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Dalla Sicilia: No alle Trivellazioni PDF 
Mercoledì 14 Luglio 2010 15:41

 

In un momento storico in cui si parla di uso razionale ed efficiente di energia, utilizzo di fonti rinnovabili, tutela dell’ambiente e valorizzazione del territorio, in Sicilia continuano ad aumentare le richieste di concessioni per le trivellazioni petrolifere.

 

La presenza di piattaforme petrolifere sulle coste e sui mari siciliani, oltre a deturpare inesorabilmente il paesaggio, può provocare gravi danni alla salute  a causa del rilascio di gas altamente nocivi nonché il conseguente inquinamento dell’ambiente naturale. D’altra parte, la produzione di energia elettrica da fonti di energia convenzionali contribuisce all’aumento dell’effetto serra a seguito delle ingenti emissioni di CO2.

Per di più le fonti fossili come il petrolio sono presenti nel nostro Paese in quantità limitate, mentre la crescita della popolazione  e le legittime aspirazioni di tutti gli individui ad una vita più confortevole richiederanno apporti sempre più elevati di energia difficili da soddisfare. Ciò non svincola l’Italia dalla dipendenza energetica da altri paesi, con ovvie conseguenze economiche sulla popolazione.

Ad  oggi infatti il 78% del fabbisogno del nostro Paese è coperto, direttamente e indirettamente da import: importiamo energia elettrica e soprattutto importiamo i combustibili. La scarsa differenziazione delle fonti  e dei Paesi di approvvigionamenti rende l’Italia vulnerabile alle incertezze che caratterizzano il mercato globale dell’energia.

Appare quindi evidente che la continua ricerca di giacimenti petroliferi non è una soluzione razionale, poiché non risolve il problema  energetico, ma contribuisce esclusivamente ad esasperare una condizione ambientale già compromessa.

Per contrastare con efficacia il problema energetico ed ambientale è necessario introdurre cambiamenti radicali nell’utilizzo e nella generazione di energia elettrica.

Una valida alternativa all’utilizzo indiscriminato di fonti fossili, è rappresentata dalle  fonti di energia rinnovabile poiché si rigenerano in “tempi umani”, per cui il loro utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Inoltre, grazie al basso impatto ambientale anche il problema dell’inquinamento dovuto alla combustione  di fossili verrebbe arginato. D’altra parte il solo utilizzo delle rinnovabili non basterebbe a soddisfare il fabbisogno energetico.

 

La notizia della richiesta di ulteriori ricerche di petrolio  sulle coste e sui mari siciliani non può lasciarci indifferenti soprattutto dopo aver assistito al tragico disastro ambientale che ha travolto la Louisiana. L’eventuale impatto che un simile incidente avrebbe sul Mediterraneo, bacino chiuso dotato di un ricambio modestissimo, sarebbe devastante.

L’energia nucleare può oggi rappresentare una valida alternativa da valutare con attenzione sia negli aspetti positivi che negativi, per i progressi registrati nei sistemi di sicurezza sia nella fase della produzione che in quella dello smaltimento delle scorie. Una minima quantità di uranio è in grado di produrre un’elevata quantità di energia, e a differenza del carbone o del petrolio, non rilascia anidride carbonica (causa principale dell’effetto serra) e consente un significativo risparmio economico. L’evoluzione tecnologica ha portato alla realizzazione di centrali sicure che abbinate alla ridotta quantità di scorie prodotte, razionalmente stoccate, fanno del nucleare la migliore soluzione al problema energetico del nostro Paese.

La possibilità di produrre energia nucleare in sicurezza  e l’impiego di fonti rinnovabili renderanno  possibile un passo importante verso la diversificazione delle fonti, mitigando i rischi legati alla disponibilità e ai costi delle materie prime e  dando al Paese una maggiore indipendenza energetica nel rispetto  dell’ecosistema.

Fare Ambiente, movimento ecologista europeo, da diversi anni sostiene una politica volta alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente comprendendo il Patrimonio Culturale e i beni e i valori afferenti L’Ecosistema.

Il territorio siciliano ricco di storia, tradizioni e paesaggi incantevoli  va prima di ogni altra cosa tutelato e valorizzato e non oltraggiato con politiche  economiche volte all’arricchimento di petrolieri senza scrupoli.

Luoghi come  il Parco dei Nebrodi, le isole Eolie, la Riserva dello Zingaro non possono essere violati. Qui la natura si incontra con l’uomo, mantenendo un assoluto equilibrio.

L’attenzione che la nostra associazione rivolge all’ambiente dimostra come essa non possa esimersi dal denunciare i pericoli che possono sconvolgere l’equilibrio ambientale.

Quest’anno abbiamo festeggiato i 30 anni dalla nascita della riserva dello Zingaro con una manifestazione “Paradisi di Sicilia” promossa da Fare Ambiente e dal Presidente regionale Nicolò Nicolosi. L’intento principale è stato quello di promuovere il valore e l’importanza di questi luoghi al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica  sulla loro salvaguardia.

 Fare Ambiente dichiara la propria disponibilità in favore di un’attività di collaborazione finalizzata alla progressiva sostituzione delle fonti fossili con fonti di energia rinnovabile a basso impatto ambientale.

Ricordiamo inoltre che la tutela e la valorizzazione dell’ambiente  costituiscono un obbligo morale, sociale , culturale di valenza universale cui noi tutti siamo chiamati nel rispetto nostro e delle generazioni future.

 

Nicolò Nicolosi

Coordinatore Fare Ambiente Sicilia

Tania Padalino

Collaboratrice Fare Ambiente Sicilia

 



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