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Nucleare in sette anni secondo Conti di Enel - L’amministratore delegato spiega la tempistica per realizzare un impianto. PDF 
Martedì 22 Aprile 2008 00:00
L'Opinione:
Seppur timidamente, e soprattutto a causa del caro petrolio, è tornata d’attualità la questione nucleare. Finora, tuttavia, anche coloro i quali dichiaravano di non essere più pregiudizialmente contrari a un ritorno delle centrali nucleari in Italia, si trinceravano dietro a un alibi: ormai è troppo tardi, ci vorrebbero troppi anni per recuperare il tempo perduto. Per non dire del problema legato alla necessità di trovare siti di stoccaggio e via dicendo. Insomma, l’energia nucleare è un treno che il Paese avrebbe perduto. E, invece, a quanto pare non è così. A pensarla diversamente non è un opinionista, bensì l’amministratore delegato di Enel che qualche esperienza in materia di energia può legittimamente vantarla. Ora Conti, prudentemente, ha solo lanciato un messaggio, tuttavia non di poco conto. Secondo l’ad di Enel l’opzione per un investimento nella produzione di energia nucleare “è una decisione che spetta a Governo e Parlamento. E’ un problema politico”. Fulvio Conti, ha svolto questa considerazione durante una conferenza stampa a margine del Forum Internazionale dell’Energia. Ma anche aggiunto “Il vantaggio che Enel offre - ha aggiunto - è che negli ultimi anni ha potuto recuperare una competenza importante; noi siamo pronti dal punto di vista tecnico, consapevoli che si deve costruire una filiera”. Conti ha quindi spiegato che “se decideranno, come e quando e se ripristinare il nucleare, da lì partiremo”.

Ma la notizia veramente significativa riguarda i tempi: “nella migliore condizione ci vogliono 3 anni per progettare, identificare un sito con il consenso delle comunità locali; da allora un minimo di 3-4 anni per la costruzione. E’ una stima approssimativa ma vicina alla realtà”. Ma ,se le stime di Conti non sono frutto di fantasia, questo significa concretamente che in circa 7 anni (più di una legislatura) ma molto meno di quanto stimato sinora, l’Italia potrebbe avere energia disponibile a prezzi inferiori per i consumatori e, in seconda istanza, affrancarsi, in tutto o almeno in parte, dall’approvvigionamento da Paesi sulla cui stabilità politica è lecito avanzare dubbi. Ma visto che il nucleare è un’ipotesi per ora unicamente di scuola, Conti ha anche detto che “Gazprom ha in mano una lista di possibili impianti dei quali (i Russi, ndr) possono prendere una quota, devono decidere loro, stanno valutando le diverse opzioni più vantaggiose”. Specificando che “sono asset del valore di 250 milioni di dollari”, ma che la partita è “significativa dal punto di vista politico”. Infine ha chiarito che la vendita delle rete di distribuzione gas di Enel, che comprende quote di rete acquisite negli anni e quella acquistata nel 2002 da Camuzzi, “è una delle ipotesi formulate per la riduzione del debito”, sottolineando che “è ancora un’ipotesi e non c’è niente di concreto. Ne valutiamo altre”. Con Terna infine non sono in corso trattative esclusive, ma dedicate. “Se non raggiungeremo una base accettabile - ha spiegato - faremo attenzione ad altre offerte”. Per quanto riguarda i tempi, Conti ha chiarito che “le operazioni si annunciano quando si fanno”, confermando però una sicura chiusura delle trattative entro l’anno.

di Alessandra Mieli


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