FareAmbiente

Sei qui: Home Ufficio Stampa Sacchetti bio: Pepe, tassa inutile e penalizzante per i ceti meno abbienti
Sacchetti bio: Pepe, tassa inutile e penalizzante per i ceti meno abbienti PDF 
Mercoledì 03 Gennaio 2018 18:30

 

Roma.  “Siamo assolutamente contrari alla tassa sui sacchetti ultraleggeri per l’acquisto dei prodotti ortofrutticoli, introdotta con il nuovo anno, perché è una tassa inutile e pretestuosa e chiederemo al prossimo governo, che auspichiamo non sarà a guida renziana, di abolirla”.

Lo dichiara Vincenzo Pepe, Presidente nazionale di FareAmbiente – Movimento ecologista europeo.


“Far pagare agli italiani le buste che devono necessariamente utilizzare per legge per l’acquisto di frutta e verdura – continua Pepe - ha il sapore di un’operazione per ‘far cassa’ a spese dei cittadini e poco ha a che fare con l’ambiente”.

“È una tassa assolutamente insensata: avrebbe invece senso se tali buste potessero essere riutilizzate dai cittadini per la spesa successiva, ma ciò al momento non è possibile per motivi igienico-sanitari. Tra l’altro, non si trattava di una misura obbligatoria ai sensi della normativa europea”.

“Inoltre – continua – non è vero che si tratta di buste biodegradabili al pari delle buste di carta: sono buste gravemente inquinanti se disperse nell’ambiente e quindi, al pari dei tradizionali sacchetti di plastica, debbono essere raccolte e indirizzate presso appositi impianti di trattamento, e cioè, nello specifico, presso impianti di compostaggio industriale”.

“Tali buste poi non sono assolutamente idonee al compostaggio domestico, ossia ad essere smaltite nel proprio giardino insieme alla frazione umida dei rifiuti domestici, in quanto contengono percentuali abbastanza elevate di petrolio”.

“Noi di Fare Ambiente – conclude -  è da tempo che denunciamo tale errata strategia nelle gestione dei rifiuti plastici. La lotta all’inquinamento e al monouso passa attraverso il riutilizzo dei prodotti e il riciclaggio della plastica. Non serve a nulla sostituire i prodotti plastici con i prodotti in bioplastica nell’ottica di un’effettiva riduzione dei livelli di inquinamento.

Anche perché le cosiddette bioplastiche, che andrebbero più correttamente chiamate plastiche compostabili, pongono seri dubbi di sostenibilità ambientale e il rischio di sottrarre terreni agricoli alle coltivazioni alimentari. Non bisogna dimenticare, infatti, che la plastica compostabile è prodotta con materie prime preziose come mais, canna da zucchero, patate, etc. Si pone quindi un problema di concorrenza tra la produzione delle bioplastiche e le esigenze alimentari della popolazione mondiale. E ciò in un contesto di continua crescita demografica mondiale. Ecco perché noi di FareAmbiente abbiamo sempre avversato la politica tendente a sostituire la plastica con altri materiali come la bioplastica: la parola d’ordine invece deve essere ‘riutilizzo’ ”.



Condividi su Internet
Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Technorati! Twitter! Joomla Free PHP
 

Biografia del Presidente

Sample image Vincenzo Pepe
Presidente

Pubblicità

EXPO 2015 - Fondazione Vico

Relazione_Presidente_Nucleare

Fareambiente_in_giappone

Riconosc_Minist _Ambiente_logo

logogagipiccolo

logo_oasi

logo_fondazionevico

vallerano

Aderisci_Icaro

Olivetti La Greca

ACSE Italia

logosra