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Fare Ambiente - 20 anni dal referendum abrogativo sul nucleare. PDF 
Mercoledì 07 Novembre 2007 00:00
Fare Ambiente:
Si avvia la sottoscrizione di una petizione popolare per il rilancio del nucleare di nuova generazione e delle fonti energetiche eco-compatibili, con Pierferdinando CASINI, Sandro BONDI, Adolfo URSO e Vincenzo PEPE, Segretario Nazionale di FAREAMBIENTE – Movimento ecologista democratico-liberale.
Giovedì, 8 novembre, ore 11,00 a Roma presso la Sala Cristallo – Hotel Nazionale – Piazza Montecitorio, si terrà la presentazione della petizione popolare con l’intervento dei proff. Franco Battaglia, Corrado Mencuccini, Francesco Sisinni.
A vent’anni dal referendum sul nucleare si presenta come necessario l’avvio di un nuovo dibattito politico e sociale sulla produzione dell’energia nucleare, contrastando l’ostracismo culturale che questo settore ha subito dal 1986. Il No del referendum del 1987, convocato sotto l'onda emotiva di Chernobyl, impone oggi, nel quadro di una nuova politica energetica, di reimpostare seriamente il tema della ricerca sul nucleare, un nucleare sicuro, che non inquini, che rappresenti una fonte di energia pulita. La tendenza del No al nucleare, grido d’allarme di un certo ambientalismo fondamentalista, va rivista e superata da una più corretta impostazione che affronti il problema senza estremismi e che sia in grado, attraverso la ricerca e l’innovazione di approdare al nucleare sostenibile e superare la forte pregiudiziale ideologica falsamente ecologista.
Non è un caso che il 24 ottobre scorso, con 509 voti a favore, 153 contrari e 30 astensioni, il Parlamento Europeo con una propria Risoluzione, ha approvato la relazione del tedesco Herbert Reul, chiedendo al Consiglio, alla Commissione UE e ai singoli stati membri di sviluppare i reattori di IV generazione e mantenere un elevato livello di competenze e stimolare il dialogo politico. Il Parlamento Europeo ha accolto quindi con favore l’insediamento di un gruppo ad alto livello sulla sicurezza nucleare e lo smaltimento dei rifiuti in condizioni di massima sicurezza sottolineando l’importanza della piattaforma tecnologica dell’energia nucleare sostenibile, avviata al fine di mettere a punto “un’agenda europea in materia di ricerca strategica sulla fissione nucleare”. Secondo l’Europarlamento l'Energia Nucleare "è indispensabile per garantire a medio termine il carico di base in Europa", e riveste anche un "ruolo potenziale ai fini della protezione del clima", visto che si tratta della maggiore fonte energetica dell'UE a basso contenuto di Co2. Nel nostro paese, dopo l’abbandono del nucleare nel 1986, dalla dipendenza dall’olio combustibile siamo approdati alla dipendenza dal gas. Lo scenario attuale vede l’Italia al primo posto al mondo per dipendenza dall’estero, con una produzione energetica che deriva quasi esclusivamente dall’approvvigionamento di gas naturale dalla Russia e dall’Algeria con un incremento negli ultimi anni delle emissioni di gas ad effetto serra, che ha determinato un aumento incontrollato del surriscaldamento del clima. Tra l’altro l’Italia importa 50 miliardi di KWh elettrici l’anno da fonte nucleare d’oltralpe, rispetto alla Spagna che importa 2 miliardi di KWh annui, mentre la Francia ne esporta 66 miliardi. La situazione italiana richiederebbe, infatti, la formulazione di un nuovo Piano energetico nazionale in grado di raggiungere l’autonomia nella produzione energetica pari almeno al 50 per cento del consumo nazionale, la sicurezza e il risparmio energetico nonché lo sviluppo sostenibile delle fonti di energia. Risulta indispensabile investire nella ricerca nel settore dell’energie rinnovabili, quali l’idrogeno ed è, nel contempo necessario, investire nella ricerca del nucleare di IV Generazione, c.d. Nucleare sostenibile, partecipando ai progetti di ricerca avviati dall’UE per contribuire alla realizzazione del mercato europeo del’energia sostenibile. Una strada, quella della ricerca, sicuramente in salita, ma che consentirebbe all’Italia di superare un problema strutturale, rappresentato dalla dipendenza energetica e dalla obsolescenza delle tecnologie utilizzate nella produzione nazionale di energia.
Il Movimento ecologista democratico-liberale FAREAMBIENTE si propone attraverso una petizione popolare di mobilitare i cittadini e i politici al fine di investire nelle nuove tecnologie, nelle fonti di produzione eco-compatibili rispettose del Protocollo di Kioto. La politica dei NO non aiuta la tutela dell’ambiente.
Un gruppo di docenti universitari unitamente a tanti giovani e cittadini ha dato vita a questo nuovo Movimento ambientalista che vuole guardare ai problemi ambientali con realismo senza demagogia e sterili allarmismi. FAREAMBIENTE conta già più di 10.000 iscritti in Italia ed ha convocato per la prossima primavera il suo primo congresso organizzativo.
La cultura dello sviluppo sostenibile deve diventare stile di vita senza pregiudizi ideologici; cosi come i problemi ambientali devono essere sempre al primo posto nell’Agenda della politica sia della destra che della sinistra.


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