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| INTERVISTA PRESIDENTE VINCENZO PEPE- GIROTONDO DELL'ARTE INTORNO AL MUSEO MADRE |
| Martedì 02 Marzo 2010 15:32 |
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GIROTONDO DELL'ARTE INTORNO AL MUSEO MADRE DI NAPOLI di Iolanda Barbati Di nuovo al centro delle polemiche il museo Madre di Napoli che oggi 2 marzo alle ore 12,30 sarà il protagonista del “girotondo dell’arte” fortemente voluto dal presidente della Fondazione Gianbattista Vico -che gestisce il castello di Vatolla e il museo del Grand Tour di Paestum- Vincenzo Pepe, per denunciare pubblicamente il dissenso verso la politica culturale della giunta Bassolino che - come lo stesso presidente sottolinea - li colloca automaticamente come “figli di una Madre minore”. Il tutto sarà preceduto da una conferenza stampa alle ore 12 presso la Fondazione Vico, in via San Gregorio Armeno a Napoli. Il mondo artistico ha sin da subito manifestato reazioni accese per le decisioni prese dalla giunta della regione Campania che con una delibera del 19 febbraio 2010, ha ripartito i finanziamenti europei ai vari progetti di promozione culturale. Tra questi il Napoli Festival Teatro Italia, al quale sono stati assegnati 11 milioni per i prossimi tre anni, ai quali si aggiungono i 30 milioni precedentemente stanziati, per un totale di 41 milioni di euro. Il Madre, Museo D’Arte Contemporanea Donna Regina di Napoli, protagonista “dei fondi della discordia” raddoppia fino a venti milioni di euro per «la promozione dell'arte in Campania attraverso la realizzazione di mostre ed eventi a sfondo culturale». Nel 2008, e successiva modifica nel 2009, erano infatti già stati destinati 10 milioni. Le polemiche da parte dei circa 220 musei campani, di cui 86 riconosciuti di interesse regionale erano esplose già a gennaio con la firma di un documento comune “di richiesta di attenzione e istanze programmatiche” da inviare al Governatore Antonio Bassolino, per esporre quella che per loro era una iniqua ripartizione dei fondi, insufficiente per la loro “sopravvivenza”. Abbiamo sottoposto delle domande al Presidente della Fondazione Giambattista Vico, Vincenzo Pepe. Con la legge 12 del 2004 anche voi rientrate tra i musei di interesse regionale, eppure le spese non vengono ripartite in modo adeguato. Cosa comporta nel panorama generale della gestione museale in Campania questa nuova delibera? Si fa manifesta una politica culturale iniqua, una politica culturale poco trasparente e una politica culturale scandalosa. Basti pensare alla deliberazione recente fatta dalla giunta Bassolino. Iniqua perché nella regione Campania ci sono 220 musei, di cui 86 hanno la rilevanza regionale e la politica culturale bassoliniana favorisce solo un Museo, che è il Madre, a discapito di tutti quanti gli altri. Un museo di rilevanza regionale che chiude è sempre una ferita per tutto il territorio. Già a gennaio si è tenuta una manifestazione per ricevere una risposta dal Governatore Antonio Bassolino, le sono mai state date delle chiarificazioni a riguardo Si, Bassolino ci ha detto, nell’incontro fatto, che avrebbe avuto in tempi brevi maggiori attenzioni anche per gli altri musei, arginando quella che è la sperequazione che si è venuta a creare negli ultimi anni nella Regione Campania. Ma la regione Campania è invece ora anche il simbolo di una politica culturale che forse arranca di una mancanza di valorizzazione e promozione dei nostri beni culturali che dovrebbero essere il volano per il turismo e invece vengono favoriti solo pochi noti. Parlando di turismo culturale, la valorizzazione del territorio passa anche attraverso una adeguata politica culturale verso i musei più piccoli, è questo il motivo per cui non vi dichiarate passatisti? Il problema non è l’arte contemporanea, che va bene, noi non siamo infatti passatisti, ma siamo contro la sperequazione tra i fondi che essa intercetta. Il danno che arreca una iniqua e non trasparente gestione museale va a scapito dei piccoli musei riconosciuti che hanno il merito di dirottare turismo nelle zone interne o costiere. Voglio sottolineare che con noi al girotondo ci sarà anche il Prof. Francesco Sisinni, che è stato il primo Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali. Noi non entriamo nel merito delle scelte culturali transavanguardiste ma ribadisco che contestiamo questa sperequazione fortissima. Che dire? Mi viene in mente la canzone di Masaniello … Tutto a te e niente a me... Quello che voglio far presente durante la conferenza stampa è non solo la delibera che noi chiedemmo davanti al TAR un mese fa; visto che questa deliberazione, che riguarda i finanziamenti, è stata presa in campagna elettorale e per questo sottoporremo la domanda ai candidati presidenti della regione Campania Stefano Caldoro e Vincenzo De Luca per chiarire se i candidati condividano o meno questa deliberazione, che va ad ipotecare per tre anni il futuro della politica culturale di questa regione. Questa regione che proprio attraverso i temi culturali e la politica culturale può essere volano per lo sviluppo? Sinceramente ero propenso ad andare alla Trasmissione Chi l’ha visto per sapere come mai non si pronunciano a riguardo. Non penso che ci sia un consenso trasversale. Noi siamo pronti a fare azioni di disturbo anche in questo senso perché vogliamo delle risposte su questa deliberazione che è una vera e propria manovra finanziaria. La trasmissione della memoria passa attraverso i musei, che sono i luoghi deputati a mantenerla viva Il museo non è solo un momento di testimonianza, di identità e quindi di memoria, ma il museo dinamico è anche un momento di aggregazione e di turismo sostenibile, ma non si può fare se va avanti solo un museo, mentre gli altri chiudono perché non hanno fondi, soldi o non hanno custodi. Questa non è una politica culturale adeguata alla nostra civiltà. Il Coordinamento dei Musei Campani presenterà un ricorso al Tar contro la Regione, come lei già accennava precedentemente. Quali sono i punti critici su cui avete intenzione di insistere? Avevamo già riscontrato dei vizi di legittimità nella deliberazione e per questo vogliamo non solo portare l’attenzione dei mass media sul problema ma anche sottoporlo al controllo della Corte dei Conti e delle autorità giudiziaria perché vogliamo massima trasparenza. Quarantadue milioni di euro in campagna elettorale per un festival mi sembra uno scandalo. Venti milioni di euro al Madre, solo per mostre ed eventi, mi sembra uno scandalo e da non condividere sicuramente.
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