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PAESE IN GINOCCHIO PER CARENZA NORME NIMBY PDF 
Lunedì 08 Luglio 2019 20:31

"Nell'ultimo decennio, da Nord a Sud, l'Italia e' in emergenza rifiuti. Analizzando i dati di ISPRA si denota la necessita' di procedere all'applicazione di misure d'emergenza che possano risolvere i problemi attuali. Crediamo che la nostra raccolta differenziata sia la piu' alta in Europa, di fatto pero' siamo il fanalino di coda per il riutilizzo. Le imprese, fino a ieri, avevano trovato il giusto equilibrio, applicando le norme vigenti. Adesso rischiamo di fare un balzo indietro di vent'anni". È quanto denuncia in una nota FAREAMBIENTE, che spiega: "Dalla prossima settimana quelle norme diventeranno magicamente fuori legge a causa dell'applicazione dell'emendamento 'End fo Waste' contenuto nel decreto sblocca cantieri".

 

 

"L'esportazione dei rifiuti- prosegue la nota- sta aumentando, facendo lievitare soprattutto i costi per le famiglie. Questo trend- avverte FAREAMBIENTE- non e' piu' sostenibile nemmeno pagando il conferimento dei rifiuti a prezzi da boutique. Il Nostro Paese e' ormai pieno di contraddizioni e paure, a causa del maestoso effetto "Nimby" (Not in My Back Yard, non nel mio giardino)". "Il nostro dito non e' solo puntato contro le discariche a cielo aperto della nostra Capitale- spiega il coordinatore dell'area centro-nord dell'associazione ambientalista Luigi Dalla Pozza- ma verso tutte quelle realta' che non riescono a gestire il problema; siamo disgustati della poca sensibilita' del non affrontare una situazione paradossale ed emergenziale, che porta con se' inevitabili conseguenze sanitarie e ambientali. Non parlo solo dei rifiuti per strada ma anche degli incendi di stoccaggi abusivi, dolosamente provocati dalla malavita organizzata, che intossicano la cittadinanza". FAREAMBIENTE e' deciso a dire fermamente 'basta': "Serve coraggio da parte della classe politica con la "P maiuscola" e tanta collaborazione da parte degli amministratori locali, poiche' siamo il paese con il maggior numero di leggi che regolamentano questo settore, ma come spesso accade chi opta per la burocrazia lascia intere praterie agli affari illegali". L'associazione sollecita tutte le forze politiche a rivedere, al piu' presto, i provvedimenti attuati in quanto non idonei ad una cultura ambientale e ragionevole. Servono con urgenza - c'e' scritto nella nota - impianti adeguati, maggiori controlli per combattere gli illeciti, collaborazione con le organizzazioni locali, maggiore utilizzo delle tecnologie ad oggi disponibili, piu' contributo da parte di alcune attivita' produttive - quali ad esempio cementerie e centrali a carbone -. "Il Dm 22/13 relativo ai Combustibili Solidi Secondari e' stata adottato dagli enti ma nessuno l'ha mai fatto applicare - rincara la dose il responsabile di FAREAMBIENTE per l'area centro nord, evidenziando il divario tra Lazio e Lombardia, la prima in perenne emergenza ormai per la chiusura di Malagrotta - Imitare quel che c'e' di buono per poi migliorare puo' essere la giusta cura". "È fondamentale - conclude il vicepresidente Anna Zollo, che vi sia piu' presa di coscienza da parte della politica: quello fatto finora e' stato inutile e insufficente! Semplificare l'iter autorizzativo per gli impianti, in particolare quando si tratta di rewamping tecnologico, potrebbe essere il primo passo per migliorare la situazione attuale. Inoltre e' fondamentale una partecipazione attiva dei cittadini, perche' se non si coinvolge la comunita', il problema restera' sempre"



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