Protezione Civile e cultura della prevenzione: l’intervento del Prefetto Pierluigi Faloni

Protezione Civile e cultura della prevenzione: l’intervento del Prefetto Pierluigi Faloni

Al convegno di Paestum, il Prefetto Pierluigi Faloni illustra una visione della Protezione Civile fondata sulla prevenzione, sulla formazione dei volontari e sul contributo delle Guardie Zoofile di FareAmbiente.

In occasione del convegno “L’Ambientalismo del fare — Alleanza, Libertà, Bellezza, Ambiente” e del Meeting nazionale delle Guardie Zoofile, a Paestum il 3 e 4 ottobre 2026, il Prefetto Pierluigi Faloni ha dedicato il proprio intervento alla cultura della prevenzione e al ruolo del volontariato nella tutela del territorio.

Muovendo dal ringraziamento al Presidente nazionale, Prof. Vincenzo Pepe, per averlo proposto come responsabile del progetto di un nuovo Dipartimento di Protezione Civile di FareAmbiente, Faloni ha richiamato l’importanza della formazione permanente, della preparazione degli operatori e dell’impegno delle Guardie Zoofile.

Pubblichiamo di seguito il testo integrale dell’intervento.

Associazione Fare Ambiente

Convegno

L’Ambientalismo del fare

Alleanza, Libertà, Bellezza, Ambiente

Meeting Nazionale delle Guardie Zoofile

Paestum, 3 e 4 Ottobre 2026

Intervento del Prefetto Pierluigi Faloni

Gentili Autorità, gentili ospiti , cari amici  di FareAmbiente, buon pomeriggio.

È per me un vero piacere e un grandissimo onore partecipare  oggi a questo convegno.

Permettetemi di iniziare con un ringraziamento sincero rivolto al nostro Presidente Nazionale, il Professor Vincenzo Pepe, per avermi proposto come responsabile  di un progetto per un nuovo Dipartimento della Protezione Civile di FareAmbiente.

Ricevere questo incarico, in seno a un’associazione che ha saputo ridefinire i confini del dibattito ecologista in Italia, è un privilegio che intendo onorare con il massimo dell’impegno, mettendo a disposizione della nostra comunità tutte le mie energie e le mie competenze.

Il titolo scelto per questa giornata – “L’ambientalismo del fare: Alleanza, libertà, bellezza, ambiente” – non è solo uno slogan. È un manifesto programmatico che guiderà anche il mio mandato. È la risposta concreta a un’epoca che ha un disperato bisogno di pragmatismo, scientificità e azione, abbandonando una volta per tutte i dogmatismi ideologici.

Oгa ci troviamo di fronte a sfide epocali.

Il cambiamento climatico non è più una minaccia futura, ma una realtà con cui facciamo i conti ogni giorno.

Viviamo in una costante emergenza ambientale che si manifesta con fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti, intensi e imprevedibili.

Questa nuova normalità ha imposto, inevitabilmente, un nuovo approccio della Protezione Civile.

Non possiamo più limitarci a rincorrere i disastri o a gestire la sola logica del soccorso; la parola d’ordine è diventata resilienza attraverso la cultura del rischio.

Questo cambio di paradigma trova il suo fondamento giuridico e operativo nell’Articolo 2 del Codice della Protezione Civile ( decreto n. 1 del 2 gennaio 2018 ), che definisce le attività del Servizio Nazionale: previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi , gestione delle emergenze e superamento delle stesse.

Ebbene, sotto la spinta del cambiamento climatico, siamo chiamati a dare una nuova interpretazione a questo Articolo 2. Se in passato il focus era sbilanciato sulla gestione dell’evento drammatico, oggi le macro-attività di previsione e prevenzione devono diventare il perno assoluto del sistema.

Reinterpretare l’Articolo 2 alla luce della crisi climatica significa investire massicciamente sulla pianificazione predittiva e sull’allertamento precoce, perché mitigare l’impatto sul territorio prima che l’evento si verifichi è l’unico modo per salvare vite umane, tutelare il sistema economico e proteggere gli ecosistemi. Questo sarà uno dei fari dell’azione del nostro Dipartimento.

Questo sforzo strategico di mitigazione del rischio deve camminare di pari passo con una visione realistica della sostenibilità ambientale e della transizione ecologica.

Una vera transizione richiede un mix energetico sicuro, pulito e continuo. È in questo contesto che dobbiamo guardare con coraggio e senza pregiudizi al nuovo nucleare di ultima generazione: una tecnologia sicura e complementare alle fonti rinnovabili, indispensabile per guidarci verso una reale decarbonizzazione.

Nessuna prevenzione può però avere successo senza il principio di sussidiarietà, che è l’anima stessa del nostro sistema di Protezione Civile. È un modello virtuoso e policentrico in cui istituzioni, comunità locali e cittadini collaborano in modo integrato. E all’interno di questa straordinaria architettura istituzionale, il ruolo del volontariato non è un semplice accessorio, ma il vero motore operativo del Paese.

Tuttavia, dobbiamo essere chiari: nell’era del cambiamento climatico, la generosità da sola non può bastare. Essere volontari oggi non significa improvvisare, ma esprimere professionalità e altissima competenza.

Per questa ragione, la formazione dei volontari è diventata il pilastro fondamentale su cui reggere l’intero sistema di sicurezza nazionale. Abbiamo bisogno di operatori preparati, capaci di padroneggiare le nuove tecnologie di monitoraggio, di comprendere i modelli di allertamento e di agire con protocolli precisi. Investire sulla formazione permanente significa trasformare la spinta ideale del cittadino in una risorsa strategica, lucida ed efficiente per la tutela del territorio.

Questa cultura della competenza e della preparazione specialistica trova la sua massima espressione nelle guardie zoofile di FareAmbiente, a cui voglio dedicare un saluto e un ringraziamento speciale. Voi siete le sentinelle della nostra legalità ambientale, siete l’esempio dell’impegno quotidiano sul campo.

Proprio per l’importanza del vostro ruolo, la formazione delle guardie zoofile rappresenta un valore imprescindibile per la nostra associazione.

Presidiare il territorio, prevenire i reati contro gli animali e monitorare gli illeciti eco-zoofili richiede un bagaglio di conoscenze giuridiche, tecniche e operative estremamente rigoroso. Più le nostre guardie zoofile sono formate, qualificate e integrate nei meccanismi di monitoraggio locale, più forte diventa lo scudo con cui proteggiamo la nostra biodiversità. Voi rappresentate quell’associazionismo del fare che agisce concretamente e con competenza per il bene comune.

Cari Amici, dobbiamo riscoprire l’ambiente come casa comune. Una casa di cui non siamo i padroni assoluti, ma i custodi temporanei.

L’ambiente siamo noi. Questa è la nuova filosofia che FareAmbiente promuove con forza. Noi siamo parte integrante dell’ecosistema: ogni nostra scelta economica, sociale e culturale si riflette sulla salute della terra. Proteggere l’ambiente significa proteggere noi stessi, la nostra sicurezza, la nostra libertà e quella bellezza che rende l’Italia un Paese unico al mondo.

Mi auguro che i lavori e gli interventi di questo convegno possano ancora una volta testimoniare e confermare la capacità della nostra Associazione ad essere  un motore di idee e di azioni concrete per un ambientalismo del fare.

Grazie a tutti per la vostra attenzione

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