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La desertificazione avanza anche in Italia: ad Ischia sono state individuate zone brulle PDF 
Mercoledì 23 Aprile 2008 00:00
Il 18 e il 19 aprile scorsi presso i locali del Museo di Paestum si è discusso di desertificazione, nel corso del Convegno su “Europa e Ambiente” organizzato dalla Fondazione Giambattista Vico, in collaborazione con la Facoltà di Studi Politici e per l’Alta Formazione Europea e Mediterranea “Jean Monnet” della Seconda Università di Napoli. Per l'occasione si sono riuniti l’Osservatorio Giuridico sulla Rete Natura 2000 e l’Osservatorio sulla Direttiva Acque 2000/60, che ha denunciato lo stadio avanzato del processo di desertificazione in Sicilia (36,6%), Puglia (18,9%), Sardegna (10,8%), Calabria e Basilicata. Financhè sull'isola di Ischia sono state individuate zone brulle, che rappresentano un segno tangibile della desertificazione in Italia.

Alcuni dati sulla desertificazione:
- il 39% circa della superficie terrestre è affetta da desertificazione;
- 250 milioni di persone sono “direttamente” a contatto con la degradazione della terra nelle regioni aride;
- più di 100 Paesi nel mondo sono interessati dal fenomeno;
- la perdita di reddito imputabile alla desertificazione è circa di 45 miliardi di dollari (100.000 miliardi di lire) ogni anno;
- il 70% dei terreni aridi utilizzati agricoltura sono già degradati;
- la desertificazione impoverisce le possibilità di produzione alimentare: ogni anno 12 milioni di ettari vengono persi;
- la desertificazione impoverisce la biodiversità.

La situazione in Italia:
Le zone italiane più interessate dal processo di desertificazione sono soprattutto le isole, grandi e piccole, e le coste del Sud: la Sicilia e la Sardegna, le isole Pelage (Lampedusa, Linosa e Lampione), Pantelleria, le Egadi, Ustica e parte delle coste di Puglia, Calabria e Basilicata per un totale di 5 regioni, 13 province per 16.100 chilometri quadrati di territorio pari al 5,35% dell’Italia. La regione dove più alto è il rischio di terre ''aride e desolate'' è la Sicilia con il 36,6% del suo territorio sensibile alla desertificazione e 5 province (Siracusa, Enna, Ragusa, Trapani e Agrigento). Segue la Puglia con il 18,9% del territorio ed anche una zona non costiera (l' interno del Gargano); la Sardegna con il 10,8%.

di Giovannipaolo Ferrari


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