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Incendio Pomezia: Pepe, criminale chi si oppone a impianti di smaltimento, governo faccia un piano PDF 
Sabato 06 Maggio 2017 16:27

Incendio Pomezia: Pepe, FareAmbiente, criminale chi si oppone a impianti smaltimento rifiuti, gorverno faccia piano nazionale

Roma. Criminale e irresponsabile chi si oppone agli impianti di smaltimento favorendo di fatto il proliferare di discariche e spesso anche del malaffare.

Lo dichiara Vincenzo Pepe presidente di FareAmbiente – Movimento ecologista europeo.

“Ci faremo promotori – continua Pepe – di un’interrogazione parlamentare per appurare i danni provocati ai cittadini, agli animali da allevamento e dalle colture vicine dal momento che le polveri di migliaia di tonnellate di rifiuti di ogni genere sono finiti un po’ dovunque e temiamo fortemente per la salute umana”.

“L’incendio della discarica di Pomezia è solo la punta di un iceberg formato da rifiuti di ogni genere accumulati sconsideratamente in ogni parte del Belpaese e lasciati lì a marcire per anni”.

“FareAmbiente chiede di individuare le responsabilità penali, politiche e morali di questo disastro”.

“Penali, di chi eventualmente ha appiccato l’incendio e di coloro che si sono resi colpevoli di omesso controllo, politiche, di quegli amministratori che hanno creato le condizioni affinché tutto ciò accadesse e, morali di tutti coloro che da anni conducono campagne di terrorismo mediatico contro gli impianti di smaltimento sostenendo la loro pericolosità e demonizzando chi da ciò dissente”.

“Mi riferisco – continua l’esponente di FareAmbiente -  a quei movimenti politici, associazioni, comitati ‘Rifiuto Zero’ o comitati ‘spontanei’ di cittadini che scendono in piazza ogni qualvolta si parla di termovalorizzatori, poiché tali strutture ‘provocano - a loro dire – insostenibili livelli di inquinamento”.

“Le emissioni prodotte da tali impianti sono del tutto compatibili con quelle di una qualunque centrale termoelettrica o di un qualunque stabilimento industriale di un certo rilievo, al contrario di carbone o idrocarburi però, brucerebbero rifiuti e, nel contempo produrrebbero energia elettrica”.

“Invece – prosegue – si preferisce trasportare i rifiuti in Olanda, con costi esorbitanti per la comunità, si preferisce creare discariche ovunque nel silenzio di tutti, compresi quei demagoghi pronti però a infervorarsi alla minima proposta risolutiva”.

“Accadde così anche per il famoso sito unico, sorvegliato e coibentato, per le scorie radioattive, nel 2004 infatti ci fu mobilitazione generale con il risultato che oggi tali rifiuti speciali sono sparsi in tante località senza controllo alcuno”.

FareAmbiente – conclude Pepe – chiede che venga messo a punto un piano nazionale che preveda protocolli unici per lo smaltimento dei rifiuti, sia ordinari che speciali, salvo trovarsi in situazioni terribili come quella attuale”.



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