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Venerdì 10 Luglio 2009 00:00 |
“Le cautele sul nucleare sono importanti, ma oggi siamo arrivati a un punto tale di sicurezza degli impianti che il ritorno all’utilizzo di questa forma di produzione di energia è sempre più conveniente, poiché i benefici economici per la popolazione sono davvero rilevanti. Per quanto riguarda il referendum al quale pensa il presidente Lombardo può essere uno strumento utile, purché non allunghi i tempi per realizzare gli impianti di produzione di energia nucleare”. È questa la posizione di Nicolò Nicolosi, coordinatore regionale di Fare Ambiente per quanto riguarda l’idea del presidente della regione, Raffaele Lombardo, di sottoporre a referendum un eventuale ritorno della Sicilia al nucleare.
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Lunedì 16 Giugno 2008 00:00 |
Il Governo ha annunciato che l’Italia deve riprendere la costruzione delle centrali nucleari per la produzione di energia elettrica, e che entro cinque anni si dovranno porre le prime pietre dei nuovi impianti. Da un recente sondaggio condotto da una società specializzata in demoscopia è risultato che attualmente circa il 60% della popolazione è favorevole alla ripresa del nucleare. Fa sempre più effetto favorevole il fatto, ben noto, che la vicina Francia ha in esercizio 58 centrali nucleari che producono energia elettrica in sovrabbondanza rispetto alle necessità di quella Nazione. E infatti una notevole quantità di energia elettrica viene esportata dalla Francia verso l’Italia. E’ anche noto a tutti gli Italiani che noi non abbiamo voluto andare avanti nella istallazione di centrali nucleari. Anzi abbiamo chiuso quelle tre che erano esistenti prima del referendum del 1987. Quel referendum abrogò le leggi che permettevano la localizzazione delle centrali nucleari. Le tre centrali allora esistenti di Latina, Caorso, e Trino Vercellese furono chiuse. La centrale nucleare di Montalto che era in costruzione fu convertita a gas e olio. Attualmente l’Italia importa grandi quantità di energia elettrica dalla Francia e dalla Svizzera con enorme aggravio di costi che gravano sulla bilancia dei pagamenti. Il risultato economico di questa situazione è disastroso per l’economia nazionale. Secondo uno studio pubblicato sul Corriere della Sera del 31 maggio 2008, il costo medio del chilowattora (kwh) per le industrie in Italia nel 2006 è stato di 0,095 Euro.
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Martedì 22 Aprile 2008 00:00 |
L’AMMINISTRATORE DELEGATO SPIEGA LA TEMPISTICA PER REALIZZARE UN IMPIANTO Seppur timidamente, e soprattutto a causa del caro petrolio, è tornata d’attualità la questione nucleare. Finora, tuttavia, anche coloro i quali dichiaravano di non essere più pregiudizialmente contrari a un ritorno delle centrali nucleari in Italia, si trinceravano dietro a un alibi: ormai è troppo tardi, ci vorrebbero troppi anni per recuperare il tempo perduto. Per non dire del problema legato alla necessità di trovare siti di stoccaggio e via dicendo. Insomma, l’energia nucleare è un treno che il Paese avrebbe perduto. E, invece, a quanto pare non è così. A pensarla diversamente non è un opinionista, bensì l’amministratore delegato di Enel che qualche esperienza in materia di energia può legittimamente vantarla. Ora Conti, prudentemente, ha solo lanciato un messaggio, tuttavia non di poco conto. Secondo l’ad di Enel l’opzione per un investimento nella produzione di energia nucleare “è una decisione che spetta a Governo e Parlamento. E’ un problema politico”. Fulvio Conti, ha svolto questa considerazione durante una conferenza stampa a margine del Forum Internazionale dell’Energia. Ma anche aggiunto “Il vantaggio che Enel offre - ha aggiunto - è che negli ultimi anni ha potuto recuperare una competenza importante; noi siamo pronti dal punto di vista tecnico, consapevoli che si deve costruire una filiera”. Conti ha quindi spiegato che “se decideranno, come e quando e se ripristinare il nucleare, da lì partiremo”.
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Sabato 19 Aprile 2008 00:00 |
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Era il 27 settembre 1962, ore 19, quando l’aereo di Mattei, un bireattore Morane Saulnier, decollato da Catania alle 16,57 con a bordo il presidente dell’ENI, il pilota Irnerio Bertuzzi, peraltro bravissimo ed un giornalista americano che voleva intervistare Mattei, William Mc Hale, si disintegrò a Bascapè, tra Milano e Pavia a breve distanza dalla cascina Albaredo. Un contadino disse di aver visto un bagliore in cielo, il tempo era pessimo, ma come poi attestò la magistratura di Pavia, non si trattò di un tragico incidente, ma di un omicidio, probabilmente commissionato dalla estrema destra francese, l’OAS, che si opponeva all’autonomia dell’Algeria, da Mattei invece favorita e forse finanziata. Svaniva così il sogno dell’ENE (Ente Nazionale Energia) ed esattamente un mese dopo il presidente Fanfani faceva approvare alla Camera dei deputati con 371 voti a favore e 57 contrari (tra cui Scelba e Gonnella), la legge di nazionalizzazione delle imprese elettriche. Come è stato scritto “Mattei era unico, nel bene e nel male. Non lasciò veri eredi né veri successori. Le dinastie dei personaggi di quella fatta cominciano con loro e con loro finiscono, ma lasciano un grande rimpianto in quanti ebbero l’onore e la fortuna di lavorare per Lui”.
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