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Lotta ai cambiamenti climatici.
Ufficio Stampa
Martedì 08 Aprile 2008 00:00
L'Opinione:
Sempre più evidenti sono i mutamenti, che negli ultimi anni, stanno subendo le condizioni del clima ed assumo effetti significativi dovuti a quel fenomeno chiamato “effetto serra” che, ormai scientificamente provato, è causato dall’utilizzo dei combustibili fossili.
Le prospettive per il futuro non sono certamente rosee perché la domanda energetica di paesi in via di sviluppo è in costante crescita e il quadro energetico mondiale sta subendo una massiccia evoluzione. Le scorte di petrolio sono destinate ad estinguersi ed il prezzo al barile è in forte impennata. La dipendenza dell’Italia dei paesi produttori deve portare le scelte della politica energetica, che è diventata oramai un fenomeno globale, all’impiego di fonti energetiche alternative che abbiano un maggior rispetto per l’ambiente e ci consentano di consegnare il mondo, alle generazioni future, ancora in buona salute. L’attuazione di una politica ambientale che tenga in primaria considerazione lo sviluppo sostenibile non è una scelta incondizionata, ma una necessaria esigenza che nasce dal peso dei costi che l’ambiente deve sopportare, vessato dal prepotente utilizzo di combustibili fossili compiuto sino ad ora.

La dipendenza dal petrolio del nostro paese ed i continui aumenti di prezzo hanno comportato e comportano tuttora una forte penalizzazione economica. D’altro canto, determinante e non marginale resta la scelta antinuclearista presa vent’anni fa dall’Italia, anche se è pur vero che se oggi realisticamente fossimo pronti ad avviare la costruzione di qualche centrale nucleare, i presunti benefici non sarebbero tangibili nel breve periodo, considerato che i tempi di costruzione di una centrale nucleare non sono poi così ristretti. Il ricordo di Chernobyl non ha fatto maturare le coscienze per considerare la decisione di rivedere la scelta referendaria del 1987, ma la ricerca sul nucleare di quarta generazione per scopo energetico - fonte di energia pulita - deve andare avanti. Il nucleare può essere una grande risorsa e l’alternativa al petrolio allorquando si sarà riusciti a superare il problema dell’eliminazione delle scorie; questione che alcuni Stati stanno affrontando con il bruciamento delle scorie.

Bisogna necessariamente rivolgere l’attenzione alle fonti energetiche rinnovabili che costituiscono un’alternativa ai combustibili fossili e consentono la produzione di energia a basso impatto ambientale. L’adozione della tecnologia del solare termico, che può essere introdotta anche per uso domestico, consente un abbattimento del costo dell’energia e, con la recente introduzione del “conto energia”, i cittadini che hanno installato i pannelli fotovoltaici diventano a loro volta produttori di energia che rivendono al gestore, lucrando forti sconti sulla bolletta. Se consideriamo la potenzialità dell’Italia centro meridionale di produrre energia fotovoltaica, grazie alla fortunata esposizione all’irraggiamento solare, ne conviene che questa dovrebbe essere una delle fonti energetiche che andrebbe incentivata. Il piano sul clima varato dalla Commissione Europea condensa la decisione della formula “20 – 20 - 20” adottata dal Consiglio della U.E., che prevede una riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020 con la copertura del 20% del fabbisogno di energia da fonti rinnovabili ed un miglioramento dell’efficienza energetica del 20%.

Per incentivare gli investimenti in fonti di energia pulita e sulla mobilità sostenibile il Ministero dell’Ambiente ha emanato un bando che mira a cofinanziare, nella misura del 50%, interventi miranti a favorire la protezione della biodiversità con la promozione delle fonti rinnovabili. Il bando, pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 20 marzo, per il quale sono stati stanziati 1,9 milioni di euro, è rivolto ai parchi nazionali e regionali ed alle aree marine protette, che sceglieranno di adottare fonti energetiche sostenibili e misure per la mobilità sostenibile. Potranno essere ammessi al contributo progetti per impianti fotovoltaici, impianti solari termici, impianti eolici, impianti a biomasse per usi termici, interventi di bioedilizia per il risparmio energetico e per quanto riguarda la mobilità sostenibile sono ammissibili progetti per l’introduzione di veicoli a minimo impatto ambientale, la realizzazione di colonnine per la ricarica di mezzi elettrici, servizi flessibili di trasporto collettivo, servizi di noleggio biciclette. Su questa iniziativa ministeriale Vincenzo Pepe, docente di Diritto dell’ambiente, si dichiara favorevole: “il Governo deve incoraggiare le scelte energetiche eco-compatibili che tutelino la biodiversità ed è importante che l’esempio venga dai Parchi. Attenzione però, la proliferazione delle aree protette porta all’omologazione del territorio e questo sarebbe un danno per la biodiversità”.

di Paolo Feliciotti
 
La Conferenza Europea sul clima.
Ufficio Stampa
Martedì 08 Aprile 2008 00:00
L'Opinione:
Rovigo ha lanciato la sfida dei piccoli e medi comuni per la protezione del clima e l’impiego di energie rinnovabili

Tre giorni di conferenza (dal 2 al 4 aprile scorsi) a Rovigo per dar modo ai governi locali di esprimere in un confronto le proprie esperienze e gli sforzi compiuti dopo Stoccolma 2006 e per rivolgere la propria attenzione e quella dei propri cittadini, alla necessità di adottare fonti energetiche pulite. Il tema del meeting è stato infatti “la protezione del clima ed energia rinnovabile: i piccoli e medi comuni affrontano la sfida”. Una vera e propria competizione che i governi locali e centrali di tutto il mondo hanno lanciato al riscaldamento globale del pianeta, attraverso politiche ambientali volte alla riduzione delle emissioni di gas serra. È necessario programmare un inevitabile e progressivo modellamento degli stili di vita ai quali siamo stati abituati sino ad oggi e che via via hanno condotto inevitabilmente alle attuali alterazioni sostanziali delle condizioni climatiche. Bisogna agire sia sulle cause che su gli effetti attraverso la scelta di idonee politiche di protezione climatica che, mediante l’adozione del principio di precauzione, possano portare a prevenire i danni che i cambiamenti climatici stanno arrecando all’ambiente.

La principale causa dell’assottigliamento della fascia di ozono, che sta generando il riscaldamento del pianeta, è stata riconosciuta, dal mondo scientifico, nelle emissioni indiscriminate in atmosfera di CO2. Nell’ultimo secolo lo sviluppo industriale e la sempre maggiore richiesta di energia, dovuta al progresso ed alla modernizzazione degli stili di vita adottati dalle popolazioni, hanno portato ad un progressivo innalzamento delle temperature del pianeta, di cui lo scioglimento dei ghiacciai e la desertificazione sono solo una conseguenza; fatti questi che hanno portato a riflettere sulla necessità di aumentare gli sforzi per rivolgersi verso fonti energetiche pulite e rinnovabili. Proprio i temi della protezione del clima attraverso l’adozione di politiche di mitigazione climatica e lo sviluppo di energie rinnovabili, sono il tema della conferenza di Rovigo, dove si sta rimarcando il ruolo fondamentale dei governi locali nell’attuazione di politiche di sostenibilità ambientale. Con la recente conferenza di Bali, tenutasi nel dicembre 2007, i governi nazionali avevano accolto l’appello ad assumere un forte impegno nell’adottare sistemi di tutela del clima necessari per convergere verso la negoziazione dei protocolli da definire dopo Kyoto.

Le previsioni dell’IPCC – il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici – sul riscaldamento globale, non sono per niente confortanti; forse anche per questo l’agenzia di protezione dell’ambiente (APAT) ha ritenuto importante realizzare uno studio sulla valutazione economica degli impatti dei cambiamenti climatici e delle relative misure di adattamento in Italia, per poter sviluppare strategie e piani di assestamento territoriali. Ed è forse proprio con questo obiettivo che l’APAT ha rivolto un invito alla comunità scientifica di proporre suggerimenti e commenti al documento, che ne possano rafforzare i contenuti. Secondo il mondo scientifico il clima sta modificando sempre più velocemente per cause antropiche; il rapporto dell’IPCC denuncia l’incremento della concentrazione di biossido di carbonio, dovuto all’utilizzo di combustibili fossili, come causa che ha portato negli ultimi cento anni all’innalzamento della temperatura atmosferica media in Europa di circa un grado centigrado.

Le previsioni per il futuro non sono confortanti, si attendono infatti progressivi aumenti di temperatura dovuti al crescente sviluppo industriale di paesi come Cina, India e Brasile, le cui emissioni in atmosfera di gas serra saranno causa del verificarsi di fenomeni climatici come siccità estiva e riscaldamento dei mari, variazione del regime delle precipitazioni ed ingrossamento delle acque fluviali. La Conferenza di Rovigo, ideata per consolidare il ruolo dei comuni che devono avere uno ruolo primario nello sviluppo di strategie di protezione climatica, ha mirato a sollecitare la realizzazione di piani energetici locali basati sul concetto di energia sostenibile, attraverso l’adozione di misure di efficienza energetica e di risorse di energia rinnovabile in combinazione con la conservazione di energia. L’obiettivo del meeting è stato quello di coinvolgere l’attenzione dei governi locali ai particolari strumenti necessari ad incentivare i processi di pianificazione sui cambiamenti climatici e la produzione locale di energia, per poter ambire allo status di “comunità a emissioni zero”.


di Paolo Feliciotti

 
Riforma beni culturali, varato il nuovo codice.
Ufficio Stampa
Mercoledì 02 Aprile 2008 00:00
L'Opinione:
La pianificazione diventa strumento prioritario di salvaguardia e disciplina del territorio e il Ministero dei beni culturali assume un ruolo attivo con le Regioni

Il Consiglio dei Ministri ha licenziato i provvedimenti di riforma al codice dei beni culturali e paesaggistici. Con due decreti legislativi, ora alla firma del Presidente della Repubblica, sono state approvate le misure correttive al decreto legislativo n. 42 del 2004 che vanno ad incidere sia sul patrimonio dei beni culturali che sulla parte riguardante il patrimonio paesaggistico del nostro Paese. Il primo decreto disciplina la circolazione dei beni di interesse storico ed artistico distinguendoli dalle merci, regolamenta la tutela dei beni archivistici e detta norme più stringenti per la dismissione o l’utilizzazione a scopo di valorizzazione economica degli immobili di valore storico di proprietà pubblica o appartenente a privati o ad enti ecclesiastici, al fine di scongiurare la dispersione del patrimonio culturale italiano. Il secondo decreto legislativo, che riguarda il paesaggio, accoglie le considerazioni del giudice costituzionale che definisce, per l’appunto, il paesaggio un valore primario e assoluto, ne innova la definizione e rafforza le misure di salvaguardia rivisitando il regime delle autorizzazioni paesaggistiche e di pianificazione paesistica.

La pianificazione assume strumento prioritario di salvaguardia e disciplina del territorio e il Ministero dei beni culturali assume un ruolo attivo nella partecipazione alla elaborazione con le Regioni dei piani che riguardano paesaggi vincolati dalla legge Galasso. La presenza dei tecnici ministeriali dovrà garantire un regime di massima tutela del paesaggio; si viene quindi a rafforzare il ruolo delle Soprintendenze che in questo modo dovranno rilasciare un nulla osta preventivo sugli interventi che intendono incidere in qualche modo sul paesaggio, invece del mero controllo di legittimità, successivo alle autorizzazioni rilasciate dai comuni, che viene effettuato oggi. L’intervento dei soprintendenti subisce una accelerazione in quanto viene ridotto il termine per il rilascio del parere obbligatorio e vincolante, da sessanta a quarantacinque giorni. Decorso tale termine potrà essere convocata apposita conferenza di servizi, in tal caso le Soprintendenze devono esprimersi entro quindici giorni; in assenza del prescritto parere il compito di decidere sulla compatibilità dell’intervento passa alla Regione o al Comune delegato.

In tale ultima ipostesi la delega al comune è ammissibile solo se presso di questo gli uffici che emanano pareri urbanistici sono differenti da quelli che devono esprimersi sugli aspetti ambientali. Il nuovo codice dei beni culturali e del paesaggio prevede la revisione, entro un anno, degli attuali vincoli di inedificabilità, in maniera tale da definire le regole da adottare in relazione al vincolo esistente. Per gli interventi di recupero del paesaggio è prevista l’istituzione di una apposita commissione, presso il Ministero, che avrà il compito di affiancare i comuni nelle decisioni riguardanti la demolizione dei così detti ecomostri, per questo motivo la legge finanziaria ha stanziato, a partire da quest’anno 15 milioni di euro.

di Paolo Feliciotti

 
Mobilità e ambiente. Trasporti pubblici meno inquinanti
Ufficio Stampa
Sabato 29 Marzo 2008 00:00
L'Opinione:
La legge finanziaria ha assegnato al Ministero dei Trasporti un finanziamento di oltre 350 milioni di euro, in tre anni, per la “promozione e sviluppo del trasporto pubblico locale”. Il ministro dei Trasporti Bianchi ha recentemente firmato il provvedimento che ripartisce le risorse tra le regioni per cofinanziare l’acquisto di nuovi autobus destinati al trasporto dei pendolari. Il finanziamento consente di arricchire il parco pubblico circolante con autobus le cui emissioni siano conformi alle direttive Ue Euro4 e dotati di filtro anti-particolato, o alimentati a gas metano o Gpl, biocarburanti, o infine spinti da motore elettrico o ibrido. Questa iniziativa, nata da uno studio sul pendolarismo, effettuata dal Ministero dei trasporti in collaborazione con il Censis, mette a confronto il dato numerico con gli aspetti socio economici di un fenomeno che vede coinvolti 13 milioni di italiani che quotidianamente devono raggiungere il proprio posto di lavoro. La vicenda ha inoltre anche un risvolto ambientale se si considera la quantità di emissioni di Co2 rilasciate in atmosfera dai veicoli che circolano nelle nostre città.

La sostituzione dei vecchi autobus spinti con motori diesel, con mezzi di nuova generazione può essere un importante passo per respirare aria più pulita nelle nostre città. Del resto i recenti dati forniti dal IV Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano dell’Apat non sono per niente confortanti. Dal documento emerge che, se pur in calo le emissioni da trasporto, la qualità dell’aria nelle città italiane rimane critica. Il traffico costituisce la causa maggiore di polveri sottili. L’analisi, effettuata su 24 capoluoghi di provincia con una popolazione superiore ai 150.000 abitanti, ha lo scopo di fornire i dati sull’ambiente urbano e procurare alle amministrazioni indicazioni utili finalizzate ad implementare politiche di tutela e valorizzazione delle risorse urbane. Su questa tematica il professor Vincenzo Pepe docente di diritto ambientale e leader di Fareambiente, sostiene che il sistema del trasporto pubblico italiano necessita di attente rivisitazioni: “Bisogna incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico perché è più economico e inquina meno. Nelle nostre città abbiamo bisogno di aria pulita, invece purtroppo è in crescita il numero di veicoli privati”. E pure secondo il rapporto dell’Apat le città italiane sono sempre più verdi aumentando il verde pubblico pro capite. Secondo la fonte Apat la città di Napoli ottiene i risultati migliori, con una crescita del 19,5%, dove negli ultimi sette anni la disponibilità per abitante è aumentata di 23 metri quadri. Che fosse davvero non solo “monnezza”?

di Paolo Feliciotti
 
Forum per l'Ambiente - Mercato San Severino - Piano energetico ambientale comunale.
Ufficio Stampa
Mercoledì 19 Marzo 2008 00:00
Fare Ambiente:
Insediamento ufficiale ieri mattina, presso il Palazzo Vanvitelliano, dei componenti del Forum Comunale per l’Energia, l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile, organo previsto dal PEAC (Piano Energetico Ambientale Comunale).

Parte, dunque, l’iniziativa presentata due settimane fa dal vicesindaco Giovanni Romano e dal Professor Lucio Ippolito (Ingegneria dell'Informazione e Ingegneria Elettrica dell’Università degli Studi di Salerno).

Erano presenti Renato Fusco, rappresentante della “Terna” s.p.a., Pietro Trombetti per il CNA – Mercato S. Severino, Carmine Battipaglia per il CNA- Salerno, Antonio Ferrigno per “Fare Ambiente”, Alberto Gentile per il WWF – Salerno, Giovanni ROMANO, Vice sindaco del Comune di Mercato S. Severino, Giancarlo De Tullio per ARPA-Campania, Mariarosaria Zappile e Pierpaolo Ventura per Confindustria- Salerno.

"E' stato un primo incontro di conoscenza - precisa il Vice Sindaco Giovanni Romano - tra i componenti designati dagli Enti e dalle Istituzioni che la Giunta Municipale ha individuato come rappresentanti permanenti del Forum. Il Piano è stato consegnato a tutti i presenti ed è stato illustrato dal professore Luicio Ippolito".

Al termine della discussione, dopo la presentazione, i componenti del Forum hanno stabilito di riunire nuovamente il Forum entro 30 giorni per la valutazione delle prime osservazioni e di procedere con la pubblicazione dell'intero Piano sul sito web del Comune.

In considerazione della rilevanza del PEAC ai fini del nuovo Regolamento Edilizio in fase di redazione, si è stabilito di integrare il Forum con i rappresentanti dell'ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), dell'Ordine degli Ingegneri, dell'Ordine degli Architetti, del Collegio dei geometri, del Collegio dei Periti Industriali, di un'Associazione dei Consumatori e del soggetto gestore del servizio idrico integrato G.O.R.I. Spa.

“Si avvia in tal modo la procedura amministrativa – ha dichiarato il Vice Sindaco Giovanni Romano – che porterà alla definitiva approvazione del Piano e alla realizzazione degli interventi concreti delineati delle azioni contenute nel PEAC. La Ge.Se.Ma. Spa ha già provveduto ad installare un primo impianto regolatore dei flussi elettrici su di un tratto di illuminazione pubblica in modo da testare la validità del dispositivo che consentirà di ridurre consumi e costi. Inoltre sono già state avviate le procedure amministrative per la realizzazione degli impianti di energia elettrica fotovoltaica su tutti gli edifici pubblici".

Il PEAC si pone l’obiettivo di analizzare e definire le condizioni idonee per lo sviluppo di un sistema energetico comunale sempre più rivolto all’utilizzo delle fonti rinnovabili e all’uso efficiente dell’energia come strumenti centrali per una maggiore tutela ambientale.

Il nesso tra energia e cambiamenti climatici ormai non è più messo in discussione. Per frenare lo sfruttamento delle risorse naturali e il conseguente inquinamento prodotto dai sistemi industriali, dai trasporti e dagli usi civili è necessario procedere all'adozione di politiche efficaci, alla diffusione di una nuova cultura della sostenibilità, ad una rivisitazione degli stili di vita e dei modi di produzione. Il PAEC contiene le indicazioni utili per l'adozione di provvedimenti che consentono di raggiungere gradualmente questi obiettivi.

"Una delle iniziative più significative - prosegue Romano - riguarderà l'attivazione dello Sportello Energia, un ufficio a disposizione dei cittadini per assisterli nelle operazioni di installazione degli impianti solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e di acqua calda e per fornire le corrette informazioni per accedere ai benefici stabiliti dalle vigenti normative. In tal senso, il Forum svolgerà un ruolo determinante. Infatti c'è bisogno del concorso di tutti i cittadini per promuovere una diversa cultura dello sviluppo economico e della sostenibilità ambientale, sull'esempio di quanto già realizzato nella nostra Città con la raccolta differenziata. Solo promuovendo questo diverso approccio culturale la nostra Comunità potrà contribuire a ridurre il carico inquinante di emissioni di anidride carbonica (Co2) in atmosfera realizzando in concreto quanto stabilito nel Protocollo di Kyoto“.
 
Alla Luiss si discute di nucleare.
Ufficio Stampa
Giovedì 13 Marzo 2008 00:00
Fare Ambiente:
Il 12 marzo a Roma presso la Sala Colonne in Via Pola,12 della Luiss si è tenuto un workshop sul tema “Ritorno al Nucleare in Italia: una ipotesi fattibile?” organizzato dallo Studio Legale Macchi di Cellere Gangemi, che vanta una notevole esperienza nel diritto dell'energia e dell'ambiente ed ha organizzato con l’Associazione Laureati Luiss la tavola rotonda in oggetto, dato l'interesse e l'attualità dell'argomento.
Dopo il saluto del Vice-presidente Associazione Laureati Luiss Giovanni Aliverti è intervenuto Emilio Santoro, Direttore Responsabile Impianto TRIGA RC-1 C.R. ENEA, che ha fatto un exursus sullo sviluppo tecnico del nucleare a partire dai reattori di prima generazione per finire a quelli di quarta generazione, quelli del futuro: sicuri, compatti, ad alta concetrazione tecnologica a detta di Santoro. Successivamente è intervenuto Silvio Bosetti, Coordinatore Energy Lab, che ha mostrato come la sua azienda si stia preparando ad un ritorno a breve al nucleare in Italia investendo risorse e competenze nella ricerca e nelle materie prime. Secondo Bosetti, infatti, dobbiamo essere pronti ad investire attraverso progetti snelli che portino nell’arco di sette anni alla costruzione di una centrale nucleare. Quindi è stata la volta di Ludo Veuchelen, del Belgian Nuclear Research Centre, che ha parlato della sua esperienza in Belgio e dello stato della ricerca. Sono intervenuti, inoltre, Maurizio Cumo, Presidente Sogin, azienda delegata alla risoluzione della problematica dello stoccaggio dei rifiuti nucleari e Erasmo Venosi, Consulente Ministero dell'Ambiente, che ha chiarito la posizione attuale del MATT. Ha concluso Loredana De Angelis, Partner Dipartimento Energia Studio legale Macchi di Cellere Gangemi che ha anche coordinato la tavola rotonda.
Presente anche Vincenzo Pepe, Presidente di Fare Ambiente, Movimento Ecologista Europeo, che si è congratulato con gli organizzatori per un’iniziativa, che porta un barlume di luce su una questione, quella del nucleare, al centro di un dibattito sempre infuocato, ma non sempre lucido e analitico. Per Fare Ambiente, infatti, la forte dipendenza dell'Italia dall'approvvigionamento energetico estero e l'esigenza di ottemperare agli impegni di Kyoto hanno riacceso il dibattito sul nucleare. Alcuni stati europei, tra tutti Francia e Gran Bretagna, hanno continuato a produrre tale energia ed altri stanno cominciando ad investire. Fare Ambiente ha già compiuto la sua scelta: al nostro Paese occorre un mix energetico piuttosto che una particolare categoria di tecnologia. In questo mix può sicuramente rientrare il nucleare: con i nuovi materiali utilizzati e le nuove tecnologie la possibilità di incidenti in centrali all’avanguardia è davvero bassa e l’ombra di Chernobyl è molto lontana. L’Italia, inoltre, deve adeguare la sua politica energetica al fabbisogno del Paese come hanno fatto già in passato Francia, Gran Bretagna, Germania e come sta facendo la Spagna; dove a fronte di una scarsità di risorse hanno provveduto ad integrarle anche con il nucleare.


Giovannipaolo Ferrari
 
“La tutela e la salvaguardia dell’ambiente: fare sviluppo sostenibile”
Ufficio Stampa
Mercoledì 12 Marzo 2008 00:00
Fare Ambiente:
Martedì 18 marzo alle ore 18.30 presso la Sala Raffaello dell’Hotel Tiziano (Lecce) si terrà la presentazione del Movimento Ecologista Europeo “FARE AMBIENTE” organizzato dal Coordinatore per la Regione Puglia Fernando Casciaro. FARE AMBIENTE è un Movimento associazionistico nuovo e dinamico, che vuole dare voce a tutti coloro che vogliono tutelare l’ambiente e la qualità della vita attraverso uno sviluppo equo e razionale contro ogni fondamentalismo ambientale. Il tema della salvaguardia e della tutela ambientale, nonché delle nuove tecnologie e delle fonti alternative d’energia come soluzione possibile per lo sviluppo e il miglioramento della qualità della vita dell’uomo nel suo stretto legame con la natura, è certamente una questione importantissima e di estrema attualità, soprattutto in seguito alle vicende a carattere nazionale che hanno riportato in auge il bisogno e l’assoluta necessità di un impegno collettivo, da parte di Istituzioni e cittadini, nella creazione di un senso civico comune in difesa del bene più prezioso di tutta l’umanità. Sviluppo sostenibile, smaltimento dei rifiuti, uso di fonti energetiche rinnovabili, centrali nucleari, questi tra gli oggetti di discussione relazionati da personalità autorevoli del settore; interverranno infatti il prof. Vincenzo Pepe – Presidente Nazionale di FARE AMBIENTE, Guelfo Tagliavini – Responsabile Nazionale Dipartimento Imprese e Pubblica Amministrazione di FARE AMBIENTE, Gianni Scogliamillo – Assessore all’Ambiente della Provincia di Lecce e il Sindaco di Lecce Paolo Perrone. Come sostiene il Coordinatore Regionale Pugliese del Movimento, nonché promotore di quest’incontro, Fernando Casciaro, si tratta di un’importante occasione per conoscere e approfondire il tema della salvaguardia ambientale attraverso una prospettiva che guarda al pragmatismo e al realismo del FARE, per fornire nuove chiavi di lettura alle numerose problematiche che vanno al più presto risolte e avviare così un percorso di Forma-Azione attraverso iniziative e progetti che coinvolgano l’intera Cittadinanza in difesa del nostro Pianeta, la nostra Casa.

Per informazioni contattare:

Segreteria Organizzativa: Manuela Cavone tel.: 347 7758752 e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 
Rimini - Premio enti locali per Kyoto 2007. Tra i premiati il Comune di Torraca
Ufficio Stampa
Venerdì 07 Marzo 2008 00:00
www.comuneditorraca.it:
Alla presenza del Ministro dell’Ambiente, si è svolta la cerimonia di consegna del premio "Enti Locali per Kyoto 2007 – Buone Pratiche per il Clima", promosso da ECOMONDO e KEY ENERGY in collaborazione con Anci, Kyoto Club, Legambiente e Coordinamento Agende 21 Locali Italiane.

Il comune di Torraca ha ricevuto un premio per le iniziative di risparmio energetico e le politiche relative alle fonti energetiche rinnovabili.

Il Premio ha il supporto tecnico-scientifico di Ambiente Italia, Il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare e dell’Anci, del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane e di Legambiente.

 
Golino (Fare Ambiente) critica nuovo assessore all’ambiente
Ufficio Stampa
Giovedì 06 Marzo 2008 00:00
Redazione:

Il Movimento ecologista”FARE AMBIENTE”, presente a livello europeo e nazionale e che di recente a Marcianise, con un convegno di successo al teatro Ariston, ha ufficializzato la sua presenza sul territorio casertano, vuole esprimere la sua opinione sui recenti eventi di Marcianise in merito alla questione ambientale. A parlare è Marinella Golino, responsabile organizzazione nazionale del movimento che fa capo al prof.re Vincenzo Pepe della Sun. “innanzitutto, la scelta discutibile per i tempi e non della persona, che non conosciamo, del nuovo assessore all’ambiente ci fa capire che in questo tema a Marcianise non ci sia a livello amministrativo una vera continuità e quindi, come sempre nel nostro Paese si inizia “sempre da capo” e nessuno può essere chiamato in causa per le sue responsabilità. L’altro dato è di opportunità, da un neo assessore ci saremmo aspettati una strategia di conoscenza delle risorse del territorio ed anche delle associazioni ambientaliste, più completa e precisa e invece, ci risulta, che il neo assessore abbia incontrato e concordato “il da farsi” solo con un comitato presente in città e non con la vera rappresentatività della popolazione Per quanto riguarda la relazione del Dott. Donato Greco (commissario di governo ed esperto sanitario) nei giorni scorsi, il nostro movimento ha inteso applaudire le parole del ricercatore su i mali della Campania, riepilogati nelle tre “I” cioè Ignoranza, Incompetenza, Illegalità, per sottolineare che tale indicazione è proprio calzante se si guarda le scelte amministrative ed anche le cariche affidate su tali scottanti problemi solo per nomina politica e non per studi e meriti nel settore. Il prof.re Greco ha inteso ridimensionare molti dati conosciuti sull’inquinamento e l’emergenza ambientale, da parte nostra, visto che non era a lui che potevamo chiedere lumi sulle azioni politiche, abbiamo chiesto una certezza di tali dati che può essere fatta dal Governo solo con un pool di esperti selezionati nei vari settori capaci di produrre dati validati e certi, forniti ufficialmente. In ogni caso non ci sono parsi esaurienti i chiarimenti sulla pericolosità del nostro territorio, né quelli relativi alle strategie messe in campo dal sistema delle bonifiche e della sanità. Tuttavia, se è agli amministratori locali che bisogna chiedere dati, noi intendiamo chiedere all’ass. all’ambiente di Marcianise, quelli relativi al monitoraggio delle acque e, al di là del ciclo virtuoso della differenziata che diamo per scontato e necessario, chiediamo di sapere in che modo e con quali tempi si sta programmando la bonifica delle terre di Marcianise, Noi come FARE AMBIENTE abbiamo costituito i laboratori verdi, con tanti giovani di buona volontà per studiare e diffondere con serietà in un’ottica di FARE e non solo di proteste e parole, la sensibilità alla cura dell’ambiente”.
 
Francesco Della Corte - Coordinatore Regionale Campania
Ufficio Stampa
Mercoledì 27 Febbraio 2008 00:00
Fare Ambiente:
Caserta – “Spero che il nuovo anno sia decisivo per la crescita del nostro movimento, che fortunatamente già copre 16 regioni e che quindi il realismo prenda il posto del fondamentalismo ambientale che si annida in molti altre associazioni e movimenti ambientali, ma soprattutto che gli amministratori campani capiscano che questa situazione di perenne emergenza non porta a nessuna soluzione se non si costruiscono, in tempi brevi, gli impianti per il ciclo dei rifiuti, quindi capiscano, una volta per tutte, che bisogna realmente fare qualcosa per l’ambiente, che come viene definito dai Masai, popolo, da noi occidentali, considerato indigeno, non è un’eredità dei nostri padri ma un lascito per i nostri figli”. A parlare è Francesco Della Corte, presidente del neo costituito Movimento Ecologista Europeo “Fare Ambiente” che in un momento molto delicato per la nostra regione vuole tentare di scuotere le coscienze : “L’ ambientalismo tradizionale e i movimenti verdi – esordisce subito Della Corte - sono i grandi assenti di questa tragedia nazionale che colpisce non solo Napoli e la Campania ma i valori del vivere civile. Fare Ambiente ha chiesto ai deputati e senatori iscritti al movimento di formalizzare la proposta di commissione d’ inchiesta sui rifiuti in Campania”. Il poco più che trentenne presidente di “Fare Ambiente” Campania, Francesco Della Corte, risiede in provincia di Caserta e già da tempo si occupa di problematiche ambientali essendo specializzato in Diritto e Gestione dell’Ambiente e dottore di Ricerca in Diritto dell’Ambiente europeo e comparato presso la II Università di Napoli, e da giugno scorso ha voluto concretizzare assieme al Prof. Pepe, suo maestro, “un’idea che mi aveva “contaminato” , cioè quella di dimostrare in modo concreto e tangibile che vi è un modo di fare ambiente aldilà di logiche fondamentaliste e preclusive ad un serio sviluppo socio-economico che tenga conto anche della tutela dell’ambiente, così è nato il movimento Fare Ambiente-Movimento Ecologista Europeo , di cui sono anche socio Fondatore”.
L’idea portante di questo movimento sono “La concretezza ed il realismo, parametri – spiega ancora l’avvocato Della Corte - da cui sono lontani anni luce gli attuali movimenti ambientalisti, che professano aprioristicamente solo ed esclusivamente la politica del “non fare” , senza neanche motivare il perché delle loro scelte, dandole in modo dogmatico per scontate. Noi diciamo ad alta voce basta al non fare, anzi per tutelare in modo concreto e dinamico l’ambiente, e quando dico ambiente non mi limito alla flora ed alla fauna ma a tutto ciò che ci circonda, per esempio anche questa stanza in cui procediamo all’intervista è da intendere come ambiente, basta alle inerzie ed alle soccombente che non fanno altro che danneggiare e peggiorare l’attuale crisi ambientale in cui versa il nostro paese”.
“Proprio per questo motivo – aggiunge ancora Della Corte - in modo provocatorio lo scorso novembre abbiamo indetto una petizione a favore del nucleare, ed inaspettatamente abbiamo ricevuto la solidarietà di molti big dello scenario politico nazionale, i quali ci hanno esortato a continuare con veemenza le nostre battaglie in campo ambientale, affinché tutti sappiano anche che l’80% dell’energia utilizzata dalla nostra nazione è energia acquistata, perlopiù, dai paesi d’oltralpe che producono principalmente energia nucleare, questo sinceramente è un palese e direi ridicolo “non senso!”. Dicevo prima in modo provocatorio, nel senso che, per essere coerenti, chiediamo che vengano fatti da esperti maggiori studi e ricerche in campo nucleare, visto che molti stati, da noi considerati paesi poveri ed arretrati si stanno impegnando nella ricerca sul nucleare di quarta generazione, che a detta degli esperti è sicuro, pulito ma soprattutto meno inquinante di qualsiasi altro impianto di produzione energetica”. Ma il “Fare Ambiente” nasce soprattutto per dare un contributo forte alla risoluzione del drammatico disastro rifiuti che attanaglia la nostra regione ormai da anni. “Credo – evidenzia Della Corte - che una soluzione possa trovarsi solo con la costruzione di impianti, infatti tutti i comuni o i consorzi di comuni debbono realizzare piccoli e medi impianti necessari per il ciclo integrato dei propri rifiuti. E’sicuramente importante procedere alla raccolta differenziata ma tutti devono sapere che la sola non può essere indicata come unica soluzione del problema, essa serve a mitigare i costi dello smaltimento ed al recupero del rifiuto riutilizzabile con consequenziale risparmio delle risorse naturali”.
“In sintesi – conclude il presidente Della Corte - ritengo opportuno una continua sinergia tra esperti in campo ambientale e mass-media, infatti i primi devono suggerire, in base ai recenti studi, quale sia l’impianto con meno impatto ambientale per il cittadino, in base alla migliore tecnologia disponibile, ed i secondi devono impegnarsi affinché tutti i cittadini siano informati, senza alcuna demagogia, sulla situazione ambientale attuale, affinchè nasca in tutti loro una coscienza ambientale, che permetta il concreto rispetto per tutto ciò che ci circonda, e forse solo così potremo tornare a chiamare la nostra terra Campania Felix, suo nome di battesimo”.
 



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