FareAmbiente

Sei qui: Home Ufficio Stampa FERMIAMO GLI SCIACALLI DEL FALSO ECOLOGISMO
FERMIAMO GLI SCIACALLI DEL FALSO ECOLOGISMO PDF 
Lunedì 14 Marzo 2011 18:01

C’è sempre qualche sciacallo pronto a speculare sulle disgrazie altrui, cercando di terrorizzare l’opinione pubblica e condizionare le istituzioni per indurle ad emanare provvedimenti che ci continuino a legare mani e piedi ai petrolieri, i cui interessi sono mortalmente minacciati dalle fonti energetiche alternative agli idrocarburi, quali il solare, l’eolico ed il nucleare. Come avvenne in occasione dell’incidente della centrale nucleare di Chernobyl, per il quale si accertarono le cause legate agli irresponsabili esperimenti dell’allora direttore della centrale nucleare che bypassò ben 14 protocolli di sicurezza, portando la centrale al collasso funzionale ed alla conseguente esplosione, anche in occasione della catastrofe legata al terribile terremoto che ha devastato il Giappone, c’è qualcuno che tenta di speculare sull’incidente che ha interessato la centrale nucleare di Fukushima, danneggiata dal tremendo sisma che ha messo in ginocchio quel Paese.

I detrattori del nucleare, hanno messo subito in moto l’operazione sciacallaggio, prendendo ad esempio questi due incidenti per dimostrare l’inopportunità di investire sul nucleare come fonte energetica alternativa al petrolio. Gli interessati detrattori del nucleare vorrebbero far dimenticare all’opinione pubblica che, negli ultimi anni, sono stati versati in mari ed oceani milioni di tonnellate di petrolio, in parte a causa di incidenti alle petroliere o a piattaforme petrolifere, in parte per consuete operazioni di lavaggio, in parte per scarichi dall’entroterra. Secondo dati ONU, dal ‘77 al ‘95 nel solo Mediterraneo sono state sversate 63.500 tonnellate di idrocarburi (52% da navi, 25% da scarichi civili, 17% da industrie e 6% da altre fonti) e si sono verificati 268 incidenti di cui 202 con sversamenti di petrolio e 66 di altro materiale tossico. Il petrolio ha effetti devastanti per gli ambienti marini: essendo più leggero dell’acqua, forma uno strato superficiale che impedisce ai raggi solari di penetrare in mare, bloccando i processi fotosintetici. Inoltre, il cosiddetto “oro nero” imbratta le branchie dei pesci, asfissiandoli, e ricopre le penne degli uccelli acquatici impedendo loro il volo. L’elenco dei naufragi di grandi navi petroliere e dei disastri petroliferi, responsabili di catastrofi ecologiche, è purtroppo lungo:

18 marzo 1967 - Petroliera liberiana Torrey Canyon - Atlantico, davanti alle isole Scilly (Inghilterra)- Sversate in mare 119.000 tonnellate di petrolio. Contaminate 300 km. di coste inglesi, francesi, olandesi;

8 gennaio 1968 – petroliera World Glory – Durbans (Sud Africa) sversate in mare 43.000 tonnellate;

13 giugno 1968 – Petroliera Betelgeuse – BantrY Bay ( Irlanda) sversate in mare 64.000 tonnellate;

28 gennaio 1969 – Disastro petrolifero Santa Barbara – santa Barbara (California) sversate 14.000 tonnellate;

20 marzo 1970 – Petroliera Hotello – Tralhvet Bay (Svezia) sversati 60.000 tonnellate;

19 dicembre 1972 – Petroliera Sea Star - Golfo di Oman – sversate in mare 115 mila tonnellate;

9 agosto 1974 – Petroliera Metula – Strettoi di Magellano (Cile) – sversate in mare 51.000 tonnellate;

29 gennaio 1975 – Petroliera Jacob MaersK – Oporto (Portogallo) – sversate in mare 88.000 tonnellate;

31 gennaio 1975 – Petroliera Corinthos – Fiume Delaware (Pennsylvenia – sversate 35.700 tonnellate;

12 maggio 1976 - Petroliera spagnola Urquiola - Atlantico, a largo di La Coruna in Spagna - Versate in mare 110 mila tonnellate;

15 dicembre 1976 - USA L'Argo merchant- a largo di Nantucket - versati in mare 28.000 tonnellate che causa una macchia di 160 Km. in lunghezza e 97 in larghezza;

25 febbraio 1977 - La Hawaiian patriot registrata in Liberia prende fuoco nel Nord del Pacifico versando in mare 95.000 tonnellate;

22 aprile 1977 – Campo petrolifero di Ekofisk – Mare del Nord – sversate in mare 81.000 tonnellate;

16 marzo 1978 - Petroliera liberiana Amoco Cadiz- Atlantico: nei pressi del porto di Brest, in Francia - 230 mila tonnellate di petrolio in Mare - inquinati in Bretagna 400 km di coste.

20 luglio 1979 - Trinidad - Atlantic Espress e Aegean Captain - collisione - sversate in mare 287 mila tonnellate.

3 giugno 1979 – Pompa petrolifera Ixtoc I – Golfo del Messico – sversate 480.000 tonnellate;

19 luglio 1979 – Petroliera Atlantic EMpress- Aegean Captain – Trinidad e Tobago – sversate 287.000 tonnellate;

1 novembre 1979 – Petroliera Burmah Agate – Galveston Bay (Texas) – sversate 8.440 tonnellate;

15 novembre 1979 – Petroliera Mt Indipendenta – Bosforo (Turchia) – sversate 95.000 tonnellate;

10 febbraio 1980 – Petroliera Irenes Serenade – Baia Navarino (Grecia) – sversate 100.000 tonnellate;

7 marzo 1980 – Petroliera Tanio – Bretagna (Francia) – sversate 13.500 tonnellate;

4 febbraio 1983 – Piattaforma Nowruz Field – Golfo Persico – sversate 260.000 tonnellate;

6 agosto 1983 - Castillo de Beliver – Baia di Saldanha (Sudafrica) - sversate 252.000 tonnellate;

6 gennaio 1985 – Petroliera Nova – Isola OffKharg ( Golfo dell’Iran) – sversate 70.000 tonnellate;

28 settembre 1985 – Petroliera Grand Eagle – Fiume Delaware (Pennsylvania) – sversate 1.400 tonnellate;

2 gennaio 1988 – disastro petrolifero di Ashland – Floreffe (Pennsylvania) – sversate 10.000 tonnellate;

10 novembre 1988 – Petroliera Odissey – Nuova Scozia (Canada) – sversate 132.000 tonnellate;

10 febbraio 1989 – Khark 5 – Costa atlantica del Marocco – sversate 80.000 tonnellate;

24 marzo 1989 – Petroliera Exxon Valdes - Golfo Alaska - sversate 40 mila tonnellate;

7 febbraio 1990 - Usa La petroliera America trader perde petrolio, inquinando Bolsa Chica, riserva naturale della California meridionale, sversate 980 tonnellate;

23 gennaio 1991 – Disastro petrolifero della Guerra del Golfo – sversate 1.500.000 tonnellate;

11 aprile 1991 - scoppia incendio sulla petroliera cipriota Haven - Tirreno al largo di Arenzano (Genova) Versati in mare 144.000 mila tonnellate di petrolio, 30 mila tonnellate sono ancora in fondo al mare;

28 maggio 1991 - ABT Summer - Angola - sversate 260 mila tonnellate;

21 luglio 1991 – Petroliera Kirky – Oceano Pacifico (Australia) – sversate 17.280 tonnellate;

2 marzo 1992 – Disastro petrolifero della valkle di Fergana (Uzbkistan) – sversate 285.000 tonnellate;

19 settembre 1992 - Indonesia Nagasaki spirit, registrata in Liberia si scontra con il container Ocean blessing, riversando in mare 12.000 tonnellate di petrolio;

3 dicembre 1992 - Petroliera greca Aegean Sea urta il molo del porto si incendia e affonda- Atlantico a La Coruna Spagna - Sversate 80mila tonnellate di petrolio.

5 gennaio 1993 - Petroliera liberiana Braer finisce contro gli scogli - Atlantico a sud delle Isole Schetland nel nord est della Scozia - sversate in mare 85 mila tonnellate di petrolio.

20 gennaio 1993 - Stretto di Malacca - Marsk Navigator - collisione e incendio - sversate 250 mila tonnellate di petrolio;M

31 marzo 1994 – Petroliera Seki – Emirati arabi uniti – sversate 15.900 tonnellate;

12 marzo 1995 - Germania - 30.000 litri di greggio fuoriescono dalla petroliera olandese Patric;

19 gennaio 1996 – Petroliera North Kape – Road Island – sversate 2.500 tonnellate;

15 febbraio 1996 - Superpetroliera inglese Sea Empress finisce contro uno scoglio - Atlantico vicino alla riserva naturale di Milford Haven nel Galles - sversate 75 mila tonnellate;

27 settembre 1996 – Petroliera Yulie – N – Portland Maine – sversate 586 tonnellate;

2 gennaio 1997 - Giappone - naufragio nelle vicinanze dell'isola di Oki della petroliera russa Najodka facendole rovesciare parte del contenuto in mare.

8 febbraio 1997 - Uruguay - Petroliera panamense San Jorge si incaglia sversando 80.000 tonnellate di carico;

12 gennaio 1998 – disastro petrolifero della Mobil in Nigeria . sversate 5.500 tonnellate;

12 dicembre 1999 - Petroliera maltese Erika si spezza in due - Atlantico al largo delle coste della Francia- sversate 20.000 tonnellate di gasolio - 450 km. di coste inquinate;

10 gennaio 2000 – Rottura della condotta di Guanabara Bay – Rio de Janeiro – sversate 1.100 tonnellate;

15giugno 2000 – Petroliera Treasure – Kape Town (Sud Africa) – sversate 1.400 tonnellate;

3 ottobre 2000 - Singapore/Perù - Petroliera panamense Natura sea rovescia 7.000 tonnellate di greggio davanti a Singapore, una chiatta della società argentina Pluspetrol perde 20.000 litri di greggio nel nord est del Perù.

4 aprile 2000 - Brasile - l'imbarcazione cipriota Verginia II, si schianta contro il molo del porto brasiliano di Sao Sebastiao - 86.000 litri di greggio sversati;

14 gennaio 2001 – disastro petrolifero di Amorgos (costa meridionale di Taiwan) – sversate 1.150 tonnellate;

16 gennaio 2001 - Petroliera Jessica - Galapagos - sversate 6.000 tonnellate di petrolio.

28 marzo 2001 - Danimarca - lo scontro tra due imbarcazioni nel Baltico sversa in mare 1.900 litri di petrolio;

6 ottobre 2002 – Bombardamento della nave Linburg (Golfo di Aden) – sversate 12.200 tonnellate;

13 novembre 2002 – Petroliera Prestige – Galizia (Spagna) – sversate 63.000 tonnellate;

27 aprile 2003 – Petroliera Bouchard No.120 – Buzzards Bay – Massachussets – sversate 320 tonnellate;

28 luglio 2003 – Petroliera Tasman Spirit - Karachi (Pakistan) – sversate 30.000 tonnellate;

26 novembre 2004 – Petroliera Athos 1 – Fiume Delaware (Usa) – sversate 860 tonnellate;

8 dicembre 2004 – Petroliera MV Selendang Ayu – Isola di Unalaska (Alaska) – sversate 1.560 tonnellate;

2 marzo 2006 – Petroliera Prudhoe Bay – Alaska North Slope – sversate 866 tonnellate;

19 giugno 2006 – Raffineria di Citgo – Largo Charles – sversate 6.500 tonnellate;

14 luglio 2006 – disastro petrolifero della centrale di Jiyeh (Libano) – sversate 30.000 tonnellate;

11 agosto 2006 – disastro petrolifero di Guimarass (filippine) – sversate 1.540 tonnellate;

7 novembre 2007 – disastro petrolifero della baia di san Francisco (San Francisco) – sversate 188 tonnellate;

11 novembre 2007 – disastro petrolifero dello stretto di Kerc’ (Ucraina) – sversate 1.100 tonnellate;

7 dicembre 2007 – disastro petrolifero di Hebei Spirit ( Corea del Sud) – sversate 10.800 tonnellate;

12 dicembre 2007 – disastro petrolifero di Statfjord (Norvegia) – sversate 4.000 tonnellate;

28 luglio 2008 – disastro petrolifero del New Orleans (Louisiana) – sversate 8.800 tonnellate,

15 febbraio 2009 – disastro petrolifero della West Cork (Irlanda) – sversate 300 tonnellate;

20 aprile 2010, presso la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nelle acque del Golfo del Messico, a circa 80 km dalla Louisiana, un’esplosione ha causato un pauroso incendio e la morte di 11 persone. Dal 20 aprile la Marea Nera, il disastro ambientale più grave della storia americana e uno dei più pesanti disastri ambientali mai subiti dal Pianeta, ha distrutto un intero ecosistema naturale. I conseguenti danni sociali ed economici e quelli arrecati agli ecosistemi marini e costieri dureranno per almeno 50 anni. Le autorità federali hanno stimato la fuoriuscita di petrolio in 1.186.000 tonnellate. Un disastro senza precedenti. Quasi 200 chilometri di costa sono stati raggiunti e devastati dalla marea nera.

24 maggio 2010 – Collisione tra due navi cisterna (Singapore) – sversate 2.000 tonnellate;

16 luglio 2010 – disastro petrolifero – Porto mercantile di Dalian (Cina) – sversate 1.500 tonnellate;

 

Chi avversa la scelta del governo italiano di investire su fonte energetiche alternative agli idrocarburi, tra le quali l’eolico, il solare ed il nucleare, nasconde il fatto che il Italia muoiono più di 8.000 persone ogni anno per effetto dell’inquinamento atmosferico causato dalle emissioni delle centrali che bruciano idrocarburi. Gli interessati detrattori del nucleare in Italia fanno finta di ignorare che l’Italia importa più del 20% del proprio fabbisogno energetico dall’estero, comprando da altri paesi energia che in larga parte viene prodotta dalle centrali nucleari che sono collocate tutt’attorno ai confini del nostro Paese. Si fa finta di dimenticare che, per la scelta del nostro Paese di smantellare le centrali nucleare, i nostri imprenditori, chiamati a competere sul mercato globale, sono costretti a pagare l’energia per le loro aziende il 30% in più rispetto ai loro competitori europei. Ecco alcune delle ragioni per le quali è opportuno non dare retta agli sciacalli che, speculando su alcuni “incidenti”, tentano di affossare il nucleare per assecondare i colossali interessi dei petrolieri che li finanziano. Certo il presunto incidente di Chernobyl e l’attuale situazione venutasi a creare a Fukushima in Giappone, provocano indubbiamente un forte impatto emotivo nell’opinione pubblica. Ma un forte impatto emotivo provoca anche la notizia di un aereo che precipita, provocando la morte di centinaia di persone. La prima reazione emotiva sarebbe quella di non prendere più l’aereo, preferendo rimanere “con i piedi per terra”. La razionalità ed i dati statistici ci portano però a constatare che l’aereo è di gran lunga il mezzo di trasporto più sicuro tra quelli utilizzati sul nostro sul pianeta. I nostri investimenti devono mirare a rendere sempre più sicuro l’utilizzo delle scoperte scientifiche e tecnologiche per metterle al servizio della collettività.

Se il nucleare viene associato solo alla bomba atomica ed al disastro di Chernobyl, è ovvio che l’opinione pubblica ha nei suoi confronti una reazione emotivamente negativa. Ma anche l’energia elettrica, se associata solo alla sedia elettrica o all’effetto che ci produce se mettiamo due dita nella presa della corrente, non può che provocare una reazione emotivamente negativa. Il fuoco stesso, se associato unicamente agli incendi, che devastano gli edifici pubblici o le abitazioni private o che distruggono il patrimonio boschivo, non può che essere visto in modo negativo. Eppure, se abbiamo nei confronti di queste tematiche un approccio razionale, non possiamo non condividere l’utilità del fuoco o dell’energia elettrica e quindi anche dell’energia nucleare usata a scopi civili.

Il problema non è rappresentato dalla pericolosità delle scoperte tecnologiche o scientifiche, ma dall’uso che di queste scoperte viene fatto.

Chi tenta di terrorizzare l’opinione pubblica, utilizzando l’emotività e la paura, non vuole certo il bene dei cittadini ma cerca unicamente di renderci schiavi di chi, come i petrolieri, sono pronti a scatenare guerre sanguinose e rovesciare governi, pur di veder tutelati i propri interessi.

on. Sergio Berlato

Responsabile Nordest Italia Fareambiente - Movimento ecologista europeo



Condividi su Internet
Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Technorati! Twitter! Joomla Free PHP
 

Biografia del Presidente

Sample image Vincenzo Pepe
Presidente

Pubblicità

EXPO 2015 - Fondazione Vico

Relazione_Presidente_Nucleare

Fareambiente_in_giappone

Riconosc_Minist _Ambiente_logo

logogagipiccolo

logo_oasi

logo_fondazionevico

vallerano

Aderisci_Icaro

Olivetti La Greca

ACSE Italia

logosra