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INTERVISTA AL SEGRETARIO GENERALE PROF. GIUSEPPE GRAZIANI, DELLA O.N.G. UHS. PDF 

INTERVISTA AL SEGRETARIO GENERALE PROF. GIUSEPPE GRAZIANI, DELLA O.N.G. UHS.  


Il Prof. Giuseppe Graziani, Segretario Generale della o.n.g. Universal Humanitarian Socialism (Socialismo Umanitario Italiano), ha fondato questa associazione in seguito alla scissione del nuovo PSI di De Michelis, il cui obiettivo è la solidarietà dei popoli e la piena realizzazione dei diritti fondamentali dell’uomo, ispirandosi ai principi sanciti dalle Nazioni Unite e dalle convenzioni CEE- ACP

  1. Può  definirci esattamente quali sono le iniziative del suo Movimento?

    Si, nell’ottobre del 2005, a  seguito della scissione del Nuovo Psi tra Bobo Craxi e Gianni De Michelis, noi scegliemmo l’autonomia socialista fuori dei poli, con il Partito della Rifondazione Socialista che si basava sulla rifondazione dei principi e i valori morali del socialismo.

    Nel 2008, per dare voce alle nostre idee, e per realizzare un modello di socialismo liberale e riformista, ci siamo costituiti in una ONG internazionale “Universal Humanitarian Socialism “(UHS), ( Socialismo Umanitario Universale), la cui libertà operativa ed il riferimento alla solidarietà dei popoli, ci permette di agire da socialisti, anche fuori dei logorati rapporti politici italiani, e ci consente  di mettere in atto concretamente azioni socialiste con gli altri Paesi del mondo, nella piena speranza che domani si potrà finalmente avere la riaffermazione nel mondo, del socialismo liberale e riformista (quello anti comunista di Nenni e di Craxi, per capirci), lontano dalle pantomime del centro sinistra italiano, che è ancora tenuto in piedi da figuri oscuri della politica italiana, come D’Alema & Co.

    Il nostro lavoro è dimostrare che la mediazione tra la libertà economica individuale e la solidarietà sociale sono la ricetta giusta per una economia giusta. Il nostro obiettivo è rimettere al centro dell’economia il principio del mutuo soccorso, il ritorno al prestito d’onore, il recupero della dignità e del primato dell’uomo sulla globalizzazione. Com’è noto, la crisi finanziaria mondiale che ci ha duramente colpito è stata frutto della “finanza creativa e virtuale”. Per uscirne bisogna ritornare ad una finanza umana, prodotto del lavoro dell’uomo. Né più, né meno.

    Questo è possibile realizzarlo dove gli uomini non hanno le distrazioni del nostro superlusso, del nostro super ego, delle nostre “ricchezze”, ma dove il senso della famiglia umana è ancora al di sopra di tutto. Dove il principio morale è alla base di tutto. Loro possono darci saggezza, mentre noi possiamo dare loro l’esperienza lavorativa e il progresso di tanti secoli di sviluppo. Ecco, da quei paesi si può ripartire per dire al nostro occidente, troppo spesso egoista e opulento, che siamo andati oltre la grazia di Dio. Senza valori, senza principi, e pronti solo a rincorrere il dio denaro, il dio dell’avidità. E dal nostro occidente, invece, possiamo dare speranza di vita e di progresso ai loro popoli. Tutto ciò è esaltante, è bellissimo. E’ la fratellanza del Socialismo Umanitario Universale.

    2)     Nell’ottica della solidarietà e della unificazione dei popoli, diventa importante il sostegno di tutte le istituzioni, senonchè di tutte quelle associazioni nazionali ed internazionali che possano aiutare il Socialismo Umanitario Universale a promuovere questo grande progetto. FareAmbiente, Movimento Ecologista Europeo, presieduto dal Prof. Vincenzo Pepe, ha portato in Italia un  ambientalismo diverso da quello dei no a priori che ha dominato l’Italia nell’ultimo ventennio, un ambientalismo di tipo maturo e positivo, basato sul metodo scientifico.

    Come gli obiettivi di FA possono sposarsi con  gli obiettivi del suo Movimento?

    Il rispetto della dignità umana, corrisponde al rispetto della dignità  della natura. E senza essere integralisti, la difesa della natura può e deve andare di pari passo  con lo sviluppo dell’uomo.

    Se posso pensare a come il vostro ambientalismo possa coniugarsi con noi, penso all’estero, e guardo ai Paesi in via di sviluppo. In quelle terre (in particolare Africa e America Latina) ci sono immensi territori, totalmente abbandonati ed incolti, che se portati alla produzione agricola, risolleverebbero le popolazioni locali, e produrrebbero agricoltura anche per noi.

    In Italia, invece, penso al recupero dei borghi medievali, così come ai centri antichi storici di moltissimi comuni d’Italia, che potrebbero diventare consorzi, “proprietà” di tutti gli italiani, attraverso la costituzione di una “holding societaria popolare”. Con i finanziamenti dei soci apportare delle migliorie ai nostri capolavori, e creare la musealizzazione di tutte queste ricchezze;

    Potrebbe addirittura essere quotata in borsa. Anzicchè favorire le perenni  speculazioni di qualche cialtrone di troppo nel settore immobilare… Si pensi ai furbetti del quartierino !!

    E molte ancora sono le cose che potrebbero vedere sinergicamente impegnate Fare Ambiente e UHS. Dipende solo dalla nostra comune buona volontà. 

    3)     La sua missione in particolare mira a promuovere e a formare, più che semplicemente inviare dei beni di prima necessità o inviare fondi per costruire scuole, ospedali e quant’altro, nei Paesi in via di sviluppo. A tal proposito lei proponeva un’importante aspetto legato all’agricoltura; ovvero di spostare la coltivazione di alcuni prodotti agricoli all’estero per favorire uno scambio economico equo e solidale con questi Paesi, utilizzando le risorse sul posto invece di vedere sfruttati gli extracomunitari, il più delle volte da associazioni mafiose, proprio come è accaduto in Calabria di recente. Crede il nostro Paese sia pronto da questo punto di vista?

    No, il nostro Paese non è ancora pronto, perché non c’è un governo politico della nostra società. C’è un governo di una coalizione di partiti che promuove i propri interessi in contrasto con gli interessi voluti dall’altra coalizione di partiti, ad essa avversa. Sul tema dell’immigrazione, poi, c’è un balletto di dichiarazioni demenziali, sia di qui che di là.

    …Il nostro Paese ha pagato miliardi di euro alla Libia per “ripagare” i danni provocati dalla nostra colonizzazione, ottenendo in cambio una maggiore sorveglianza delle nostre coste dall’immigrazione clandestina…(sic!) Mentre con quei soldi si sarebbero potuti rendere agricoli milioni di ettari di terra che avrebbero dato lavoro a milioni di extracomunitari nella loro terra (contribuendo a sconfiggere a monte la ragione dell’evento immigrazione), e avremmo avuto una produzione agricola, di prima scelta, che avrebbe anche prodotto cospicui utili sui mercati dell’Italia e dell’Europa. Sottraendo alla criminalità una certa economia, ed impedendo uno sfruttamento che molti giustificano con il basso prezzo della frutta in Italia.

    Io credo fondamentale l’inversione di rotta circa gli aiuti umanitari. Molti soldi sono stati devoluti, ma il sottosviluppo è cresciuto, non diminuito. Significa che quei soldi hanno arricchito qualcun altro, non i popoli affamati. Per risolvere il problema dei paesi poveri, bisogna creare le condizioni affinchè questi popoli siano  messi nelle condizioni di potersi migliorare migliorando le proprie condizioni di vita.

    Il Socialismo Umanitario è proprio questo: è creare le condizioni , attraverso investimenti mirati ed imprenditorialmente garantiti, con la formazione di addetti nell’agricoltura come nel commercio; nella sanità come nel turismo; con la creazione di aziende agricole come di aziende di trasformazione di materie prime, di cui, peraltro, sono ricchissimi, con la realizzazione di ambulatori medici, come di stazioni per la protezione civile.

    4)     Altro tema importante: l’Energia Rinnovabile da esportare nei paesi in via di sviluppo. Garantire condizioni di vita migliori e soprattutto  sollecitare lo sviluppo economico nei Paesi più svantaggiati. Come vede possibile l’aiuto di Fare Ambiente  a riguardo?

    Nei paesi in via di sviluppo c’è bisogno assoluto dell’energia elettrica come dell’acqua. Lo sviluppo passa per queste due grandi fonti.

    Penso allo sviluppo dell’energia pulita dell’eolico , che non abbisogna di energia per produrre energia. Penso all’installazione di pozzi artesiani per il recupero delle acque dalle falde sotterranee. Così come penso che in Italia bisogna consentire più centrali di energia pulita di quanto non sia stato ancora permesso.

    Io credo che possiamo fare molto con Fare Ambiente, potremmo coinvolgervi nei progetti che stiamo definendo in alcuni Paesi in Africa, e insieme realizzare qualcosa di buono per l’umanità…

    Insomma io credo che il mondo dia agli uomini di buona volontà tutto quello che questi ultimi gli chiedono. E al di là degli opportunismi politici, è dovere di ciascuno pensare ai propri interessi, nella misura in cui si ottempera a quelli degli altri. “La mia libertà finisce dove comincia quella dell’altro” si dice. E deve essere così anche in politica e nella vita lavorativa.

    5)     Prima ha affermato, così come aveva detto in una recente intervista, che le linee guida del suo programma mireranno al rilancio del turismo nel nostro Paese, promuovendo “i suoi splendori culturali”, grazie al contributo di "una nuova e giovane classe dirigente". A questo punto le chiedo:  come vede la posizione dei giovani italiani oggi, e come pensa di sfruttare questa importante risorsa?

    Veda le rispondo che i giovani, talvolta nascono più vecchi degli anziani. Rincorrono il potere che li circonda, pensando che quello sia l’obiettivo primario da raggiungere, e finiscono col perdere la loro vera forza: L’onestà intellettuale e morale.

    I giovani hanno bisogno di un alternativa all’attuale modo di gestire il potere, che deve consentire loro di essere onesti e liberi, e quindi devono avere più fiducia in se stessi. Non hanno bisogno di rincorrere nessuno, devono solo avere la costanza e l’impegno di sapersi costruire. Nello studio, come nel lavoro, ma, soprattutto, nell’impegno politico, senza scimmiottare gli adulti. Scegliendo tra i movimenti di opinione, quello che da risposte alle proprie intime passioni, e tralasciando l’arrivismo.

    Noi e voi, di Fare Ambiente, siamo esempi concreti di cosa i giovani possono fare. In autonomia, credendo nelle proprie forze, e nella propria onestà intellettuale e morale.

    Mi auguro che, alla luce dei fatti, oggi,  i giovani delle tante organizzazioni presenti in Italia, la smettano di litigare ideologicamente, e si uniscano sulle idee, sul cooperare insieme, sul ricordarsi, gli uni e gli altri, che il diritto di fare politica corrisponde al dovere di fare del bene alla comunità.

    Gli esempi attuali, sono cattivi esempi !!, e purtroppo sono troppo spesso imitati. Vanno invece respinti, e sostituiti con il saper “fare”, anche talvolta facendo sentire il proprio dissenso, senza sconti anche per gli amici degli amici !!

    Sul progetto di recupero degli splendori del nostro territorio, invece, penso che i giovani, nati peraltro in una società in crisi di valori e con una notevole crisi finanziaria, siano l’unica vera speranza di uscire dal tunnel speculativo in cui ci siamo ficcati. E la purezza del loro spirito, la loro agilità sull’informazione globale, la loro forza organizzativa attraverso il web, è l’unica risorsa concreta di cui disponiamo per salvare il patrimonio artistico italiano, attraverso il coinvolgimento di tutte le persone di buon senso che guardino anche all’opportunità imprenditoriale di comprendere in una grande holding il capitale artistico del nostro paese.  

    Federica Ricci

    Responsabile Nazionale Giovani




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