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Ufficio Stampa

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Torraca e la politica a 360° per la riduzione delle emissioni CO2. PDF 
www.comuneditorraca.it:
Roma, Lunedì 28 Aprile 2008
Via dei Prefetti, 46
(Sala Conferenze dell’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani)ore 9-13

Il Comune di Torraca, in occasione del seminario "Efficienza energetica, rinnovabili, mobilità sostenibile: ricette per la riduzione integrata di CO2 e NOx in ambito urbano", esporrà la propria politica a 360° per la riduzione delle emissioni di CO2.

E' possibile consultare i progetti realizzati e in fase di realizzazione dall'amministrazione di Torraca, nella sezione "AVVISI E BANDI" - Iniziative risparmio energetico Torraca.

Il seminario è organizzato in collaborazione con l’ANCI, nell’ambito del progetto di sensibilizzazione avviato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Kyoto Club e indirizzato alle Amministrazioni pubbliche.

Obiettivo del seminario è fornire ai responsabili comunali e degli enti locali gli strumenti per realizzare piani finalizzati all’efficienza energetica, un aggiornamento sulle opportunità offerte dalle fonti energetiche rinnovabili, sulla mobilità per il patrimonio pubblico.

Programma e modalità di iscrizione:
http://kyotoclub.org/index.php?go=40a261
 
Nucleare in sette anni secondo Conti di Enel - L’amministratore delegato spiega la tempistica per realizzare un impianto. PDF 
L'Opinione:
Seppur timidamente, e soprattutto a causa del caro petrolio, è tornata d’attualità la questione nucleare. Finora, tuttavia, anche coloro i quali dichiaravano di non essere più pregiudizialmente contrari a un ritorno delle centrali nucleari in Italia, si trinceravano dietro a un alibi: ormai è troppo tardi, ci vorrebbero troppi anni per recuperare il tempo perduto. Per non dire del problema legato alla necessità di trovare siti di stoccaggio e via dicendo. Insomma, l’energia nucleare è un treno che il Paese avrebbe perduto. E, invece, a quanto pare non è così. A pensarla diversamente non è un opinionista, bensì l’amministratore delegato di Enel che qualche esperienza in materia di energia può legittimamente vantarla. Ora Conti, prudentemente, ha solo lanciato un messaggio, tuttavia non di poco conto. Secondo l’ad di Enel l’opzione per un investimento nella produzione di energia nucleare “è una decisione che spetta a Governo e Parlamento. E’ un problema politico”. Fulvio Conti, ha svolto questa considerazione durante una conferenza stampa a margine del Forum Internazionale dell’Energia. Ma anche aggiunto “Il vantaggio che Enel offre - ha aggiunto - è che negli ultimi anni ha potuto recuperare una competenza importante; noi siamo pronti dal punto di vista tecnico, consapevoli che si deve costruire una filiera”. Conti ha quindi spiegato che “se decideranno, come e quando e se ripristinare il nucleare, da lì partiremo”.

Ma la notizia veramente significativa riguarda i tempi: “nella migliore condizione ci vogliono 3 anni per progettare, identificare un sito con il consenso delle comunità locali; da allora un minimo di 3-4 anni per la costruzione. E’ una stima approssimativa ma vicina alla realtà”. Ma ,se le stime di Conti non sono frutto di fantasia, questo significa concretamente che in circa 7 anni (più di una legislatura) ma molto meno di quanto stimato sinora, l’Italia potrebbe avere energia disponibile a prezzi inferiori per i consumatori e, in seconda istanza, affrancarsi, in tutto o almeno in parte, dall’approvvigionamento da Paesi sulla cui stabilità politica è lecito avanzare dubbi. Ma visto che il nucleare è un’ipotesi per ora unicamente di scuola, Conti ha anche detto che “Gazprom ha in mano una lista di possibili impianti dei quali (i Russi, ndr) possono prendere una quota, devono decidere loro, stanno valutando le diverse opzioni più vantaggiose”. Specificando che “sono asset del valore di 250 milioni di dollari”, ma che la partita è “significativa dal punto di vista politico”. Infine ha chiarito che la vendita delle rete di distribuzione gas di Enel, che comprende quote di rete acquisite negli anni e quella acquistata nel 2002 da Camuzzi, “è una delle ipotesi formulate per la riduzione del debito”, sottolineando che “è ancora un’ipotesi e non c’è niente di concreto. Ne valutiamo altre”. Con Terna infine non sono in corso trattative esclusive, ma dedicate. “Se non raggiungeremo una base accettabile - ha spiegato - faremo attenzione ad altre offerte”. Per quanto riguarda i tempi, Conti ha chiarito che “le operazioni si annunciano quando si fanno”, confermando però una sicura chiusura delle trattative entro l’anno.

di Alessandra Mieli
 
L'Associazione Ecologico-Scientifica Mareamico Partner del progetto Interreb IIIB Medocc “H2O” PDF 
Mareamico:
Mareamico - che è di recente subentrato come Partner e Responsabile Comunicazione all’interno del Programma Interreg IIIB Medocc “H2O” relativo all’importante tema dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla fauna marina – organizza per i giorni 21 e 22 aprile p.v. a Roma presso Parlamentino del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici un workgroup tra i diversi partner per un definitivo confronto sullo stato delle ricerche effettuate e per decidere sulle modalità di presentazione agli stakeholders ed al pubblico le risultanze conclusive del progetto.
La valenza strategica del progetto H2O consiste nella combinazione e nell’incrocio tra i dati della ricerca scientifica e i processi decisionali del mondo politico e dei vari attori del settore.
Sulla base dei lavori di ricerca e di studio verrà anche elaborato un “modulo formativo”destinato agli operatori del settore (ed in particolare ai pescatori) al fine di determinare le condizioni per uno sforzo di pesca razionale e non predatorio e per una migliore complessiva protezione dell’ambiente.
I risultati definitivi verranno pubblicati e diffusi – sempre a cura di Mareamico - durante un meeting finale, al quale parteciperanno gli studiosi, i Ministeri interessati e gli altri rappresentanti Istituzionali e delle categorie interessate. Il meeting avrà luogo nel mese di giugno presso l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto.
 
L’ambiente è politica economica e sociale - Intervista a Vincenzo Pepe PDF 
L'Opinione:
Sono ventimila, giovani (nati appena un anno fa) e ambiziosi. A dirla tutta sono stati anche parecchio corteggiati dai politici di centro (Casini) e Pdl (Lombardo e Bondi) prima delle elezioni politiche, perché contribuissero con le loro idee al confezionamento dei programmi elettorali. E soprattutto perché colmassero uno dei grandi vuoti della politica dei moderati: la scarsa attenzione alle tematiche ambientali. I ventimila sono gli iscritti al Movimento europeo, ecologista e liberale Fareambiente, presieduto da Vincenzo Pepe. Chiediamo a lui su quali fronti (ambientali, ovviamente) dovrebbe impegnarsi il nuovo governo e come è finito quel famoso corteggiamento.

Quali interventi dovrebbero essere inseriti nel programma dei primi cento giorni di governo?
Silvio Berlusconi dovrebbe innanzitutto mettere le politiche ambientali al primo posto nell’agenda politica, smettendo di considerare l’ambiente come una materia di nicchia o residuale rispetto alle politiche sociali ed economiche. L’ambiente è politica sociale ed è politica economica. È priorità assoluta perché senza ambiente non può esserci sviluppo. Il Cavaliere lo sta capendo, infatti ha detto che intende inaugurare il nuovo mandato affrontando il problema dei rifiuti. E questo va bene. Però noi riteniamo essenziale che questo approccio non si limiti a trovare soluzioni all’emergenza campana. E’ necessario allargare l’orizzonte alle politiche di smaltimento e al traffico illecito di rifiuti di tutta l’Italia. E poi subito dopo bisogna pensare all’energia.

E infatti nel programma del Popolo della Libertà c’è uno specifico riferimento all’energia, si auspica il ritorno al nucleare.
Sì, ma francamente noi ci aspettavamo di più. Sandro Bondi ci ha chiesto di partecipare all’officina del programma del Popolo delle Libertà, poi mille cose si sono accavallate e noi non abbiamo partecipato in modo attivo alla stesura ma abbiamo soltanto dato delle indicazioni. Sicuramente vogliamo dare una mano al governo Berlusconi nel considerare le politiche ambientali non in termini fondamentalisti, come faceva il precedente governo che diceva “no” a tutto, ma in modo razionale e costruttivo. Quanto al nucleare, per prima deve essere riavviata la ricerca e poi deve essere creata una cultura dell’ambiente che convinca la gente della bontà dell’opera.

Torniamo all’officina del programma. Berlusconi non vi ha fatto scrivere il programma, Casini però sì.
È vero. Abbiamo scritto parte del programma dell’Udc mentre abbiamo dato solo delle indicazioni a Sandro Bondi che però ha sottoscritto il nostro Patto per l’ambiente. E poi abbiamo lanciato un’altra sfida. Alla fine di giugno faremo la Costituente per l’ambiente, inviteremo tutto l’ambientalismo italiano per riconsiderare la propria metodologia, e mettere al centro della politica l’ambiente, utilizzando un metodo realista e non fondamentalista.

Chi vedrebbe bene come ministro dell’Ambiente del nuovo governo?
A questo ho pensato molto, ma non sono riuscito a individuare una persona giusta. Uno dei vizi della cultura del centrodestra è quello di non avere curato molto queste tematiche. Comunque... io il ministro dell’Ambiente lo farei. Quanto all’ex ministro di An Altero Matteoli, lui non ha fatto benissimo ma neanche male. Sicuramente Pecoraro Scanio ha fatto peggio.

Lei potrebbe portare in dote a Berlusconi un movimento ambientalista radicato sul territorio, in rapida crescita e che colma le lacune del centrodestra in materia. Cosa chiede in cambio di questo apporto?
Anche Raffaele Lombardo del Movimento per le Autonomie mi ha chiamato per farmi la stessa domanda. Mi ha chiesto che cosa volevamo, se volevamo qualcuno in lista. Gli ho risposto che noi non vogliamo le liste ma vogliamo il programma, la condivisione del programma. Perché la nostra è una battaglia ideologica non di persone.

Ma, come ha appena detto lei, la condivisione del programma del Pdl non l’avete ottenuta.
L’abbiamo avuta in parte. Purtroppo a destra ancora non credono che l’ambiente debba essere la priorità. Per cui il nostro sforzo è anche questo, far crescere nei moderati la coscienza che l’ambiente debba stare al primo posto. Chiederemo al prossimo ministro dell’Ambiente di stargli al fianco e portare avanti una politica dell’ambiente europea, non generalista e ovviamente non fondamentalista. Basta con i “no” a tutte le opere.

Ritiene che l’approccio fondamentalista all’ambiente sia responsabile del clamoroso insuccesso dei Verdi in queste elezioni?
Certo. Una delle cause dell’evaporazione dei Verdi e della sconfitta della sinistra radicale è stato proprio il fondamentalismo. L’Italia oggi vuole un ambientalismo maturo, europeo. E noi vogliamo lavorare per affermarlo. Fareambiente è un movimento europeo, proprio domani (oggi, ndr) terremo un’assemblea con i rappresentanti di quindici paesi europei che discuteranno di quale ambientalismo più si addice all’Europa.

Prossime mosse?
A settembre vogliamo toccare quota 50mila iscritti, una bella cifra se pensiamo che siamo nati da un anno.


di Elisa Borghi
 
A Baronissi si Fa Ambiente PDF 
L'Opinione:
Baronissi - La dura campagna elettorale per le Comunali che vede contrapposti il Sindaco uscente Franco Cosimato e l’ex Primo Cittadino Giovanni Moscatiello si gioca non solo sullo scontro forse anche troppo personale tra i due candidati, ma anche e soprattutto sul confronto tra i programmi elettorali.
Particolare risonanza viene riservata quotidianamente alla tematica ambientale, in verità punto focale anche della campagna elettorale nazionale.
Baronissi, grazie alla sapiente gestione dell’era Cosimato, è stata solamente sfiorata dalla crisi-rifiuti ed è entrata nell’albo dei Comuni Ricicloni, raggiungendo addirittura il sesto posto nella specifica classifica stilata tra tutti i Comuni sopra i 10.000 abitanti dell’Area Sud.
Moscatiello non sembra prestare particolare attenzione al problema dei rifiuti, ma punta a valorizzare i Parchi e ad un generico sviluppo ecocompatibile del territorio.
Dall’altro lato, il programma ambientale delle tre liste a sostegno di Cosimato va ben oltre e punta ad un ulteriore incremento della percentuale di differenziata, che originerà un risparmio per le casse comunali, risparmio che sarà condiviso con i cittadini di Baronissi ed in particolare con quei cittadini che dimostreranno speciali virtù e senso civico nel differenziare, a cui saranno concessi importanti sgravi fiscali ed agevolazioni tariffarie.
La vera innovazione, in materia ambientale, ma anche e soprattutto sociale, viene dalla proposta di Gennaro Esposito (foto sopra), capolista di Liberi e Leali – Cosimato Sindaco: sin dalla presentazione del Comitato Civico “Baronissi Città Libera” Esposito ha invitato i cittadini ad esporre i propri progetti ed a concretizzare l’idea di un bilancio ed un’amministrazione davvero partecipati. Esposito, in collaborazione con il Comitato “Gioventù Libera” ed il Laboratorio di FareAmbiente, ha introdotto nel programma una mozione che prevede il coinvolgimento delle Associazioni ambientaliste di portata nazionale operanti sul territorio, le quali saranno chiamate a concordare con l’Amministrazione la politica ambientale comunale. Grande soddisfazione mostra in merito il Presidente del Laboratorio di FareAmbiente della Valle dell’Irno, Antonio Siniscalco (foto a destra): <>.

Alfonso Maria Fimiani
Responsabile Nazionale Politiche Giovanili e Sociali
FareAmbiente – Movimento Ecologista Europeo
 


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