Secondo la fonte Apat la città di Napoli ottiene i risultati migliori, con una crescita del 19,5%, dove negli ultimi sette anni la disponibilità per abitante è aumentata di 23 metri quadri. Che fosse davvero non solo “monnezza”?

di Paolo Feliciotti
 
Forum per l'Ambiente - Mercato San Severino - Piano energetico ambientale comunale. PDF 
Mercoledì 19 Marzo 2008 00:00
Fare Ambiente:
Insediamento ufficiale ieri mattina, presso il Palazzo Vanvitelliano, dei componenti del Forum Comunale per l’Energia, l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile, organo previsto dal PEAC (Piano Energetico Ambientale Comunale).

Parte, dunque, l’iniziativa presentata due settimane fa dal vicesindaco Giovanni Romano e dal Professor Lucio Ippolito (Ingegneria dell'Informazione e Ingegneria Elettrica dell’Università degli Studi di Salerno).

Erano presenti Renato Fusco, rappresentante della “Terna” s.p.a., Pietro Trombetti per il CNA – Mercato S. Severino, Carmine Battipaglia per il CNA- Salerno, Antonio Ferrigno per “Fare Ambiente”, Alberto Gentile per il WWF – Salerno, Giovanni ROMANO, Vice sindaco del Comune di Mercato S. Severino, Giancarlo De Tullio per ARPA-Campania, Mariarosaria Zappile e Pierpaolo Ventura per Confindustria- Salerno.

"E' stato un primo incontro di conoscenza - precisa il Vice Sindaco Giovanni Romano - tra i componenti designati dagli Enti e dalle Istituzioni che la Giunta Municipale ha individuato come rappresentanti permanenti del Forum. Il Piano è stato consegnato a tutti i presenti ed è stato illustrato dal professore Luicio Ippolito".

Al termine della discussione, dopo la presentazione, i componenti del Forum hanno stabilito di riunire nuovamente il Forum entro 30 giorni per la valutazione delle prime osservazioni e di procedere con la pubblicazione dell'intero Piano sul sito web del Comune.

In considerazione della rilevanza del PEAC ai fini del nuovo Regolamento Edilizio in fase di redazione, si è stabilito di integrare il Forum con i rappresentanti dell'ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), dell'Ordine degli Ingegneri, dell'Ordine degli Architetti, del Collegio dei geometri, del Collegio dei Periti Industriali, di un'Associazione dei Consumatori e del soggetto gestore del servizio idrico integrato G.O.R.I. Spa.

“Si avvia in tal modo la procedura amministrativa – ha dichiarato il Vice Sindaco Giovanni Romano – che porterà alla definitiva approvazione del Piano e alla realizzazione degli interventi concreti delineati delle azioni contenute nel PEAC. La Ge.Se.Ma. Spa ha già provveduto ad installare un primo impianto regolatore dei flussi elettrici su di un tratto di illuminazione pubblica in modo da testare la validità del dispositivo che consentirà di ridurre consumi e costi. Inoltre sono già state avviate le procedure amministrative per la realizzazione degli impianti di energia elettrica fotovoltaica su tutti gli edifici pubblici".

Il PEAC si pone l’obiettivo di analizzare e definire le condizioni idonee per lo sviluppo di un sistema energetico comunale sempre più rivolto all’utilizzo delle fonti rinnovabili e all’uso efficiente dell’energia come strumenti centrali per una maggiore tutela ambientale.

Il nesso tra energia e cambiamenti climatici ormai non è più messo in discussione. Per frenare lo sfruttamento delle risorse naturali e il conseguente inquinamento prodotto dai sistemi industriali, dai trasporti e dagli usi civili è necessario procedere all'adozione di politiche efficaci, alla diffusione di una nuova cultura della sostenibilità, ad una rivisitazione degli stili di vita e dei modi di produzione. Il PAEC contiene le indicazioni utili per l'adozione di provvedimenti che consentono di raggiungere gradualmente questi obiettivi.

"Una delle iniziative più significative - prosegue Romano - riguarderà l'attivazione dello Sportello Energia, un ufficio a disposizione dei cittadini per assisterli nelle operazioni di installazione degli impianti solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e di acqua calda e per fornire le corrette informazioni per accedere ai benefici stabiliti dalle vigenti normative. In tal senso, il Forum svolgerà un ruolo determinante. Infatti c'è bisogno del concorso di tutti i cittadini per promuovere una diversa cultura dello sviluppo economico e della sostenibilità ambientale, sull'esempio di quanto già realizzato nella nostra Città con la raccolta differenziata. Solo promuovendo questo diverso approccio culturale la nostra Comunità potrà contribuire a ridurre il carico inquinante di emissioni di anidride carbonica (Co2) in atmosfera realizzando in concreto quanto stabilito nel Protocollo di Kyoto“.
 


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