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Ritorno al nucleare e alle fonti rinnovabili
Fondo
Mercoledì 02 Luglio 2008 00:00
Nessuno scenario apocalittico pensando alle centrali nucleari, in un’Italia che dovrebbe creare un mix energetico che consenta al Paese nel medio periodo di arrivare al 25 per cento di rinnovabili e ad un altro 25 per cento di nucleare, lasciando solo il restante 50 per cento ai combustibili fossili. Sono questi due dei passaggi fondamentali, insieme al progetto di modificare il codice ammbiente per riportarlo nell’alveo europeo, del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, nel corso della sua audizione di fronte alla commissione Ambiente alla Camera. Durante il suo discorso, Stefania Prestigiacomo ha invitato all’onestà intellettuale circa la creazione di centrali nucleari, portando in commissione l’esempio di nazioni come Germania, Francia e Inghilterra, che riescono a coniugare le esigenze ambientali con quelle relative alla creazione di fonti energetiche alternative, che creerebbero anche nuovi posti di lavoro. Ma accanto al nucleare, la Prestigiacomo ha richiamato l’attenzione anche sulle fonti rinnovabili, che rimangono troppo spesso relegate a comparto di nicchia, ma sui quali si può iniziare a scommettere.

E proprio le fonti rinnovabili potrebbero essere un nuovo motivo di slancio per il Mezzogiorno, grazie al ruolo di promozione delle politiche industriali nelle aree meridionali, svolto dalla Banca del Sud. Il ministero dell’Ambiente, quindi, deve diventare il laboratorio di un nuovo patto fra governo nazionale, istituzioni locali e cittadini. “Stiamo sforando di oltre il 18 per cento gli impegni di Kyoto non è assumere una posizione politca, ma soltanto marcare il punto di partenza del nostro lavoro”, ha detto il ministro. Nell’audizione della Prestigiacomo c’è posto anche per il sistema parchi, che troppo spesso si trova a fare i conti con la scarsità di finanziamenti. Questo vorrà dire attuare sistemi di semplificazione valorizzando e razionalizzando il sistema dei controlli al fine di assicurare tutela all’ambiente. “Si tratta di eliminare le duplicazioni, semplificare le procedure e ridurre le moltiplicazioni dei livelli amministrativi con la finalità primaria di coniugare le esigenze della necessaria salvaguardia ambientale con quelle dello sviluppo sostenibile”, ha detto infine il ministro dell’Ambiente chiudendo la propria audizione parlando del ruolo dell’Europa nella questiona ambientale.

Afra Fanizzi - da L'Opinione ed 135 del 2 luglio 2008
 
Una nuova strada per la politica energetica
Primo Piano
Mercoledì 02 Luglio 2008 00:00
"Accogliamo con viva soddisfazione le parole del Ministro Prestigiacomo sulla nuova strada che il Paese si appresta ad intraprendere in materia di politica energetica, superando gli attuali insostenibili sbilanciamenti nel sistema italiano di produzione dell'energia". Questo il primo commento di Vincenzo Pepe, Presidente di FARE AMBIENTE, alle parole pronunciate dal Ministro dell'Ambiente in Commissione Ambiente alla Camera.

Nel medio periodo, puntare a coprire il 25% del fabbisogno energetico con le fonti rinnovabili significa tentare un riequilibrio di un mix energetico quasi totalmente fondato su fonti fossili, oggi praticamente insostenibile. Inoltre, al fine di eliminare i maggiori freni che hanno sinora bloccato la diffusione delle fonti rinnovabili, il Governo punta ad "eliminare le duplicazioni, semplificare le procedure e ridurre le moltiplicazioni dei livelli amministrativi con la finalità primaria di coniugare le esigenze della necessaria salvaguardia ambientale con quelle dello sviluppo sostenibile”, proprio come da tempo auspicato dal Movimento Ecologista Europeo Fare Ambiente.
 
Gli incendi boschivi: crimini contro l'umanità
Utime Notizie
Venerdì 27 Giugno 2008 00:00
Milano:
Al fine di individuare misure più efficaci per arginare un fenomeno sempre più allarmante, venerdì
27 giugno esperti, accademici, associazioni, partecipano ad un Convegno, promosso da Federlombarda Edilizia, Assoedilizia e Instat con la Regione Lombardia.
Il convegno, aperto al pubblico, si terrà in via Meravigli, 3 a Milano, presso la sede dell'Assoedilizia.

Paereciperanno: Paolo BACCOLO, Direttore generale della Protezione Civile
della Regione Lombardia - Achille COLOMBO CLERICI, Presidente di
Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia - Nicola ASSINI, Ordinario
nell'Università di Firenze - Leonardo CORBO, Presidente Ispro e già
Direttore della protezione Civile - Vincenzo PEPE, Presidente di
Fareambiente e Ordinario nella Seconda Università di Napoli - Giovanni
BOVIO, Ordinario nell'Università di Torino - Marco LOMBARDI, Docente
nell'Università Cattolica di Milano - Alessandro LENZI, Penalista del Foro
di Livorno - Fabio VALSECCHI, Responsabile della Protezione Civile di Lecco
- Franco GUAZZONE, Collaboratore de Il Sole 24 Ore - Umberto BERTELE',
Presidente della School of management Politecnico di Milano - Giampio
BRACCHI, Presidente della Fondazione Politecnico di Milano - Ugo DOZZIO
CAGNONI, Presidente della Federazione Italiana della Proprietà Fondiaria -
Gianfranco GAFFURI, Ordinario nell'Università Statale di Milano - Fiorenzo
MANCINI, Presidente dell'Accademia Italiana delle Scienze Forestali e Vice
Presidente dell'Accademia dei Georgofili - Giuseppe VISCONTI, Presidente di
Friends of the Countryside-Meta. I lavori sono coordinati da Bruna VANOLI
GABARDI, Esperta urbanistica di Assoedilizia e da Saverio FOSSATI,
Giornalista de Il Sole 24 Ore.
 
Salviamo i parchi: nessuna rinuncia senza una valida alternativa
Primo Piano
Giovedì 19 Giugno 2008 00:00
Vincenzo Pepe, Presidente di FAREAMBIENTE, si pone a difesa dei parchi a rischio di estinzione.

La manovra annunciata dal Ministro Giulio Tremonti ed approvata in Consiglio dei Ministri prevede la cancellazione degli enti pubblici non economici. Questo è bene, ma non può mettere a repentaglio le istituzioni che sono poste a salvaguardia degli interessi ambientali. Al contrario, invece, la difesa dell’ambiente è un valore meritevole di espressa tutela costituzionale.

Pur considerando che il proliferare delle aree protette è un rischio per la tutela della biodiversità perché porta alla omologazione del territorio, noi di Fareambiente riteniamo che alcuni Parchi debbano essere sicuramente meglio organizzati e diversamente gestiti, ma non possiamo rinunciare alle istituzioni preposte alla protezione dell’ambiente senza una valida alternativa.
 
FareAmbiente: investitura ufficiale per le cariche istituzionali
Primo Piano
Giovedì 19 Giugno 2008 00:00
Mercoledì 18 giugno l’assemblea degli iscritti di FAREAMBIENTE ha confermato Vincenzo Pepe nella carica di Presidente del movimento.

Vice Presidenti: Romeo La Pietra e Fausto Giuseppe Milillo.

Sono stati eletti componenti del Consiglio Esecutivo:
Ferdinando Casciaro, Francesco Della Corte, Alfonso Maria Fimiani, Angelo Grillo, Mauro Milillo, Guelfo Tagliavini.

A far parte del Collegio dei Probiviri sono stati chiamati: Nicola Assini, Antonio Iaconetti, Donatella Carboni, Daniele Filizola, Michele Sartoris.

Vincenzo Pepe ha espresso un vivo ringraziamento per la fiducia accordatagli ed ha esortato tutti i coordinatori e gli associati a far sentire sempre più viva la loro presenza sul territorio.
 
Fareambiente: sì al nucleare, ma il 20-20-20 sulle rinnovabili non si tocca
Primo Piano
Mercoledì 18 Giugno 2008 00:00
Vincenzo Pepe, Presidente di FAREAMBIENTE, nell'esecutivo di oggi ha chiesto un concreto impegno del Governo sulla politica ambientale a 360 gradi.

“L'educazione ambientale deve diventare materia di studio obbligatoria nelle scuole, sin dal prossimo mese di settembre, cosa che FAREAMBIENTE richiederà formalmente ai Ministri competenti e al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”.

“Sì al nucleare di quarta generazione, ma a condizione che l'Italia si impegni a diversificare le fonti energetiche attraverso la realizzazione degli impegni assunti in sede comunitaria sulle fonti rinnovabili. Il 20-20-20 non si tocca”.
 
Coordinamento Nazionale FareAmbiente
Utime Notizie
Mercoledì 18 Giugno 2008 00:00
Roma:
Il Coordinamento Nazionale di Fare Ambiente – Movimento Ecologista Europeo è convocato per Mercoledì 18 giugno p.v., ore 11:00.
L'incontro avrà luogo presso la sede dell'Opinione, in Via del Corso 117, Roma.

Programma dei lavori:
Introduzione del Presidente di Fare Ambiente, Prof. Vincenzo Pepe
Nomina del Direttivo Nazionale
Nomina dei Probiviri
Programma 2008-2009
 
L'Italia tra gli sceicchi del vento
Fondo
Martedì 17 Giugno 2008 00:00
Il mercato italiano dell’eolico comincia a decollare, sebbene in valori assoluti rimanga ben distante da quello di Germania, Spagna e Danimarca. La potenza installata nell’Europa a 27 ha avuto un sensibile aumento nel 2007, passando da 7.619 a 8.554 Mw installati nel periodo si riferimento. Nel corso del 2007 nel nostro Paese sono stati installati 603 Mw contro i 471 del 2006 e i 405 Mw dell’anno precedente, un incremento notevole ma non tale da far prevedere che l’Italia possa raggiungere in breve i livelli di produzione dei leader europei. La lenta strutturazione del mercato interno è dovuta a diversi fattori concorrenti: dai farraginosi iter autorizzativi regionale ai problemi infrastrutturali di parte della rete elettrica nazionale. Inoltre, sebbene la Direttiva 2001/77/Ec per la promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili sia stata anche prontamente recepita con il Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, la mancanza di “Linee guida nazionali” che facciano da riferimento causa agli investitori non pochi problemi, i quali sovente divengono incertezze che si traducono in libere interpretazioni di principi che invece dovrebbero ormai essere acquisiti.

Le differenze negli iter autorizzativi previsti dalle Regioni sono solo apparentemente inspiegabili, troppe volte la mancanza di una strategia nazionale e di una corretta informazione induce in errore il legislatore locale, dimentico di affidare un settore così importante e delicato a tecnici qualificati o forse troppo preoccupato di gestire presunte criticità quali i pericoli per l’avifauna o l’inquinamento acustico. Assodato che per la mortalità dei volatili sono molto più pericolose le normalissime finestre di ogni edificio e che il problema acustico, rispettati i limiti di legge, è praticamente inesistente, problemi di gran lunga maggiori sorgono per la superficialità con la quale in genere si tratta l’aspetto più delicato dell’impatto ambientale legato all’eolico: il paesaggio. Eppure, anche in questo caso, una corretta composizione di ogni interesse in gioco è facilmente possibile: sostenibilità significa razionale utilizzo delle risorse energetiche ma anche immaterialità, ovvero tutela dei beni paesaggistici, la quale deve però essere calata in una visione non fondamentalista della conservazione della natura.

Ciò significa tutela ma anche riconoscimento della funzione sociale dell’ambiente e conseguente possibilità di una sostenibile antropizzazione del territorio. In prospettiva, superare incertezze normative ed interpretative e, per quanto possibile, puntare all’uniformità degli iter potrebbe eliminare la pletora di improvvisati imprenditori e di progettisti con pochi scrupoli e meno conoscenze che inutilmente affollano di richieste gli uffici competenti. Probabilmente, questo agevolerebbe il mercato delle rinnovabili in misura addirittura maggiore dell’attuale regime di incentivazione dell’energia prodotta da fonti pulite, più alto in Italia che non in altri Paesi europei. D’altronde, l’indirizzo dell’UE è chiaro: entro il 2020 il 20% del consumo energetico totale dovrà utilizzare energia prodotta da fonti rinnovabili.

di Eustachio Voza
 
Fare Ambiente: un nuovo modo di fare - guarda il video
Primo Piano
Lunedì 16 Giugno 2008 00:00
In occasione del convegno dal titolo “L’ambiente naturale in Sardegna: un nuovo modo di fare”, organizzato dal Coordinamento regionale di Fare Ambiente e tenutosi sabato scorso ad Alghero (SS), il Prof. Vincenzo Pepe, Presidente di Fare Ambiente - Movimento Ecologista Europeo, ha fatto il punto sulla straordinaria affermazione delle idee di cui è stato ispiratore, che vedono finalmente protagonista indiscusso un più maturo ambientalismo.
"Il Movimento Ecologista Europeo Fare Ambiente è ormai una realtà solida e diffusa, che nasce dal concepire l’ambiente, dal latino ambitus, come tutto ciò che ci circonda: l’insieme degli elementi fisici, chimici, biologici e sociali che devono rimanere in equilibrio tra loro per non alterare l’ecosistema. A questa definizione dobbiamo saper affiancare una decisa politica del fare, che superi definitivamente quella inconcludente del “no” aprioristico del fondamentalismo ambientalista. Il coordinamento regionale della Sardegna ha organizzato un interessante e molto ben riuscito incontro-dibattito sull’ambiente naturale e “un nuovo modo di fare”, che ha mostrato come le posizioni dell’ambientalismo maturo di Fare Ambiente siano quelle su cui l’Europa può realmente costruire una vera tutela dell’ambiente. Una maggiore attenzione ai temi a noi più cari, una sorta di “nuova sensibilità”, si riscontra sempre più spesso anche nei rappresentanti delle istituzioni locali: proprio ad Alghero molti sindaci e amministratori locali hanno aderito al nostro Movimento.
Il Coordinamento nazionale del 18 giugno servirà per fare il punto sulla nostra rapida crescita e sarà anche l’occasione giusta per formalizzare tutte le novità che renderanno ancor più efficiente la nostra struttura, dalla nomina del direttivo nazionale a quella di tre vicepresidenti, che saranno in grado di seguire più da vicino le decine di migliaia di associati oltre che le attività del Movimento, rispettivamente dal Nord al Sud della Penisola."

http://www.alghero.tv/video.asp?id=1313
 
L’ambiente naturale in Sardegna: un nuovo modo di fare
Utime Notizie
Sabato 14 Giugno 2008 00:00
Alghero:
Giornata di dibattito e confronto sul tema:
L’ambiente naturale in Sardegna: un nuovo modo di fare
Sabato 14 giugno 2008, ore 15:30
Sala Convegni “Salon de la Reina” Hotel Carlos V, Lungomare Valencia
Alghero

La giornata di confronto è promossa dal movimento associazionistico Fare Ambiente che, negli ultimi anni, ha impresso una nuova forma di concepire il rapporto con l’ambiente naturale. Non più una semplice osservazione speculativa e conservativa nella speranza che il bello del naturale possa essere fonte di reddito, non più la semplice considerazione che il bello del naturale debba essere solo conservato e non fruito, ma un nuovo modo di concepire l’ambiente quale patrimonio dinamico con la finalità di preservare l’ambiente naturale nel contesto della centralità dell’uomo e del suo benessere fisico. Fare Ambiente vuole dare voce a tutti coloro che intendono tutelare l’ambiente e la qualità della vita attraverso uno sviluppo equo e razionale, contro ogni fondamentalismo ambientale. Soprattutto in seguito alle vicende a carattere nazionale che hanno riportato in auge il bisogno e l’assoluta necessità di un impegno collettivo e solidale, da parte dei singoli cittadini e da parte di tutti gli Enti preposti alla gestione del territorio, si sente il bisogno di esaltare un senso civico comune a difesa del bene naturale: il senso dello Stato che oggi è andato perdendosi in mille ostacoli e difficoltà nate dall’egoismo dei singoli.
La giornata di dibattito vuole mostrare la linea che si sta tracciando nell’Europa intera da parte dell’Associazione Fare Ambiente che nel campo dello sviluppo sostenibile, dello smaltimento dei rifiuti, dell’uso delle fonti energetiche rinnovabili, dell’energia nucleare e del controllo dell’ambiente esprime una sua precisa posizione.
Al fine di offrire esempi del “fare” si è ritenuto opportuno invitare alcuni relatori per mostrare interventi concreti nella tutela e nella valorizzazione dell’ambiente naturale; gli illustri relatori che operano nel campo dell’ambiente e della sua valorizzazione provengono da settori differenti, da realtà diverse, ma uniti dall’idea che solo il “fare” potrà realmente costruire la vera tutela dell’ambiente.
I relatori chiamati a descrivere le loro esperienze e le loro proposte sono:
Dott. Gianfranco Russino, Direttore dell’Area Marina di Capo Caccia – Isola Piana, che offrirà uno spaccato della realtà di un territorio raro in rapporto ad un elevato impatto turistico. Seguirà l’intervento dell’Ing. Fabrizio Benincasa, Dirigente di Ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR – IBIMET), che relazionerà sui sistemi di monitoraggio strumentale per la gestione e il controllo dell’ambiente con apparecchiature elaborate su singole tematiche.
Chiuderanno gli interventi altri autorevoli ospiti come il Prof. Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale di Fare Ambiente e la Prof.ssa Donatella Carboni, Presidente regionale di Fare Ambiente Sardegna.
L’incontro sarà arricchito anche dagli interventi dell’On. Dott. Piero Tamponi, Presidente Sezione Cave della Confindustria Sardegna e dal Sindaco della città di Castelsardo, il Dott. Franco Cuccureddu attualmente Presidente della Rete dei Porti della Sardegna. I lavori della giornata saranno aperti dalle Autorità, in particolare aprirà la giornata di lavori il Sindaco di Alghero, l’Avv. Marco Tedde. I lavori avranno come moderatore il Prof. Sergio Ginesu, Professore di Geomorfologia dell’Università degli Studi di Sassari.

Per informazioni contattare
Segreteria organizzativa: Dott. Matteo De Vincenzi +393387620008
 



Biografia del Presidente

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