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Ufficio Stampa

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Riforma beni culturali, varato il nuovo codice. PDF 
L'Opinione:
La pianificazione diventa strumento prioritario di salvaguardia e disciplina del territorio e il Ministero dei beni culturali assume un ruolo attivo con le Regioni

Il Consiglio dei Ministri ha licenziato i provvedimenti di riforma al codice dei beni culturali e paesaggistici. Con due decreti legislativi, ora alla firma del Presidente della Repubblica, sono state approvate le misure correttive al decreto legislativo n. 42 del 2004 che vanno ad incidere sia sul patrimonio dei beni culturali che sulla parte riguardante il patrimonio paesaggistico del nostro Paese. Il primo decreto disciplina la circolazione dei beni di interesse storico ed artistico distinguendoli dalle merci, regolamenta la tutela dei beni archivistici e detta norme più stringenti per la dismissione o l’utilizzazione a scopo di valorizzazione economica degli immobili di valore storico di proprietà pubblica o appartenente a privati o ad enti ecclesiastici, al fine di scongiurare la dispersione del patrimonio culturale italiano. Il secondo decreto legislativo, che riguarda il paesaggio, accoglie le considerazioni del giudice costituzionale che definisce, per l’appunto, il paesaggio un valore primario e assoluto, ne innova la definizione e rafforza le misure di salvaguardia rivisitando il regime delle autorizzazioni paesaggistiche e di pianificazione paesistica.

La pianificazione assume strumento prioritario di salvaguardia e disciplina del territorio e il Ministero dei beni culturali assume un ruolo attivo nella partecipazione alla elaborazione con le Regioni dei piani che riguardano paesaggi vincolati dalla legge Galasso. La presenza dei tecnici ministeriali dovrà garantire un regime di massima tutela del paesaggio; si viene quindi a rafforzare il ruolo delle Soprintendenze che in questo modo dovranno rilasciare un nulla osta preventivo sugli interventi che intendono incidere in qualche modo sul paesaggio, invece del mero controllo di legittimità, successivo alle autorizzazioni rilasciate dai comuni, che viene effettuato oggi. L’intervento dei soprintendenti subisce una accelerazione in quanto viene ridotto il termine per il rilascio del parere obbligatorio e vincolante, da sessanta a quarantacinque giorni. Decorso tale termine potrà essere convocata apposita conferenza di servizi, in tal caso le Soprintendenze devono esprimersi entro quindici giorni; in assenza del prescritto parere il compito di decidere sulla compatibilità dell’intervento passa alla Regione o al Comune delegato.

In tale ultima ipostesi la delega al comune è ammissibile solo se presso di questo gli uffici che emanano pareri urbanistici sono differenti da quelli che devono esprimersi sugli aspetti ambientali. Il nuovo codice dei beni culturali e del paesaggio prevede la revisione, entro un anno, degli attuali vincoli di inedificabilità, in maniera tale da definire le regole da adottare in relazione al vincolo esistente. Per gli interventi di recupero del paesaggio è prevista l’istituzione di una apposita commissione, presso il Ministero, che avrà il compito di affiancare i comuni nelle decisioni riguardanti la demolizione dei così detti ecomostri, per questo motivo la legge finanziaria ha stanziato, a partire da quest’anno 15 milioni di euro.

di Paolo Feliciotti

 
Mobilità e ambiente. Trasporti pubblici meno inquinanti PDF 
L'Opinione:
La legge finanziaria ha assegnato al Ministero dei Trasporti un finanziamento di oltre 350 milioni di euro, in tre anni, per la “promozione e sviluppo del trasporto pubblico locale”. Il ministro dei Trasporti Bianchi ha recentemente firmato il provvedimento che ripartisce le risorse tra le regioni per cofinanziare l’acquisto di nuovi autobus destinati al trasporto dei pendolari. Il finanziamento consente di arricchire il parco pubblico circolante con autobus le cui emissioni siano conformi alle direttive Ue Euro4 e dotati di filtro anti-particolato, o alimentati a gas metano o Gpl, biocarburanti, o infine spinti da motore elettrico o ibrido. Questa iniziativa, nata da uno studio sul pendolarismo, effettuata dal Ministero dei trasporti in collaborazione con il Censis, mette a confronto il dato numerico con gli aspetti socio economici di un fenomeno che vede coinvolti 13 milioni di italiani che quotidianamente devono raggiungere il proprio posto di lavoro. La vicenda ha inoltre anche un risvolto ambientale se si considera la quantità di emissioni di Co2 rilasciate in atmosfera dai veicoli che circolano nelle nostre città.

La sostituzione dei vecchi autobus spinti con motori diesel, con mezzi di nuova generazione può essere un importante passo per respirare aria più pulita nelle nostre città. Del resto i recenti dati forniti dal IV Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano dell’Apat non sono per niente confortanti. Dal documento emerge che, se pur in calo le emissioni da trasporto, la qualità dell’aria nelle città italiane rimane critica. Il traffico costituisce la causa maggiore di polveri sottili. L’analisi, effettuata su 24 capoluoghi di provincia con una popolazione superiore ai 150.000 abitanti, ha lo scopo di fornire i dati sull’ambiente urbano e procurare alle amministrazioni indicazioni utili finalizzate ad implementare politiche di tutela e valorizzazione delle risorse urbane. Su questa tematica il professor Vincenzo Pepe docente di diritto ambientale e leader di Fareambiente, sostiene che il sistema del trasporto pubblico italiano necessita di attente rivisitazioni: “Bisogna incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico perché è più economico e inquina meno. Nelle nostre città abbiamo bisogno di aria pulita, invece purtroppo è in crescita il numero di veicoli privati”. E pure secondo il rapporto dell’Apat le città italiane sono sempre più verdi aumentando il verde pubblico pro capite. Secondo la fonte Apat la città di Napoli ottiene i risultati migliori, con una crescita del 19,5%, dove negli ultimi sette anni la disponibilità per abitante è aumentata di 23 metri quadri. Che fosse davvero non solo “monnezza”?

di Paolo Feliciotti
 
Forum per l'Ambiente - Mercato San Severino - Piano energetico ambientale comunale. PDF 
Fare Ambiente:
Insediamento ufficiale ieri mattina, presso il Palazzo Vanvitelliano, dei componenti del Forum Comunale per l’Energia, l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile, organo previsto dal PEAC (Piano Energetico Ambientale Comunale).

Parte, dunque, l’iniziativa presentata due settimane fa dal vicesindaco Giovanni Romano e dal Professor Lucio Ippolito (Ingegneria dell'Informazione e Ingegneria Elettrica dell’Università degli Studi di Salerno).

Erano presenti Renato Fusco, rappresentante della “Terna” s.p.a., Pietro Trombetti per il CNA – Mercato S. Severino, Carmine Battipaglia per il CNA- Salerno, Antonio Ferrigno per “Fare Ambiente”, Alberto Gentile per il WWF – Salerno, Giovanni ROMANO, Vice sindaco del Comune di Mercato S. Severino, Giancarlo De Tullio per ARPA-Campania, Mariarosaria Zappile e Pierpaolo Ventura per Confindustria- Salerno.

"E' stato un primo incontro di conoscenza - precisa il Vice Sindaco Giovanni Romano - tra i componenti designati dagli Enti e dalle Istituzioni che la Giunta Municipale ha individuato come rappresentanti permanenti del Forum. Il Piano è stato consegnato a tutti i presenti ed è stato illustrato dal professore Luicio Ippolito".

Al termine della discussione, dopo la presentazione, i componenti del Forum hanno stabilito di riunire nuovamente il Forum entro 30 giorni per la valutazione delle prime osservazioni e di procedere con la pubblicazione dell'intero Piano sul sito web del Comune.

In considerazione della rilevanza del PEAC ai fini del nuovo Regolamento Edilizio in fase di redazione, si è stabilito di integrare il Forum con i rappresentanti dell'ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), dell'Ordine degli Ingegneri, dell'Ordine degli Architetti, del Collegio dei geometri, del Collegio dei Periti Industriali, di un'Associazione dei Consumatori e del soggetto gestore del servizio idrico integrato G.O.R.I. Spa.

“Si avvia in tal modo la procedura amministrativa – ha dichiarato il Vice Sindaco Giovanni Romano – che porterà alla definitiva approvazione del Piano e alla realizzazione degli interventi concreti delineati delle azioni contenute nel PEAC. La Ge.Se.Ma. Spa ha già provveduto ad installare un primo impianto regolatore dei flussi elettrici su di un tratto di illuminazione pubblica in modo da testare la validità del dispositivo che consentirà di ridurre consumi e costi. Inoltre sono già state avviate le procedure amministrative per la realizzazione degli impianti di energia elettrica fotovoltaica su tutti gli edifici pubblici".

Il PEAC si pone l’obiettivo di analizzare e definire le condizioni idonee per lo sviluppo di un sistema energetico comunale sempre più rivolto all’utilizzo delle fonti rinnovabili e all’uso efficiente dell’energia come strumenti centrali per una maggiore tutela ambientale.

Il nesso tra energia e cambiamenti climatici ormai non è più messo in discussione. Per frenare lo sfruttamento delle risorse naturali e il conseguente inquinamento prodotto dai sistemi industriali, dai trasporti e dagli usi civili è necessario procedere all'adozione di politiche efficaci, alla diffusione di una nuova cultura della sostenibilità, ad una rivisitazione degli stili di vita e dei modi di produzione. Il PAEC contiene le indicazioni utili per l'adozione di provvedimenti che consentono di raggiungere gradualmente questi obiettivi.

"Una delle iniziative più significative - prosegue Romano - riguarderà l'attivazione dello Sportello Energia, un ufficio a disposizione dei cittadini per assisterli nelle operazioni di installazione degli impianti solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e di acqua calda e per fornire le corrette informazioni per accedere ai benefici stabiliti dalle vigenti normative. In tal senso, il Forum svolgerà un ruolo determinante. Infatti c'è bisogno del concorso di tutti i cittadini per promuovere una diversa cultura dello sviluppo economico e della sostenibilità ambientale, sull'esempio di quanto già realizzato nella nostra Città con la raccolta differenziata. Solo promuovendo questo diverso approccio culturale la nostra Comunità potrà contribuire a ridurre il carico inquinante di emissioni di anidride carbonica (Co2) in atmosfera realizzando in concreto quanto stabilito nel Protocollo di Kyoto“.
 
Alla Luiss si discute di nucleare. PDF 
Fare Ambiente:
Il 12 marzo a Roma presso la Sala Colonne in Via Pola,12 della Luiss si è tenuto un workshop sul tema “Ritorno al Nucleare in Italia: una ipotesi fattibile?” organizzato dallo Studio Legale Macchi di Cellere Gangemi, che vanta una notevole esperienza nel diritto dell'energia e dell'ambiente ed ha organizzato con l’Associazione Laureati Luiss la tavola rotonda in oggetto, dato l'interesse e l'attualità dell'argomento.
Dopo il saluto del Vice-presidente Associazione Laureati Luiss Giovanni Aliverti è intervenuto Emilio Santoro, Direttore Responsabile Impianto TRIGA RC-1 C.R. ENEA, che ha fatto un exursus sullo sviluppo tecnico del nucleare a partire dai reattori di prima generazione per finire a quelli di quarta generazione, quelli del futuro: sicuri, compatti, ad alta concetrazione tecnologica a detta di Santoro. Successivamente è intervenuto Silvio Bosetti, Coordinatore Energy Lab, che ha mostrato come la sua azienda si stia preparando ad un ritorno a breve al nucleare in Italia investendo risorse e competenze nella ricerca e nelle materie prime. Secondo Bosetti, infatti, dobbiamo essere pronti ad investire attraverso progetti snelli che portino nell’arco di sette anni alla costruzione di una centrale nucleare. Quindi è stata la volta di Ludo Veuchelen, del Belgian Nuclear Research Centre, che ha parlato della sua esperienza in Belgio e dello stato della ricerca. Sono intervenuti, inoltre, Maurizio Cumo, Presidente Sogin, azienda delegata alla risoluzione della problematica dello stoccaggio dei rifiuti nucleari e Erasmo Venosi, Consulente Ministero dell'Ambiente, che ha chiarito la posizione attuale del MATT. Ha concluso Loredana De Angelis, Partner Dipartimento Energia Studio legale Macchi di Cellere Gangemi che ha anche coordinato la tavola rotonda.
Presente anche Vincenzo Pepe, Presidente di Fare Ambiente, Movimento Ecologista Europeo, che si è congratulato con gli organizzatori per un’iniziativa, che porta un barlume di luce su una questione, quella del nucleare, al centro di un dibattito sempre infuocato, ma non sempre lucido e analitico. Per Fare Ambiente, infatti, la forte dipendenza dell'Italia dall'approvvigionamento energetico estero e l'esigenza di ottemperare agli impegni di Kyoto hanno riacceso il dibattito sul nucleare. Alcuni stati europei, tra tutti Francia e Gran Bretagna, hanno continuato a produrre tale energia ed altri stanno cominciando ad investire. Fare Ambiente ha già compiuto la sua scelta: al nostro Paese occorre un mix energetico piuttosto che una particolare categoria di tecnologia. In questo mix può sicuramente rientrare il nucleare: con i nuovi materiali utilizzati e le nuove tecnologie la possibilità di incidenti in centrali all’avanguardia è davvero bassa e l’ombra di Chernobyl è molto lontana. L’Italia, inoltre, deve adeguare la sua politica energetica al fabbisogno del Paese come hanno fatto già in passato Francia, Gran Bretagna, Germania e come sta facendo la Spagna; dove a fronte di una scarsità di risorse hanno provveduto ad integrarle anche con il nucleare.


Giovannipaolo Ferrari
 
“La tutela e la salvaguardia dell’ambiente: fare sviluppo sostenibile” PDF 
Fare Ambiente:
Martedì 18 marzo alle ore 18.30 presso la Sala Raffaello dell’Hotel Tiziano (Lecce) si terrà la presentazione del Movimento Ecologista Europeo “FARE AMBIENTE” organizzato dal Coordinatore per la Regione Puglia Fernando Casciaro. FARE AMBIENTE è un Movimento associazionistico nuovo e dinamico, che vuole dare voce a tutti coloro che vogliono tutelare l’ambiente e la qualità della vita attraverso uno sviluppo equo e razionale contro ogni fondamentalismo ambientale. Il tema della salvaguardia e della tutela ambientale, nonché delle nuove tecnologie e delle fonti alternative d’energia come soluzione possibile per lo sviluppo e il miglioramento della qualità della vita dell’uomo nel suo stretto legame con la natura, è certamente una questione importantissima e di estrema attualità, soprattutto in seguito alle vicende a carattere nazionale che hanno riportato in auge il bisogno e l’assoluta necessità di un impegno collettivo, da parte di Istituzioni e cittadini, nella creazione di un senso civico comune in difesa del bene più prezioso di tutta l’umanità. Sviluppo sostenibile, smaltimento dei rifiuti, uso di fonti energetiche rinnovabili, centrali nucleari, questi tra gli oggetti di discussione relazionati da personalità autorevoli del settore; interverranno infatti il prof. Vincenzo Pepe – Presidente Nazionale di FARE AMBIENTE, Guelfo Tagliavini – Responsabile Nazionale Dipartimento Imprese e Pubblica Amministrazione di FARE AMBIENTE, Gianni Scogliamillo – Assessore all’Ambiente della Provincia di Lecce e il Sindaco di Lecce Paolo Perrone. Come sostiene il Coordinatore Regionale Pugliese del Movimento, nonché promotore di quest’incontro, Fernando Casciaro, si tratta di un’importante occasione per conoscere e approfondire il tema della salvaguardia ambientale attraverso una prospettiva che guarda al pragmatismo e al realismo del FARE, per fornire nuove chiavi di lettura alle numerose problematiche che vanno al più presto risolte e avviare così un percorso di Forma-Azione attraverso iniziative e progetti che coinvolgano l’intera Cittadinanza in difesa del nostro Pianeta, la nostra Casa.

Per informazioni contattare:

Segreteria Organizzativa: Manuela Cavone tel.: 347 7758752 e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 


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