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La politica ambientale del nuovo governo PDF 
Martedì 20 Maggio 2008 00:00
di Paolo Togni.

Dopo la confortevole vittoria dell’alleanza Pdl-Lega-Mpa alle ultime politiche è giunto il momento di operare per rilanciare l’economia del paese e la sua voglia di affermarsi, distrutte o quasi dal governo di centrosinistra.
Il lavoro di ricostruzione e riabilitazione dell’Italia dovrà essere impostato tenendo conto di due grandi fattori: l’innervamento del paese con la necessaria quantità/qualità di infrastrutture e un nuovo piano energetico. Queste due problematiche dovranno naturalmente essere sottoposte continuamente al vaglio dell’impatto ambientale. La questione ambientale, infatti, è il problema di questo millennio e va affrontato politicamente come quando sono in gioco la qualità della vita delle persone e l’organizzazione della società futura in genere. In passato si è spesso commesso l’errore di valutare le scelte ambientali come meramente tecniche lasciando agli ambientalisti (catastrofisti) professionisti l’esclusiva delle decisioni in materia ambientale. Questo errore ci ha portati al blocco di tutti i progetti come la Tav, il deposito di scorie nucleari a Scanzano, il ponte sullo Stretto, i termovalorizzatori, i rigassificatori, il nucleare, le centrali a carbone di nuova generazione e perfino gli impianti eolici o geotermici. Tutto questo sulla base di parole d’ordine prive di fondamento scientifico, ispirate a un catastrofismo veteromarxista e prive di qualunque significato che non sia sinistro.
Il nuovo governo non dovrà fare sconti a nessuno, cercando di riportare ordine nelle norme introdotte e di liberare l’amministrazione da quei personaggi incompetenti che ne hanno decretato il fallimento.
A questo proposito, il Ministro Pecoraro Scanio non si è limitato nelle sue malefatte a imporre decisioni demenziali e catastrofiche per l’intera società ma ha anche distrutto quel poco di organizzazione in essere al Ministero dell’ambiente, gestendolo all’insegna dell’illegalità e della prepotenza, cercando di appropriarsi le risorse disponibili: posti, incarichi, spesa corrente e investimenti.
Il prossimo governo dovrà quindi ripristinare una situazione amministrativa di legalità e di corretta e ordinata gestione e soprattutto richiamare in essere quel DLgs 152/06 che configurava una legislazione semplice, coerente, efficace e condivisa.
Sono necessari tempi brevi onde consentire all’amministrazione dell’ambiente di svolgere il suo ruolo di elemento forte nell’azione per il risanamento dell’Italia programmato dal Presidente Berlusconi. Non va certo in questo senso, per fare un esempio, l’imminente nomina di una commissione di oltre trenta membri per svolgere, a titolo oneroso, l’attività finora svolta a costo zero da due direzioni generali in riferimento alla gestione dei permessi di emissione di CO2.
Alcuni suggerimenti sul programma ambientale da attuare condivisi dalle dodici associazioni ambientaliste riunitesi nel coordinamento Ambiente & Sviluppo si possono scaricare dal sito www.vivaaa.org.
Per quanto riguarda le infrastrutture occorre operare con determinazione e velocità, sia nella fase autorizzatoria, sia nella fase attuativa, ferma restante la necessità di tutelare l’ambiente. Il ministero dell’ambiente deve tornare ad essere il luogo del “come” e non il luogo del “no” aprioristico e ideologico.
Il problema energetico è almeno altrettanto grave di quello della carenza di infrastrutture. Senza esagerare, si può affermare che in Italia manca una politica energetica da almeno vent’anni, mentre questo è un settore in cui è necessaria una programmazione che garantisca gli operatori economici dalle oscillazioni dannose delle decisioni e che dia certezze per il medio-lungo termine.
Di questa programmazione dovrà necessariamente far parte una ridefinizione razionale del mix delle fonti che ricomprenda finalmente il nucleare, insieme con le rinnovabili, il carbone e gli idrocarburi.
Infrastrutture e piano energetico saranno dunque i punti su cui si confronterà il nuovo Gabinetto Berlusconi: un lavoro difficile per risollevare l’Italia, ma realizzabile con sapienza e impegno.


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