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L'ambientalismo e le colpe di Bassolino PDF 
Napoli ha una grande storia, una grande tradizione di civiltà e di cultura, da Giambattista Vico a Gaetano Filangieri, Benedetto Croce, per non parlare di Masaniello e del grande Carlo III di Borbone. Napoli da grande capitale europea è diventata nel mondo il simbolo della spazzatura, dell’inefficienza, del sottosviluppo economico e culturale, della camorra, delle speculazioni, del clientelismo e del sistema di potere dittatoriale bassoliniano. L’assetto di potere bassoliniano come è stato denunciato più volte dal filosofo napoletano, Aldo Masullo, ha minato il rapporto fiduciario tra cittadini e istituzioni. Non c’è più fiducia e dialogo tra potere e cittadini mentre il potere si è arroccato e mira solo a conservare se stesso.

Nella storia di Napoli, il popolo si è sempre ribellato ai governatori e ai vice-re incapaci di governare. Oggi il governatore Antonio Bassolino si è dimostrato oltremodo incapace, soprattutto, di assumersi le proprie responsabilità politiche e quando afferma“io non mi dimetto perché sono ancora utile” dimostra un’assoluta incuranza del pericolo per l’ordine pubblico che può ingenerare il credersi insostituibile a dispregio del popolo. La maggioranza del popolo campano non si sente per niente rappresentato da questo governatore che non ha più nessuna credibilità istituzionale. Non si riesce a capire perché il Centro sinistra che pur non lo stima non nuove nessun passo per metterlo da parte, rischiando di perdere consenso non solo in Campania ma su tutto il territorio nazionale. Noi di FareAmbiente da anni denunciamo il fallimento della politica dell’ambientalismo tradizionale, soprattutto, quello dei Verdi e Antonio Bassolino ha la grande responsabilità di essersi fatto condizionare dall’ambientalismo dei No. No alla Tav; No al Mose; No all’eleolico; No al Ponte sullo Stretto; No al nucleare; No ai termovalorizzatori.

Questo modo di fare ambientalismo è contro lo sviluppo sostenibile perché ogni fondamentalismo prima o poi finisce per nuocere alla causa. La tutela dell’ambiente deve essere al primo posto nell’Agenda della politica della sinistra e della destra per realizzare lo sviluppo sostenibile e non il ritorno demagogico al mondo bucolico di Lucrezio. Aver detto No ad ogni tipo di impianto per il ciclo integrato dei rifiuti ha portato in Campania al proliferare delle discariche anche nelle aree protette, facendo venir meno la ragione profonda della nascita delle aree naturali protette. Hanno ragione i cittadini di Terzigno, area compresa nel Parco Nazionale del Vesuvio, a ribellarsi, e i cittadini di Pianura perché non hanno più fiducia nelle istituzioni. Avevano promesso la bonifica ma da anni non è stato fatto niente. L’attuale ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che ha elargito consulenze forse più di Bassolino deve dimettersi perché rappresenta la causa prima del disagio ambientale in Italia; dice di non avere competenza in materia di rifiuti ma non è stato lui a mandare via , l’ex Commissario straordinario per i rifiuti, Guido Bertolaso?

Non era Pecoraro Scanio a manifestare contro il termovalorizzatore di Acerra? Non è stato questo ministro che di ambiente capisce molto poco ad organizzare la Conferenza sul clima ove è stato ridicolizzato dal fratello dell’attuale Presidente del Consiglio dei ministri? C’è da avere vergogna di questa classe dirigente. FareAmbiente è contro questo modo demagogico di tutelare l’ambiente. I napoletani e gli italiani non meritano questa classe dirigente. C’è da fare appello agli intellettuali, ai professionisti, ai giovani, a tutti i cittadini per ritrovare la passione civile, per ribellarsi contro questa incapacità e malcostume politico. Benedetto Croce ci ha insegnato che nei momenti della confusione bisogna ritrovare il fondamento e il fondamento è la nostra libertà, la dignità, l’orgoglio di essere cittadini liberi e combattere ogni tipo di sopruso e di malgoverno. Dobbiamo lavorare tutti per una Napoli libera dalla spazzatura e dall’ambientalismo demagogico ma, soprattutto, dal potere monolitico e sordo del sistema bassoliniano.

di Vincenzo Pepe


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