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Lettera aperta di Virgilio Conti all’Assessore della Regione Abruzzo Franco Caramanico PDF 
Egr. ing. Caramanico,
ho appreso che il disegno di legge regionale per l'elaborazione e approvazione del Piano Regionale Amianto per l’Abruzzo è, tempi burocratici a parte, in dirittura d’arrivo; me ne compiaccio e mi complimento con la sua amministrazione.
Ho anche letto dei quattrini stanziati per i fondi da destinare alle bonifiche, delle cubature/metrature stimate sul territorio, del censimento da portare a termine, ecc.
Non mi è però chiaro se, quanto e come questo Piano Regionale potrà contribuire alla risoluzione del caso che provo a sottoporle sinteticamente:
Il sito industriale dell’ex fornace Corvaia, situato in località Oricola, confinante con Carsoli ed altri centri abitati, include una copertura di amianto in matrice friabile di circa 10mila mq e, vista l’ex destinazione d’uso, presumibili ulteriori parti non quantificate, ma sempre in forte stato di degrado, della stessa sostanza. Tale notevole quantitativo d’amianto, giacente incustodito ed abbandonato da circa 15 anni, pregiudica seriamente la salute
pubblica e l'ambiente circostante.
L'Ordinanza Sindacale di messa in sicurezza, smaltimento e bonifica emessa dal Comune di Oricola, sulla base dei rilievi condotti dalla ASL di Avezzano-Sulmona (servizi IESP e PSAL) e dall'ARTA dell'Aquila, unitamente alle esortazioni della Protezione Civile di Roma, della Prefettura dell'Aquila e degli stessi cittadini che da tempo segnalano questo pericolo e denunciano gravi problemi di salute, hanno preceduto l'operazione di sequestro penale, effettuata il mese scorso dalla Guardia di Finanza di Avezzano, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Avezzano, con la collaborazione del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Pescara.
All’operazione di sequestro si è accompagnata
- la posa in opera di una recinzione in rete metallica della struttura pericolante
- la denuncia del proprietario del sito (trattasi di persona fisica) per reati ambientali e, penalmente, per omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina.
Detti risultati, va detto, costituiscono, dopo tanti anni di inerzia, una concreta risposta delle istituzioni e perciò meritano apprezzamento e plauso.
Essi però non soddisfano le legittime istanze né accolgono le disposizioni di legge in quanto, di fatto, non mettono al riparo dall’amianto e non salvaguardano affatto la salute pubblica.
Ad oggi, in buona sostanza, gli obiettivi più auspicati ed importanti restano fuori dal ventaglio dei provvedimenti presi ed un’area molto estesa della Regione continua ad essere oggetto di grave e perdurante contaminazione da sostanze cancerogene e/o comunque estremamente nocive per la salute umana e per l’ambiente.
Come le dicevo allora, non mi è affatto chiaro chi e come debba/possa impugnare gli strumenti finanziari che la Regione Abruzzo mette o metterà a disposizione affinchè dalle mie parti si possa riprendere a respirare senza il terrore di inalare amianto.
Al di là dei contributi economici, vorrei osservare che le lungaggini e le schermaglie burocratiche di rimbalzo competenze e responsabilità hanno comunque costi economici e sociali e, soprattutto, non ci mettono al riparo, dai rischi e pericoli in gioco.
Mi permetto perciò di suggerire un intervento congiunto dei vari attori, armonizzando burocrazia e buon senso, concertando delle soluzioni che consentano di vivere, tutti, amministrati ed amministratori, un po’ meglio e con un po’ meno veleno nell’ambiente.
In tale ottica la Regione potrebbe assumere un ruolo pilota e di cerniera nell’esortare e coordinare le varie funzioni coinvolte ancorchè nel rispetto delle specifiche funzioni e competenze.
Cordialmente
Virgilio Conti
 
La desertificazione avanza anche in Italia: ad Ischia sono state individuate zone brulle PDF 
Il 18 e il 19 aprile scorsi presso i locali del Museo di Paestum si è discusso di desertificazione, nel corso del Convegno su “Europa e Ambiente” organizzato dalla Fondazione Giambattista Vico, in collaborazione con la Facoltà di Studi Politici e per l’Alta Formazione Europea e Mediterranea “Jean Monnet” della Seconda Università di Napoli. Per l'occasione si sono riuniti l’Osservatorio Giuridico sulla Rete Natura 2000 e l’Osservatorio sulla Direttiva Acque 2000/60, che ha denunciato lo stadio avanzato del processo di desertificazione in Sicilia (36,6%), Puglia (18,9%), Sardegna (10,8%), Calabria e Basilicata. Financhè sull'isola di Ischia sono state individuate zone brulle, che rappresentano un segno tangibile della desertificazione in Italia.

Alcuni dati sulla desertificazione:
- il 39% circa della superficie terrestre è affetta da desertificazione;
- 250 milioni di persone sono “direttamente” a contatto con la degradazione della terra nelle regioni aride;
- più di 100 Paesi nel mondo sono interessati dal fenomeno;
- la perdita di reddito imputabile alla desertificazione è circa di 45 miliardi di dollari (100.000 miliardi di lire) ogni anno;
- il 70% dei terreni aridi utilizzati agricoltura sono già degradati;
- la desertificazione impoverisce le possibilità di produzione alimentare: ogni anno 12 milioni di ettari vengono persi;
- la desertificazione impoverisce la biodiversità.

La situazione in Italia:
Le zone italiane più interessate dal processo di desertificazione sono soprattutto le isole, grandi e piccole, e le coste del Sud: la Sicilia e la Sardegna, le isole Pelage (Lampedusa, Linosa e Lampione), Pantelleria, le Egadi, Ustica e parte delle coste di Puglia, Calabria e Basilicata per un totale di 5 regioni, 13 province per 16.100 chilometri quadrati di territorio pari al 5,35% dell’Italia. La regione dove più alto è il rischio di terre ''aride e desolate'' è la Sicilia con il 36,6% del suo territorio sensibile alla desertificazione e 5 province (Siracusa, Enna, Ragusa, Trapani e Agrigento). Segue la Puglia con il 18,9% del territorio ed anche una zona non costiera (l' interno del Gargano); la Sardegna con il 10,8%.

di Giovannipaolo Ferrari
 
Fare Ambiente alla Giornata dell’Arte PDF 
Prosegue a ritmo forsennato il cammino del Coordinamento giovanile Campano di Fare Ambiente. Tante le iniziative destinate ad andare in porto ed innumerevoli gli appuntamenti con il mondo giovanile, che rappresenta la sostanza verso cui si dirige la volontà dell’intero Movimento.
In particolare occorre ricordare la manifestazione patrocinata dal Liceo Scientifico B. Rescigno di Roccapiemonte, cui i Laboratori dell’Agro Nocerino Sarnese e della Valle dell’Irno prenderanno parte e che avrà luogo mercoledì 23 aprile:”La Giornata dell’Arte”. Tema nevralgico della festa sarà il binomio giovani-cultura.
“Sin dall’inizio i Laboratori hanno ritenuto fondamentale favorire la sensibilizzazione giovanile alle tematiche ambientali ed alla cultura della sostenibilità attraverso iniziative sociali. Ringrazio a nome del Coordinamento i ragazzi del Liceo B. Rescigno per averci invitato a partecipare mercoledì alla manifestazione, che per noi sarà nuova occasione di divulgazione e confronto con il mondo giovanile” dichiara Antonio Siniscalco, Coordinatore Giovanile Regionale nonché Presidente del Laboratorio della Valle dell’Irno.
Tra le iniziative realizzate il Laboratorio annovera l’incontro con i ragazzi del liceo Publio Virgilio Marone di Mercato S. Severino, segnato non solo dall’osmosi locale ma altresì da un legame elettorale che ha preso vita in seguito all’elezione nelle liste di Fare Ambiente del Rappresentante d’Istituto Giuseppe Comodino, già Responsabile degli Studenti di Fare Ambiente. Sintomatico l’impegno profuso anche per la festa realizzata in occasione dell’inaugurazione del Laboratorio di Montoro presso l’ITC Ronca, segnata dalla concreta partecipazione di tanti giovani amanti dell’ambiente.
“Il Movimento Ecologista Europeo Fare Ambiente -dichiara Alfonso Maria Fimiani, Socio Fondatore, Presidente del Laboratorio dell’Agro Nocerino Sarnese e Responsabile delle Politiche Giovanili di Fare Ambiente– ringrazia il Dott. Antonio Pagano, Sindaco di Roccapiemonte, l’Avv. Assunta Torino, Consigliere Comunale, il Prof. Basilio Fimiani, Preside dell’Istituto, ma soprattutto i giovani studenti del liceo B. Rescigno, augurando loro di avvicinarsi maggiormente alle questioni ambientali che allarmano giorno dopo giorno la nostra Regione Campania”.

Antonio Migliorino
Ufficio Stampa Laboratorio Valle dell’Irno
 
Si riunisce l’Osservatorio giuridico Natura 2000 PDF 
La Fondazione Giambattista Vico, in collaborazione con la Facoltà di Studi Politici e per l’Alta Formazione Europea e Mediterranea “Jean Monnet” della Seconda Università di Napoli, è riuscita nell’intento di portare in Italia, e segnatamente in Campania, la riunione scientifica dell’Osservatorio Giuridico sulla Rete Natura 2000 e dell’Osservatorio sulla Direttiva Acque 2000/60. Il 18 e il 19 aprile prossimi, nel corso del Convegno su “Europa e Ambiente”, che si terrà presso il Museo Paestum nei Percorsi del Grand Tour a Capaccio-Paestum, si farà il punto sull’applicazione della Direttiva quadro sulle acque e della Direttiva Habitat, sia per quanto riguarda l’Italia che le principali esperienze europee. “Saranno nostri ospiti illustri studiosi provenienti da più di dieci Paesi dell’Unione (Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Romania, Polonia, Lussemburgo), un’occasione per mostrare al mondo che il nostro non è un Paese da terzo o quarto mondo. Discutere di ambiente in Campania in questo periodo vuol dire anche circoscrivere la crisi, col fine di superarla puntando decisamente su una tutela dell’ambiente fondata sul realismo anziché sul fondamentalismo, in linea col principio comunitario della sostenibilità dello sviluppo”, conclude il Prof. Vincenzo Pepe, docente di Diritto dell’Ambiente e Presidente dell’istituzione vichiana.


di Francesca Fulgione
 
Fare Ambiente - Elezioni 2008 PDF 
"Fare Ambiente è pienamente soddisfatto del risultato elettorale" - sostiene il Presidente di Fare Ambiente Movimento Ecologista Europeo, Vincenzo Pepe - "adesso cambieranno molte cose: a partire dalla situazione rifiuti in Campania". Rincuorato dalla netta vittoria del Pdl, Pepe vede un futuro diverso per l'ambientalismo in Italia: "Mai più "no" senza senso, mai più battaglie ideologiche per spirito di contraddizione o interessi personali; finalmente potremo occuparci di ambiente come tecnici e risolvere i nodi spinosi, che rendono il nostro Paese il fanalino di coda in Europa nella corsa alle rinnovabili, ma ultima anche nell'autonomia energetica, nella raccolta differenziata e nella ricerca nucleare". Per questo, in occasione della vittoria del Pdl, Pepe ha coniato un nuovo slogan: "Mai più ultimi! Per un ambientalismo del Fare: per le aziende, per i cittadini, per l'Italia". "Oggi continua Pepe scomparsi I Verdi e ridimensionato il PD, Fare Ambiente, rappresenta la più grande realtà ambientalista organizzata di una certa area, punto di riferimento certo per il lancio di una nuova Costituente davvero Ambientalista, che possa ricucire lo strappo e la confusione createsi in tutti questi anni di monopolio ideologico della cultura di sinistra sul pensiero ecologista". Il Presidente di Fare Ambiente - infine - ha invitato tutte le forze vicine alle idee del movimento e I fuoriusciti delusi dalla demagogia di un certo ambientalismo di facciata a convenire presto ad un incontro a Roma sulla nascita della Costituente Ambientalista Italiana. Invito già colto da molte organizzazioni e singoli, che hanno dato la loro adesione all'iniziativa. "Perchè in questa maniera porteremo avanti la nostra opera - ha concluso Pepe - con il realismo del fare e l'ottimismo della ragione.
 


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Biografia del Presidente

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