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Legge 157/92: una legge da riformare. Il Senatore Orsi risponde:

 

 

A seguito del convegno l'Ambientalismo e la Caccia, tenutosi al senato lo scorso 17 novembre, è stato sancito l'appoggio del mondo ambientalista alle istanze venatorie.

Un ambientalismo finalmente diverso, aperto a considerare il territorio, le sue esigenze senza

le derivazioni ideologiche che abbiamo visto nella gran parte delle associazioni ambientaliste italiane. A tal proposito vorrei ricordare le parole, rilasciate in una recente intervista, dal Presidente di Fare Ambiente Vincenzo Pepe: “speriamo di poter intraprendere, attraverso questo che deve essere solo il primo appuntamento di un ciclo di collaborazione che intendiamo avviare, un dialogo serio e costruttivo con la politica e con tutte le parti coinvolte: riteniamo assolutamente necessario che anche sul tema della Caccia venga completamente superato il becero negazionismo animal-integralista. Il tentativo è quello di abbattere anche in Italia, come nel resto d’Europa e del Mondo, il muro del fondamentalismo ambientalista, per discutere con responsabilità e realismo. Anche sulla Caccia, attivita’ necessaria al mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema, vogliamo fare un’informazione veritiera e corretta: l’esubero di specie causa ogni anno milioni di euro di danni ed i Dirigenti dei Parchi che abbiamo invitato potranno confermare quanto sia complicata la gestione faunistica e come sia addirittura impossibile pensare di poter seguire idee estremiste, che non porterebbero ad altro se non all’auto-distruzione del territorio”.

Fare Ambiente ha intervistato il Senatore Franco Orsi sul futuro della riforma della 157.

Gentile Senatore Orsi, in seguito al Convegno sull’"Ambientalismo e la Caccia", che ha segnato un traguardo nella storia della caccia, è fiducioso circa l’approvazione della riforma della legge 157/92?

1)le esigenze anche ambientali che stanno alla base del progetto di riforma sono vere! Quando ci sono delle esigenze vere nella società prima o poi la politica da delle risposte. Per questo sono sempre stato fiducioso e adesso ancor di più che una parte del mondo ambientalista cambia atteggiamento.

2) Quali sono le difficoltà dell'iter parlamentare e quale esito prevede?

2) l'iter è lungo. Purtroppo nelle iniziative parlamentari non è prevista in Commissione, al Senato, la possibilità di contingentare i tempi. L'opposizione ha presentato più di 1500 emendamenti e per esaurirne l'esame ci vorranno dei mesi. Speriamo che questo tempo serva per affinare ulteriormente il testo ai fini del successivo iter presso la Camera dei deputati. Difficile, quindi, fare una previsione sui tempi, ma abbiamo iniziato nel primo anno della legislatura e il tempo c'é!

3) Può  ricordarci quali sono i contenuti principali della proposta riforma legge 157/92.

3) Il filo conduttore della riforma è adeguare la legge alle mutate condizioni faunistiche del paese, all'aumento delle aree protette ed alla drastica riduzione del numero dei cacciatori. Queste cose con una legge molto di conservazione (come era giusto fosse nel 1992), impediscono alla caccia di svolgere la propria funzione di riequilibrio. Si allenta qualche vincolo sul prelievo delle specie che si sono sviluppate in eccesso e che causano gravi danni all'agricoltura.

 

4) Riguardo la proposta di modifica sul la possibilità di conseguire l’abilitazione all’esercizio venatorio a partire dai 16 anni di età, sappiamo che ha fatto molta polemica. Mi ricollego alle sue parole durante il convegno: “Non dobbiamo   permettere  ai ragazzini di impugnare il fucile, ma poi permettiamo loro di ammazzarsi sulle strade ubriachi, permettiamo e giustifichiamo atti di vandalismo e di bullismo”.   Mi permetto di dire in qualità di Responsabile dei Giovani di Fare Ambiente ma anche e soprattutto come ricercatrice proprio sui comportamenti devianti e a rischio in adolescenza che forse oggi si tende un pò troppo a deresponsabilizzare i giovani e a renderli quasi “inabili” di fronte ad un Pese che sta cambiando; non viene data loro la possibilità di fare esperienza e quindi di crescere. Credo che il rigore, la tecnica, il riscoprire la tradizione della caccia in Italia, il rispetto dell’ambiente e della fauna che viene insegnato a chi vuole intraprende l’arte venatoria possa invece contribuire a costruire un senso etico che ci lega a ciò di quanto più caro abbiamo, il nostro ambiente. Cosa ne pensa?

4) premesso che ho già presentato un emendamento per togliere i 16 anni per evitare che, nell'opinione pubblica, la riforma apparisse solo questo, sono contento delle sue affermazioni che condivido. Molti credono che andare a caccia voglia dire sparare. In realtà la caccia è una fruizione dell'ambiente ed un modo per conoscerlo. lo sparo c'é ma non è la caccia. Il paradosso è che i ragazzini di 12 anni sono autorizzati ad andare nei campi di tiro e nei poligoni ad esercitare l'attività di tiro sportivo e la cosa non suscita nessuna polemica. L'attività venatoria è un'attività sana ed educativa ed è parte della cultura rurale del nostro entroterra che dovremo difendere.

 

5) Inoltre, mi permetto di ricordaLe che durante il convegno avevo avanzato la proposta di introdurre un corso di educazione ambientale per i giovani cacciatori. Crede sia possibile?

5) Siamo tutti impegnati a far ulteriormente crescere la cultura ambientale dei cacciatori. Da anni nell'esame di caccia sono inseriti i temi ambientali. Si può certo fare di più..

 

6) Come pensa di far fronte alla inosservanza delle regole sulla caccia nel nostro Paese, e quindi ai danni arrecati alla fauna?

6) I danni sono cresciuti in maniera geometrica e si sono ridotti i soldi per indennizzarli; ricordo che i danni sono pagati con i tesserini dei cacciatori. Ma il problema non è solo di risorse se ci si limita ad indennizzare meglio i danni causati dall'eccessiva densità faunistica di talune specie non si arresta la loro esplosione demografica. Sugli ungulati la strada è quella di ridurre le popolazioni. Pensi che ormai quasi tutti i parchi hanno attivato il controllo faunistico per abbattere animali selvatici.

 

7) Come vede la posizione del partito formato dai cacciatori “Caccia Ambiente” per le prossime elezioni?

7)E' una sconfitta se nasce un partito per difendere la propria passione. Per chi ha quella passione e per la politica. Si immagina lei un partito di ciclisti o di appassionati dell'arte o di commercianti?

8) Infine, Alfonso Maria Fimiani , Responsabile Nazionale Organizzazione FareAmbiente, ha ribadito l’importanza di chiedere a tutte le associazioni di agricoltori, associazioni ambientaliste e venatorie di lavorare sinergicamente sul territorio affinchè la caccia diventi strumento utile per la tutela dell’ecosistema. Attualmente crede sia possibile?

8) E' difficile ma bisogna provarci.

Federica Ricci

Responsabile Nazionale Movimento Giovanile

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