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"10 minuti di...": la Fondazione G.B. Vico su RAI UNO
Utime Notizie
Venerdì 23 Maggio 2008 00:00
Roma:
Alle ORE 10.40 Su RAI UNO (a cura della testata giornalistica dei servizi parlamentari - TSP) verrà trasmesso un servizio televisivo dal titolo "10 minuti di...". Dedicato alla Fondazione Giambattista Vico.
 
Nucleare: prima pietra entro la legislatura
Primo Piano
Giovedì 22 Maggio 2008 00:00
ANSA - "Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro Paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione". Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, intervenendo all'assemblea di Confindustria. "Non è più eludibile un piano di azione per il ritorno al nucleare", ha aggiunto ricordando che si tratta di un "solenne impegno assunto da Berlusconi, con la fiducia, che onoreremo con convinzione e determinazione".

"Solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente", ha spiegato il ministro - applaudito dalla platea - ribadendo la necessità di "ricostruire competenze e istituzioni di presidio, formando la necessaria filiera imprenditoriale e tecnica e prevedendo soluzioni credibili per i rifiuti radioattivi". Parlando più in generale di energia, Scajola ha ricordato che "l'obiettivo della crescita non può essere conseguito senza affrontare con estrema risolutezza e senso di responsabilità" la questione, anche alla luce della "particolare vulnerabilità dell'Italia".

Il Paese ha bisogno di energia "a costi competitivi, in quantità adeguate e in condizioni certe: la bolletta energetica pesa per 60 miliardi di euro e rende negativa la nostra bilancia commerciale". Il ministro ha spiegato che "bisogna agire con forza lungo tre direttrici: diversificazione, infrastrutture e internazionalizzazione". Per raggiungere gli obiettivi e "rilanciare gli investimenti semplificheremo gli iter autorizzativi, promuoveremo il dialogo con il territorio, premiando con incentivi e iniziative di sviluppo le popolazioni interessate ai nuovi insediamenti".

E in questa azione, sarà consentita anche la possibilità di "estendere l'uso dei termovalorizzatori per la produzione di energia, ottimizzando il ciclo dei rifiuti". "Ereditiamo inefficienze e ritardi, accumulati negli ultimi 20 anni dall'ultimo piano energetico nazionale: è ora di voltare pagina", ha proseguito annunciando una "strategia energetica nazionale" che "sarà sottoposta a pubblica consultazione e dibattito attraverso una Conferenza nazionale per l'energia e l'ambiente".
 
Difendere le coste spezzine è Fare Ambiente
Fondo
Mercoledì 21 Maggio 2008 00:00
di Mauro Langfelder
(Coordinatore Regionale Lombardia).
Tutte le autostrade che scendono da Milano arrivano prima o poi al mare. Ed i lombardi che le percorrono tendono a soddisfare la propria ansia di mare. Verso Genova o Venezia, verso la Versilia, cioè Pisa via Parma, verso Napoli cioè pensando anche ad Amalfi, per guardare a tutte la quattro Repubbliche Marinare della nostra storia, la considerano una meta assai ambita.
E non sono pochi quelli che, lasciata la A1 prima di Parma, percorrono la Cisa, escono a Sarzana per arrivare finalmente a mirare il mare della punta di Porto Venere e le isole antistanti: Palmaria, Tino, Tinetto. Ora sono molto preoccupati.
Pensano che nell’ultima riunione fondante di Fare Ambiente a Roma, si è deciso di animarsi per la difesa delle coste; ed ora un po’ si rassicurano e si impegnano.
Gli amanti della natura, oltre agli ecologisti di Fare Ambiente, ma anche tutti i cittadini benpensanti hanno temuto con indignazione, guardando i porta-container in attesa di entrare nel Golfo dei Poeti e verso il porto di La Spezia, che qualcuno profittando dell’oscurità lavasse le coperte delle navi. I bagnanti trovavano tracce. I residenti mormoravano. Ma ora la vela di Fare Ambiente potrebbe essere il simbolo dell’agire concreto.
La notizia dell’impianto rigassificatore, che porta un fluido ad essere gas, della SNAM, inquieta i cultori della natura. La storia è lunga già quasi 150 anni, risalendo al 1870, quando la Marina Militare insediò una modesta polveriera nella Baia di Panigaglia, fra la città portuale ed il promontorio. E dobbiamo ad Anna Bignardi, coordinatrice di Fare Ambiente della nuova Provincia di Lecco, alcune delle informazioni che qui riproponiamo.
In sintesi, il 19 giugno 2007 è stato presentato un progetto di ammodernamento della società che gestisce l’impianto della baia di Panigaglia, in Comune di Porto Venere, che prevede un ampliamento dei serbatoi da 100.000 a 240.000 mc, l’allungamento del pontile di 50 metri ed il dragaggio di parte del golfo antistante.
Ora il ligure Cantiere dell’Urbanistica Partecipata, che qui viene presentato perché abbia tutto il nostro incoraggiamento, si è fatto interprete del malcontento popolare ed ha inviato sin dal luglio del 2007 un documento motivato di parere contrario all’esecuzione dell’opera con motivi scientificamente fondati e paesaggisticamente tutelanti.
Pur essendo fuori dalla nostra competenza territoriale, non possiamo non unire la nostra voce, come movimento europeo, e segnalare da queste colonne, tendenti a tutelare le comunità ordinate, che hanno l’obiettivo della conservazione oculata del patrimonio, una prima informativa, confidando nel successo dell’iniziativa.
Alla popolazione residente o villeggiante, ai turisti ed ai visitatori non piace vedere le navi gasiere, altrimenti note come tank (a membrana o cosiddette sferiche, orribili alla vista), puntare in pochi anni al raddoppio della flotta mondiale di oltre 200 navi ed al loro carico di rischi ecologici.
La storia degli incidenti dovrebbe rimanere ad allertare. Ed ancor meno i rigassificatori delle più varie nature, che certamente non favoriscono lo sviluppo turistico dell’Italia, e sono la causa prima che fa guardare alle energie alternative, soprattutto nei luoghi che hanno fatto la storia della cultura e della civiltà e sono le testimonianze autentiche della bellezza della natura.
Pensiamo di interessare anche il mondo delle organizzazioni internazionali con il nostro impegno. Il consorzio Orchestra attento a tutti i problemi dei rischi ambientali. Ma anche l’Open Geospatial Consortium, o OGC (ed il suo OGCE europeo), con i suoi partecipanti autorevoli di Ispra, dove fu la sede dell’Euratom, o presso la FAO a Roma, potrebbero esprimersi. Forse sarebbe il caso di ribadire quali coste sono patrimonio dell’Umanità, per affermare che accanto alle pregiate opere dell’uomo, ci sono quelle della Natura che l’uomo ha saputo, anche imperfettamente, conservare, e che dovrà consegnare alle generazioni future, quale restituzione di un prestito avuto dalle generazioni precedenti.
 
Auguri al nuovo Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio Stefania Prestigiacomo
Primo Piano
Mercoledì 21 Maggio 2008 00:00
In Via Cristoforo Colombo si volta pagina. Il nuovo Ministro dell’Ambiente del quarto governo Berlusconi si è insediato ed ha esternato i primi messaggi positivi.
Per la prima volta all’Ambiente va un Ministro donna. Stefania Prestigiacomo, che è nata a Siracusa il 16 dicembre 1966, vanta una brillante carriera, infatti a 23 anni era presidente dei giovani imprenditori della sua città ed a 27 è stata eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati.
Già Ministro delle Pari opportunità nel 2001 è stata uno dei più giovani ministri della storia repubblicana italiana.
Al Ministro Prestigiacomo vanno gli auguri di buon lavoro dal Movimento Ecologista Europeo FAREAMBIENTE
 
La politica ambientale del nuovo governo
Primo Piano
Martedì 20 Maggio 2008 00:00
di Paolo Togni.

Dopo la confortevole vittoria dell’alleanza Pdl-Lega-Mpa alle ultime politiche è giunto il momento di operare per rilanciare l’economia del paese e la sua voglia di affermarsi, distrutte o quasi dal governo di centrosinistra.
Il lavoro di ricostruzione e riabilitazione dell’Italia dovrà essere impostato tenendo conto di due grandi fattori: l’innervamento del paese con la necessaria quantità/qualità di infrastrutture e un nuovo piano energetico. Queste due problematiche dovranno naturalmente essere sottoposte continuamente al vaglio dell’impatto ambientale. La questione ambientale, infatti, è il problema di questo millennio e va affrontato politicamente come quando sono in gioco la qualità della vita delle persone e l’organizzazione della società futura in genere. In passato si è spesso commesso l’errore di valutare le scelte ambientali come meramente tecniche lasciando agli ambientalisti (catastrofisti) professionisti l’esclusiva delle decisioni in materia ambientale. Questo errore ci ha portati al blocco di tutti i progetti come la Tav, il deposito di scorie nucleari a Scanzano, il ponte sullo Stretto, i termovalorizzatori, i rigassificatori, il nucleare, le centrali a carbone di nuova generazione e perfino gli impianti eolici o geotermici. Tutto questo sulla base di parole d’ordine prive di fondamento scientifico, ispirate a un catastrofismo veteromarxista e prive di qualunque significato che non sia sinistro.
Il nuovo governo non dovrà fare sconti a nessuno, cercando di riportare ordine nelle norme introdotte e di liberare l’amministrazione da quei personaggi incompetenti che ne hanno decretato il fallimento.
A questo proposito, il Ministro Pecoraro Scanio non si è limitato nelle sue malefatte a imporre decisioni demenziali e catastrofiche per l’intera società ma ha anche distrutto quel poco di organizzazione in essere al Ministero dell’ambiente, gestendolo all’insegna dell’illegalità e della prepotenza, cercando di appropriarsi le risorse disponibili: posti, incarichi, spesa corrente e investimenti.
Il prossimo governo dovrà quindi ripristinare una situazione amministrativa di legalità e di corretta e ordinata gestione e soprattutto richiamare in essere quel DLgs 152/06 che configurava una legislazione semplice, coerente, efficace e condivisa.
Sono necessari tempi brevi onde consentire all’amministrazione dell’ambiente di svolgere il suo ruolo di elemento forte nell’azione per il risanamento dell’Italia programmato dal Presidente Berlusconi. Non va certo in questo senso, per fare un esempio, l’imminente nomina di una commissione di oltre trenta membri per svolgere, a titolo oneroso, l’attività finora svolta a costo zero da due direzioni generali in riferimento alla gestione dei permessi di emissione di CO2.
Alcuni suggerimenti sul programma ambientale da attuare condivisi dalle dodici associazioni ambientaliste riunitesi nel coordinamento Ambiente & Sviluppo si possono scaricare dal sito www.vivaaa.org.
Per quanto riguarda le infrastrutture occorre operare con determinazione e velocità, sia nella fase autorizzatoria, sia nella fase attuativa, ferma restante la necessità di tutelare l’ambiente. Il ministero dell’ambiente deve tornare ad essere il luogo del “come” e non il luogo del “no” aprioristico e ideologico.
Il problema energetico è almeno altrettanto grave di quello della carenza di infrastrutture. Senza esagerare, si può affermare che in Italia manca una politica energetica da almeno vent’anni, mentre questo è un settore in cui è necessaria una programmazione che garantisca gli operatori economici dalle oscillazioni dannose delle decisioni e che dia certezze per il medio-lungo termine.
Di questa programmazione dovrà necessariamente far parte una ridefinizione razionale del mix delle fonti che ricomprenda finalmente il nucleare, insieme con le rinnovabili, il carbone e gli idrocarburi.
Infrastrutture e piano energetico saranno dunque i punti su cui si confronterà il nuovo Gabinetto Berlusconi: un lavoro difficile per risollevare l’Italia, ma realizzabile con sapienza e impegno.
 
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri presenta: "Problemi energetici e sviluppo sostenibile"
Utime Notizie
Martedì 20 Maggio 2008 00:00
Roma:
Conferenza Stampa
Hotel Nazionale - Sala Cristallo - Piazza Montecitorio, 131, ORE 11:30

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri invita il nuovo Parlamento e Governo a confrontarsi con i professionisti della categoria sulla centralità delle scelte energetiche in materia di programmazione e di sviluppo sostenibile nella pianificazione urbanistica e del territorio.
Una priorità della quale si discuterà a Lecce nei due giorni del 30 e 31 maggio p.v.

Presiede paolo Stefanelli, Presidente del CNI

Sono previsti interventi di Parlamentari di maggioranza e opposizione.
 
Circolare Segreteria Nazionale Fare Ambiente - Il 30 maggio si chiude il tesseramento 2008
Primo Piano
Venerdì 16 Maggio 2008 00:00
Cari amici,

vi comunico che il tesseramento a Fare Ambiente è da intendersi concluso entro e non oltre il 30 maggio 2008. I nominativi degli iscritti devono essere inviati entro tale data spedendo le liste alla casella di posta elettronica Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . E vi ricordo altresì che l'accredito va effettuato entro e non oltre tale data sul C/c bancario: CODICE PAESE IT - Cin Iban 33 - Cin Bban S - Abi 07066 - Cab 76520 - Conto 404705.
Solo gli iscritti potranno partecipare all'Assemblea che è prevista entro il mese di giugno 2008.
Sicuri di un vostro ulteriore sforzo onde permetterci di avviare ulteriori iniziative anche con il sostegno della nuova compagine governativa.

Roma, lì, 13/05/2008


Con affetto

Il Presidente

Prof. Avv. Vincenzo Pepe
 
Economia e Ambiente, giornata ICEF
Utime Notizie
Venerdì 16 Maggio 2008 00:00
Verona:
In occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, l’ICEF dedica la Giornata Ambiente 2008 al rapporto fra due grandi valori, il diritto di libertà economica e il diritto umano all’ambiente, che sono incorporati e bilanciati nel principio dello sviluppo sostenibile.
Nel corso della VI Sessione dei lavori, dedicata a "Economia e ambiente: il ruolo del mondo scientifico e delle nuove tecnologie", interverrà il Prof. Vincenzo Pepe, Presidete del Movimento ecologista europeo FARE AMBIENTE; conclude il Dott. Amedeo Postiglione.
 
L'ambiente come nuovo motore di sviluppo - Intervista a Vincenzo Pepe, Presidente Fare Ambiente
Fondo
Martedì 13 Maggio 2008 00:00
- All'indomani della creazione del nuovo governo da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi come giudica la compagine governativa?

A nome di Fare Ambiente – Movimento Ecologista Europeo e a titolo personale faccio i migliori auguri al governo che si è appena insediato. Tutti noi ci aspettiamo molto da un governo che ha un forte sostegno popolare e parlamentare: l'Italia ha bisogno di riforme e di rilanciare un modello di sviluppo sostenibile. Ci auguriamo che questo governo ponga le tematiche ambientali al primo posto della sua agenda politica, ritenendo le questioni ambientali non residuali rispetto agli altri problemi, ma il problema centrale dello sviluppo e del nostro essere in Europa. In modo particolare siamo soddisfatti della nomina a ministro di Sandro Bondi a cui Fare Ambiente è sempre stato legato. Oserei dire che proprio grazie a Sandro Bondi e insieme con lui è nato il movimento.

- E' soddisfatto delle scelte fatte dal Cavaliere all'Ambiente e ai Beni Culturali?

Sono molto contento e approfitto dell'occasione per fare ad entrambe i migliori auguri di buon lavoro. Sono, poi, particolarmente soddisfatto per la scelta di Sandro Bondi al Ministero dei Beni Culturali, perchè Fare Ambiente è nato proprio grazie alla spinta di Bondi e dell'On. Nicola Cosentino, oggi Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, al Hotel Vesuvio di Napoli nel corso di un incontro. Furono loro a incitarmi a fondare un movimento ecologista che mirasse ad un ambientalismo maturo di tipo europeo. I fatti ci hanno dato ragione per diversi motivi...

- Che cosa si aspetta dai nuovi ministri?

Mi aspetto che abbiano, fin dall'inizio, la capacità di porre i beni culturali e le tematiche ambientali al centro del dibattito politico nazionale ed europeo. Solo attraverso una politica realista sull'ambiente si può fare sviluppo: si possono realizzare le infrastrutture, si possono migliorare i trasporti, si può fare sanità; non esiste una materia che non abbia a che fare con l'ambiente!... A tal proposito ci siamo messi a disposizione dei ministri per concorrere alla creazione di questa nuova sensibilità nel nostro Paese. Senza tale profonda sensibilità non si potrà sperare di risolvere nessun tipo di problema.

- Come sostiene il professore Francesco Sisinni l'aspetto dei beni culturali è strettamente connesso alla tutela dell'ambiente e del paesaggio. Ritiene che i due nuovi ministri Bondi e Prestigiacomo debbano promuovere un tavolo di programmazione comune dei loro ministeri per dare un segnale forte verso una visione sostenibile e durevole del patrimonio Italia?

Ambiente, beni culturali e paesaggio sono inscindibili. Per questo motivo proporremo sia al ministro Prestigiacomo, sia al ministro Bondi, di porre in essere in Italia - così come ha fatto Nicolas Sarkozy in Francia – la “Grenelle de Environment”, un tavolo di concertazione. Invieremo il nostro “Patto per l'Ambiente”, chiedendo di sottoscriverlo e abbiamo già chiesto un incontro con i ministri dell'Ambiente e dei Beni Culturali, per cercare di concorrere nella soluzione dei gravi e tanti problemi che attanagliano il Paese sia sulle problematiche ambientali, che sulle problematiche paesaggistiche e culturali. Auspichiamo che i due ministri aiutino Fare Ambiente al fine di far crescere una cultura diffusa ambientalista, che è alla base della risoluzione dei problemi della nostra società. I rifiuti, l'approviggionamento energetico, l'acqua, la tutela delle aree protette, la conservazione della natura, la salvaguardia delle biodiversità, il rischio idro-geologico, la tutela del suolo sono problemi che non saranno mai risolti senza la cultura diffusa di ambiente: cultura diffusa di ambiente significa: lo stile di vita che ognuno di noi in forma singola e associata deve avere. Questo mutamento si può realizzare solo attraverso la consapevolezza che l'ambiente è il problema dei problemi.

- Che ruolo vuole avere Fare Ambiente nell'alveo dei movimenti e delle associazioni ambientaliste alla luce della nascita del nuovo Governo Berlusconi?

Fare Ambiente già agli albori – qualche anno fa – è nato denunciando l'anacronismo dei movimenti ambientalisti tradizionali: questi ultimi, infatti, non mirano ad un ambientalismo maturo di tipo europeo e, quindi, non sono più capaci o non lo sono stati mai, di risolvere e sbrogliare il nodo di Gordio. Non utilizzano un metodo realistico, concreto e conservano in loro un vizio ideologico di fondo intrinseco. Il nuovo governo deve far crescere i nuovi movimenti ecologisti, perchè la visione di questi movimenti è una visione matura: non si tratta dell'ambientalismo del “no” apriori o del “si” apriori, stiamo parlando – invece – di quell'ambientalismo che guarda con realismo al bilanciamento dei valori.

- Oggi come non mai abbiamo bisogno di processi di policy efficaci per quanto riguarda i problemi legati all'ambiente: qual è la ricetta che Fare Ambiente propone per il risanamento della macchina amministrativa?

La massima partecipazione ai processi che riguardano interessi ambientali. In Francia, ad esempio, prima di scegliere un qualsiasi posto per l'ubicazione di una centrale nucleare (eppure la Francia ha sul nucleare una posizione molto spinta) o qualsiasi altro tipo di impianto che possa avere un minimo di impatto ambientale, le istituzioni danno vita ad un processo dal basso di compartecipazione e di condivisione delle scelte. Si mette, dunque, in atto un processo di responsabilizzazione della cittadinanza. In Italia questo processo ancora non esiste: spesso le decisioni vengono calate dall'alto e la gente non le condivide. D'altra parte i comitati, le associazioni, i gruppi di pressione che nascono per affrontare una questione spinosa devono dimostrare una maturità di fondo: nel senso che non devono lasciarsi prendere dalle emozioni, da deliri ideologici, questo è totalmente sbagliato, perchè si esce dal recinto della polity, per dirla con Charles Tilly, per avventurarsi nel campo dell'illegalità, passando dalla ragione al torto. Devono essere, invece, “acteurs sociales”, come sosterrebbe Alain Touraine, devono agire non essere agiti, ma agire sapendo, con coscienza e coscienziosità, agire attraverso logiche “bottom-up” innestando processi virtuosi di globalizzazione dal basso. Legarsi al proprio orticello, quel fenomeno che gli studiosi di movimenti sociali chiamano “N.I.M.B.Y.” (Not In My Back Yard – Non nel mio giardino) non è un atteggiamento che promuove lo sviluppo sostenibile, è invece un voler rimanere indietro: basti pensare alla T.A.V., al Mose, etc... Anche sull'energia nucleare, come ambientalisti, abbiamo una posizione molto forte, molto diversa dagli altri: vogliamo il massimo controllo in queste scelte, ma non possiamo dire aprioristicamente “no” a scelte che l'Europa impone. Se facessimo il bilanciamento dei valori – di fatti – vedremmo che forse il problema dei rifiuti nucleari o della sicurezza sono problemi europei. Non possiamo continuare ad immaginare di essere ancora lontani dall'Europa: gli europei siamo noi e se non ci adeguiamo in fretta pagheremo in termini di collasso socio-economico la nostra negligenza. L'adeguamento alle Direttive Comunitarie è una necessità vitale per far sì che l'Italia riprenda il passo di nazioni come la Spagna.

- La logica nichilista del non fare e dei no aprioristici ha messo in seria crisi i processi di innovazione nel campo energetico e infrastrutturale: quali sono le linee guida del suo movimento nel settore dell'approviggionamento energetico e in quello delle opere pubbliche?

Nel mese di novembre del 2007 abbiamo organizzato un convegno come Fare Ambiente, in occasione del ventennale del referendum sul nucleare. In quella sede abbiamo ribadito il nostro “si” alla ripresa della ricerca sul nucleare in Italia, perchè non è possibile dire “no” in questo caso, mi riferisco alla passata legislatura dove di fronte ad un Disegno Legislativo, che riprendeva il tema della ricerca nucleare, il Parlamento ha bocciato la proposta per pochi voti. Dire “si” al nucleare, naturalmente, non significa dire “no” alle altre fonti energetiche, soprattutto alle “rinnovabili”: ci vuole il giusto “mix energetico”, che vada a soddisfare il fabbisogno nazionale, ma che soprattutto rispetti i dettami del Protocollo di Kyoto.

- Nel 1950, in occasione del sessantesimo compleanno di Martin Heidegger, Ernst Junger pubblicò il saggio “Uber die line” (Oltre la linea), dedicato al tema che attraversa come una crepa non solo tutta la sua opera, ma quella di Heidegger e tutto il nostro tempo: il nichilismo. Questa parola era stata evocata da Nietzsche, come se in essa si preannunciasse un “contromovimento”, un al di là del nichilismo. Junger si domanda: è possibile “l'attraversamento della linea, il passaggio del punto zero” che è segnato dalla parola “niente”? Questa è la domanda che rivolgo a lei – Prof. Pepe – si può oggi uscire dall'impasse in cui i Verdi e l'ambientalismo tradizionale hanno fatto scivolare il pensiero ecologista, in un mondo in cui è avvenuta la perdita dei valori che davano senso alla quotidianità della vita dell'uomo? Che cosa potrà fare al riguardo Fare Ambiente?

Fare Ambiente si è ripromessa di rifondare l'ambientalismo italiano attraverso una “Costituente dell'Ambientalismo italiano”, che si dovrebbe riunire verso la fine del 2008 a Roma dove, nelle nostre intenzioni, si dovrebbe ripensare il concetto di ambientalismo. Questo non significa non essere a favore della tutela dell'ambiente, anzi riteniamo che la tutela dell'ambiente debba essere al primo posto dell'agenda politica – lo ripeto – perchè l'ambiente è l'habitus, tutto ciò che ci circonda. Essere contro l'ambiente equivale ad essere contro l'uomo, ma l'uomo deve pur progredire, l'uomo deve pur fare tecnologia, l'uomo deve pur realizzare il soddisfacimento dei prorpi bisogni, che non sono solo bisogni strutturali, ma anche sovrastrutturali. In una visione antropocentrica l'uomo deve essere il protagonista, nel rispetto delle risorse naturali, del suo vivere. La visione che noi proponiamo è quella dello sviluppo, ma uno sviluppo equilibrato, uno sviluppo rispettoso delle risorse naturali che vanno si utilizzate, perchè non possiamo negare lo sviluppo, ma vanno utilizzate in termini razionali: in breve uno sviluppo sostenibile e durevole. L'appello che facciamo al Governo Berlusconi e ai ministri Prestigiacomo e, in particolar modo, al ministro Bondi, che ha dato una grande spinta affinchè nascesse questo movimento e che ora devono utilizzarlo al meglio: al fine di far nascere in Italia una cultura diffusa sui temi dell'ambiente, della tutela del paesaggio e dei beni culturali, ma anche dare corpo e forza a due progetti: la Costituente per un nuovo ambientalismo italiano maturo di tipo europeo e creare un gruppo parlamentare che sostenga le nostre iniziative legislative. Faccio riferimento alla campagna che stiamo per lanciare sull'idrogeno: vogliamo tentare di rimodellare, ripensare la rete dei distributori di carburante per i mezzi di trasporto. Ciò vuol dire innestare un processo virtuoso che conduca a quella “Economia all'idrogeno” di cui parla Jeremy Rifkin, dando una forte spinta alla ricerca e creare un nuovo stile di vita. Spero che quanto prima avremo dei colloqui con i ministri: abbiamo già chiesto sia alla Prestigiacomo che a Bondi di essere ricevuti. Noi siamo a disposizione.

Il suo carissimo amico, il filosofo Aldo Masullo, in questo caso direbbe, che lei si spinge oltre la conflittualità che individua Emanuele Severino tra l'uomo e la “teknè”, ma soprattutto tra la “teknè” e la natura...

Certo! L'uomo deve essere il protagonista, quindi l'uomo aspira sempre, per sua natura, alla ricerca e non si può limitarlo. L'uomo aspira comunque a conquistare il progresso attraverso l'innovazione, ma questo progresso deve misurarsi con le esigenze che ha la natura in un continuo divenire, in un continuo camminare domandando. Per questo ritengo che bisogna dare sempre più forza al nostro movimento e sono sicuro che il ministro Bondi, che è stato il primo a volere questo movimento e fu lui a dirmi: “Professore l'Italia ha bisogno di un movimento come questo!”. Spero – infine – che sappia dare ancora più forza ad un ambientalismo maturo, che abbia come logica il fare, perchè solo attraverso il fare l'uomo può essere protagonista e proteggere l'ambiente, che – in fondo – non è altro che la nostra casa. Lo scopo è andare “Oltre la linea”: superare le visioni strumentali del vetero-ambientalismo per spingersi oltre!

di Giovannipaolo Ferrari
 
Nasce la prima piscina d'Italia completamente ad energia rinnovabile.
Iniziative
Sabato 10 Maggio 2008 00:00
Torraca:
Il 10 maggio p.v. alle ore 16:00 a Torraca sarà inaugurata la prima piscina semi-olimpionica, completamente autosufficiente dal punto di vista energetico alimentata da pannelli solari, pannelli fotovoltaici, con telo isotermico e illuminazione a led. Il risparmio dei consumi previsto, per la gestione della struttura, è del 50% grazie alle nuove tecnologie applicate.
Inoltre sarà firmato un Protocollo d'intesa tra l'Assessorato all'agricoltura e alle attività produttive, la Regione Campania, il Comune di Torraca, Kyoto Club e il Coni per ufficializzare l'evento e promuovere l'impiego di queste tecnologie nella costruzione degli impianti sportivi.

La struttura sarà gestita dal campione mondiale di pallanuoto Franco Porzio.



 



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