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Mobilità e ambiente. Trasporti pubblici meno inquinanti
Ufficio Stampa
Sabato 29 Marzo 2008 00:00
L'Opinione:
La legge finanziaria ha assegnato al Ministero dei Trasporti un finanziamento di oltre 350 milioni di euro, in tre anni, per la “promozione e sviluppo del trasporto pubblico locale”. Il ministro dei Trasporti Bianchi ha recentemente firmato il provvedimento che ripartisce le risorse tra le regioni per cofinanziare l’acquisto di nuovi autobus destinati al trasporto dei pendolari. Il finanziamento consente di arricchire il parco pubblico circolante con autobus le cui emissioni siano conformi alle direttive Ue Euro4 e dotati di filtro anti-particolato, o alimentati a gas metano o Gpl, biocarburanti, o infine spinti da motore elettrico o ibrido. Questa iniziativa, nata da uno studio sul pendolarismo, effettuata dal Ministero dei trasporti in collaborazione con il Censis, mette a confronto il dato numerico con gli aspetti socio economici di un fenomeno che vede coinvolti 13 milioni di italiani che quotidianamente devono raggiungere il proprio posto di lavoro. La vicenda ha inoltre anche un risvolto ambientale se si considera la quantità di emissioni di Co2 rilasciate in atmosfera dai veicoli che circolano nelle nostre città.

La sostituzione dei vecchi autobus spinti con motori diesel, con mezzi di nuova generazione può essere un importante passo per respirare aria più pulita nelle nostre città. Del resto i recenti dati forniti dal IV Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano dell’Apat non sono per niente confortanti. Dal documento emerge che, se pur in calo le emissioni da trasporto, la qualità dell’aria nelle città italiane rimane critica. Il traffico costituisce la causa maggiore di polveri sottili. L’analisi, effettuata su 24 capoluoghi di provincia con una popolazione superiore ai 150.000 abitanti, ha lo scopo di fornire i dati sull’ambiente urbano e procurare alle amministrazioni indicazioni utili finalizzate ad implementare politiche di tutela e valorizzazione delle risorse urbane. Su questa tematica il professor Vincenzo Pepe docente di diritto ambientale e leader di Fareambiente, sostiene che il sistema del trasporto pubblico italiano necessita di attente rivisitazioni: “Bisogna incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico perché è più economico e inquina meno. Nelle nostre città abbiamo bisogno di aria pulita, invece purtroppo è in crescita il numero di veicoli privati”. E pure secondo il rapporto dell’Apat le città italiane sono sempre più verdi aumentando il verde pubblico pro capite. Secondo la fonte Apat la città di Napoli ottiene i risultati migliori, con una crescita del 19,5%, dove negli ultimi sette anni la disponibilità per abitante è aumentata di 23 metri quadri. Che fosse davvero non solo “monnezza”?

di Paolo Feliciotti
 
Forum per l'Ambiente - Mercato San Severino - Piano energetico ambientale comunale.
Ufficio Stampa
Mercoledì 19 Marzo 2008 00:00
Fare Ambiente:
Insediamento ufficiale ieri mattina, presso il Palazzo Vanvitelliano, dei componenti del Forum Comunale per l’Energia, l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile, organo previsto dal PEAC (Piano Energetico Ambientale Comunale).

Parte, dunque, l’iniziativa presentata due settimane fa dal vicesindaco Giovanni Romano e dal Professor Lucio Ippolito (Ingegneria dell'Informazione e Ingegneria Elettrica dell’Università degli Studi di Salerno).

Erano presenti Renato Fusco, rappresentante della “Terna” s.p.a., Pietro Trombetti per il CNA – Mercato S. Severino, Carmine Battipaglia per il CNA- Salerno, Antonio Ferrigno per “Fare Ambiente”, Alberto Gentile per il WWF – Salerno, Giovanni ROMANO, Vice sindaco del Comune di Mercato S. Severino, Giancarlo De Tullio per ARPA-Campania, Mariarosaria Zappile e Pierpaolo Ventura per Confindustria- Salerno.

"E' stato un primo incontro di conoscenza - precisa il Vice Sindaco Giovanni Romano - tra i componenti designati dagli Enti e dalle Istituzioni che la Giunta Municipale ha individuato come rappresentanti permanenti del Forum. Il Piano è stato consegnato a tutti i presenti ed è stato illustrato dal professore Luicio Ippolito".

Al termine della discussione, dopo la presentazione, i componenti del Forum hanno stabilito di riunire nuovamente il Forum entro 30 giorni per la valutazione delle prime osservazioni e di procedere con la pubblicazione dell'intero Piano sul sito web del Comune.

In considerazione della rilevanza del PEAC ai fini del nuovo Regolamento Edilizio in fase di redazione, si è stabilito di integrare il Forum con i rappresentanti dell'ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), dell'Ordine degli Ingegneri, dell'Ordine degli Architetti, del Collegio dei geometri, del Collegio dei Periti Industriali, di un'Associazione dei Consumatori e del soggetto gestore del servizio idrico integrato G.O.R.I. Spa.

“Si avvia in tal modo la procedura amministrativa – ha dichiarato il Vice Sindaco Giovanni Romano – che porterà alla definitiva approvazione del Piano e alla realizzazione degli interventi concreti delineati delle azioni contenute nel PEAC. La Ge.Se.Ma. Spa ha già provveduto ad installare un primo impianto regolatore dei flussi elettrici su di un tratto di illuminazione pubblica in modo da testare la validità del dispositivo che consentirà di ridurre consumi e costi. Inoltre sono già state avviate le procedure amministrative per la realizzazione degli impianti di energia elettrica fotovoltaica su tutti gli edifici pubblici".

Il PEAC si pone l’obiettivo di analizzare e definire le condizioni idonee per lo sviluppo di un sistema energetico comunale sempre più rivolto all’utilizzo delle fonti rinnovabili e all’uso efficiente dell’energia come strumenti centrali per una maggiore tutela ambientale.

Il nesso tra energia e cambiamenti climatici ormai non è più messo in discussione. Per frenare lo sfruttamento delle risorse naturali e il conseguente inquinamento prodotto dai sistemi industriali, dai trasporti e dagli usi civili è necessario procedere all'adozione di politiche efficaci, alla diffusione di una nuova cultura della sostenibilità, ad una rivisitazione degli stili di vita e dei modi di produzione. Il PAEC contiene le indicazioni utili per l'adozione di provvedimenti che consentono di raggiungere gradualmente questi obiettivi.

"Una delle iniziative più significative - prosegue Romano - riguarderà l'attivazione dello Sportello Energia, un ufficio a disposizione dei cittadini per assisterli nelle operazioni di installazione degli impianti solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e di acqua calda e per fornire le corrette informazioni per accedere ai benefici stabiliti dalle vigenti normative. In tal senso, il Forum svolgerà un ruolo determinante. Infatti c'è bisogno del concorso di tutti i cittadini per promuovere una diversa cultura dello sviluppo economico e della sostenibilità ambientale, sull'esempio di quanto già realizzato nella nostra Città con la raccolta differenziata. Solo promuovendo questo diverso approccio culturale la nostra Comunità potrà contribuire a ridurre il carico inquinante di emissioni di anidride carbonica (Co2) in atmosfera realizzando in concreto quanto stabilito nel Protocollo di Kyoto“.
 
Alla Luiss si discute di nucleare.
Ufficio Stampa
Giovedì 13 Marzo 2008 00:00
Fare Ambiente:
Il 12 marzo a Roma presso la Sala Colonne in Via Pola,12 della Luiss si è tenuto un workshop sul tema “Ritorno al Nucleare in Italia: una ipotesi fattibile?” organizzato dallo Studio Legale Macchi di Cellere Gangemi, che vanta una notevole esperienza nel diritto dell'energia e dell'ambiente ed ha organizzato con l’Associazione Laureati Luiss la tavola rotonda in oggetto, dato l'interesse e l'attualità dell'argomento.
Dopo il saluto del Vice-presidente Associazione Laureati Luiss Giovanni Aliverti è intervenuto Emilio Santoro, Direttore Responsabile Impianto TRIGA RC-1 C.R. ENEA, che ha fatto un exursus sullo sviluppo tecnico del nucleare a partire dai reattori di prima generazione per finire a quelli di quarta generazione, quelli del futuro: sicuri, compatti, ad alta concetrazione tecnologica a detta di Santoro. Successivamente è intervenuto Silvio Bosetti, Coordinatore Energy Lab, che ha mostrato come la sua azienda si stia preparando ad un ritorno a breve al nucleare in Italia investendo risorse e competenze nella ricerca e nelle materie prime. Secondo Bosetti, infatti, dobbiamo essere pronti ad investire attraverso progetti snelli che portino nell’arco di sette anni alla costruzione di una centrale nucleare. Quindi è stata la volta di Ludo Veuchelen, del Belgian Nuclear Research Centre, che ha parlato della sua esperienza in Belgio e dello stato della ricerca. Sono intervenuti, inoltre, Maurizio Cumo, Presidente Sogin, azienda delegata alla risoluzione della problematica dello stoccaggio dei rifiuti nucleari e Erasmo Venosi, Consulente Ministero dell'Ambiente, che ha chiarito la posizione attuale del MATT. Ha concluso Loredana De Angelis, Partner Dipartimento Energia Studio legale Macchi di Cellere Gangemi che ha anche coordinato la tavola rotonda.
Presente anche Vincenzo Pepe, Presidente di Fare Ambiente, Movimento Ecologista Europeo, che si è congratulato con gli organizzatori per un’iniziativa, che porta un barlume di luce su una questione, quella del nucleare, al centro di un dibattito sempre infuocato, ma non sempre lucido e analitico. Per Fare Ambiente, infatti, la forte dipendenza dell'Italia dall'approvvigionamento energetico estero e l'esigenza di ottemperare agli impegni di Kyoto hanno riacceso il dibattito sul nucleare. Alcuni stati europei, tra tutti Francia e Gran Bretagna, hanno continuato a produrre tale energia ed altri stanno cominciando ad investire. Fare Ambiente ha già compiuto la sua scelta: al nostro Paese occorre un mix energetico piuttosto che una particolare categoria di tecnologia. In questo mix può sicuramente rientrare il nucleare: con i nuovi materiali utilizzati e le nuove tecnologie la possibilità di incidenti in centrali all’avanguardia è davvero bassa e l’ombra di Chernobyl è molto lontana. L’Italia, inoltre, deve adeguare la sua politica energetica al fabbisogno del Paese come hanno fatto già in passato Francia, Gran Bretagna, Germania e come sta facendo la Spagna; dove a fronte di una scarsità di risorse hanno provveduto ad integrarle anche con il nucleare.


Giovannipaolo Ferrari
 
“La tutela e la salvaguardia dell’ambiente: fare sviluppo sostenibile”
Ufficio Stampa
Mercoledì 12 Marzo 2008 00:00
Fare Ambiente:
Martedì 18 marzo alle ore 18.30 presso la Sala Raffaello dell’Hotel Tiziano (Lecce) si terrà la presentazione del Movimento Ecologista Europeo “FARE AMBIENTE” organizzato dal Coordinatore per la Regione Puglia Fernando Casciaro. FARE AMBIENTE è un Movimento associazionistico nuovo e dinamico, che vuole dare voce a tutti coloro che vogliono tutelare l’ambiente e la qualità della vita attraverso uno sviluppo equo e razionale contro ogni fondamentalismo ambientale. Il tema della salvaguardia e della tutela ambientale, nonché delle nuove tecnologie e delle fonti alternative d’energia come soluzione possibile per lo sviluppo e il miglioramento della qualità della vita dell’uomo nel suo stretto legame con la natura, è certamente una questione importantissima e di estrema attualità, soprattutto in seguito alle vicende a carattere nazionale che hanno riportato in auge il bisogno e l’assoluta necessità di un impegno collettivo, da parte di Istituzioni e cittadini, nella creazione di un senso civico comune in difesa del bene più prezioso di tutta l’umanità. Sviluppo sostenibile, smaltimento dei rifiuti, uso di fonti energetiche rinnovabili, centrali nucleari, questi tra gli oggetti di discussione relazionati da personalità autorevoli del settore; interverranno infatti il prof. Vincenzo Pepe – Presidente Nazionale di FARE AMBIENTE, Guelfo Tagliavini – Responsabile Nazionale Dipartimento Imprese e Pubblica Amministrazione di FARE AMBIENTE, Gianni Scogliamillo – Assessore all’Ambiente della Provincia di Lecce e il Sindaco di Lecce Paolo Perrone. Come sostiene il Coordinatore Regionale Pugliese del Movimento, nonché promotore di quest’incontro, Fernando Casciaro, si tratta di un’importante occasione per conoscere e approfondire il tema della salvaguardia ambientale attraverso una prospettiva che guarda al pragmatismo e al realismo del FARE, per fornire nuove chiavi di lettura alle numerose problematiche che vanno al più presto risolte e avviare così un percorso di Forma-Azione attraverso iniziative e progetti che coinvolgano l’intera Cittadinanza in difesa del nostro Pianeta, la nostra Casa.

Per informazioni contattare:

Segreteria Organizzativa: Manuela Cavone tel.: 347 7758752 e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 
Rimini - Premio enti locali per Kyoto 2007. Tra i premiati il Comune di Torraca
Ufficio Stampa
Venerdì 07 Marzo 2008 00:00
www.comuneditorraca.it:
Alla presenza del Ministro dell’Ambiente, si è svolta la cerimonia di consegna del premio "Enti Locali per Kyoto 2007 – Buone Pratiche per il Clima", promosso da ECOMONDO e KEY ENERGY in collaborazione con Anci, Kyoto Club, Legambiente e Coordinamento Agende 21 Locali Italiane.

Il comune di Torraca ha ricevuto un premio per le iniziative di risparmio energetico e le politiche relative alle fonti energetiche rinnovabili.

Il Premio ha il supporto tecnico-scientifico di Ambiente Italia, Il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare e dell’Anci, del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane e di Legambiente.

 
Golino (Fare Ambiente) critica nuovo assessore all’ambiente
Ufficio Stampa
Giovedì 06 Marzo 2008 00:00
Redazione:

Il Movimento ecologista”FARE AMBIENTE”, presente a livello europeo e nazionale e che di recente a Marcianise, con un convegno di successo al teatro Ariston, ha ufficializzato la sua presenza sul territorio casertano, vuole esprimere la sua opinione sui recenti eventi di Marcianise in merito alla questione ambientale. A parlare è Marinella Golino, responsabile organizzazione nazionale del movimento che fa capo al prof.re Vincenzo Pepe della Sun. “innanzitutto, la scelta discutibile per i tempi e non della persona, che non conosciamo, del nuovo assessore all’ambiente ci fa capire che in questo tema a Marcianise non ci sia a livello amministrativo una vera continuità e quindi, come sempre nel nostro Paese si inizia “sempre da capo” e nessuno può essere chiamato in causa per le sue responsabilità. L’altro dato è di opportunità, da un neo assessore ci saremmo aspettati una strategia di conoscenza delle risorse del territorio ed anche delle associazioni ambientaliste, più completa e precisa e invece, ci risulta, che il neo assessore abbia incontrato e concordato “il da farsi” solo con un comitato presente in città e non con la vera rappresentatività della popolazione Per quanto riguarda la relazione del Dott. Donato Greco (commissario di governo ed esperto sanitario) nei giorni scorsi, il nostro movimento ha inteso applaudire le parole del ricercatore su i mali della Campania, riepilogati nelle tre “I” cioè Ignoranza, Incompetenza, Illegalità, per sottolineare che tale indicazione è proprio calzante se si guarda le scelte amministrative ed anche le cariche affidate su tali scottanti problemi solo per nomina politica e non per studi e meriti nel settore. Il prof.re Greco ha inteso ridimensionare molti dati conosciuti sull’inquinamento e l’emergenza ambientale, da parte nostra, visto che non era a lui che potevamo chiedere lumi sulle azioni politiche, abbiamo chiesto una certezza di tali dati che può essere fatta dal Governo solo con un pool di esperti selezionati nei vari settori capaci di produrre dati validati e certi, forniti ufficialmente. In ogni caso non ci sono parsi esaurienti i chiarimenti sulla pericolosità del nostro territorio, né quelli relativi alle strategie messe in campo dal sistema delle bonifiche e della sanità. Tuttavia, se è agli amministratori locali che bisogna chiedere dati, noi intendiamo chiedere all’ass. all’ambiente di Marcianise, quelli relativi al monitoraggio delle acque e, al di là del ciclo virtuoso della differenziata che diamo per scontato e necessario, chiediamo di sapere in che modo e con quali tempi si sta programmando la bonifica delle terre di Marcianise, Noi come FARE AMBIENTE abbiamo costituito i laboratori verdi, con tanti giovani di buona volontà per studiare e diffondere con serietà in un’ottica di FARE e non solo di proteste e parole, la sensibilità alla cura dell’ambiente”.
 
Francesco Della Corte - Coordinatore Regionale Campania
Ufficio Stampa
Mercoledì 27 Febbraio 2008 00:00
Fare Ambiente:
Caserta – “Spero che il nuovo anno sia decisivo per la crescita del nostro movimento, che fortunatamente già copre 16 regioni e che quindi il realismo prenda il posto del fondamentalismo ambientale che si annida in molti altre associazioni e movimenti ambientali, ma soprattutto che gli amministratori campani capiscano che questa situazione di perenne emergenza non porta a nessuna soluzione se non si costruiscono, in tempi brevi, gli impianti per il ciclo dei rifiuti, quindi capiscano, una volta per tutte, che bisogna realmente fare qualcosa per l’ambiente, che come viene definito dai Masai, popolo, da noi occidentali, considerato indigeno, non è un’eredità dei nostri padri ma un lascito per i nostri figli”. A parlare è Francesco Della Corte, presidente del neo costituito Movimento Ecologista Europeo “Fare Ambiente” che in un momento molto delicato per la nostra regione vuole tentare di scuotere le coscienze : “L’ ambientalismo tradizionale e i movimenti verdi – esordisce subito Della Corte - sono i grandi assenti di questa tragedia nazionale che colpisce non solo Napoli e la Campania ma i valori del vivere civile. Fare Ambiente ha chiesto ai deputati e senatori iscritti al movimento di formalizzare la proposta di commissione d’ inchiesta sui rifiuti in Campania”. Il poco più che trentenne presidente di “Fare Ambiente” Campania, Francesco Della Corte, risiede in provincia di Caserta e già da tempo si occupa di problematiche ambientali essendo specializzato in Diritto e Gestione dell’Ambiente e dottore di Ricerca in Diritto dell’Ambiente europeo e comparato presso la II Università di Napoli, e da giugno scorso ha voluto concretizzare assieme al Prof. Pepe, suo maestro, “un’idea che mi aveva “contaminato” , cioè quella di dimostrare in modo concreto e tangibile che vi è un modo di fare ambiente aldilà di logiche fondamentaliste e preclusive ad un serio sviluppo socio-economico che tenga conto anche della tutela dell’ambiente, così è nato il movimento Fare Ambiente-Movimento Ecologista Europeo , di cui sono anche socio Fondatore”.
L’idea portante di questo movimento sono “La concretezza ed il realismo, parametri – spiega ancora l’avvocato Della Corte - da cui sono lontani anni luce gli attuali movimenti ambientalisti, che professano aprioristicamente solo ed esclusivamente la politica del “non fare” , senza neanche motivare il perché delle loro scelte, dandole in modo dogmatico per scontate. Noi diciamo ad alta voce basta al non fare, anzi per tutelare in modo concreto e dinamico l’ambiente, e quando dico ambiente non mi limito alla flora ed alla fauna ma a tutto ciò che ci circonda, per esempio anche questa stanza in cui procediamo all’intervista è da intendere come ambiente, basta alle inerzie ed alle soccombente che non fanno altro che danneggiare e peggiorare l’attuale crisi ambientale in cui versa il nostro paese”.
“Proprio per questo motivo – aggiunge ancora Della Corte - in modo provocatorio lo scorso novembre abbiamo indetto una petizione a favore del nucleare, ed inaspettatamente abbiamo ricevuto la solidarietà di molti big dello scenario politico nazionale, i quali ci hanno esortato a continuare con veemenza le nostre battaglie in campo ambientale, affinché tutti sappiano anche che l’80% dell’energia utilizzata dalla nostra nazione è energia acquistata, perlopiù, dai paesi d’oltralpe che producono principalmente energia nucleare, questo sinceramente è un palese e direi ridicolo “non senso!”. Dicevo prima in modo provocatorio, nel senso che, per essere coerenti, chiediamo che vengano fatti da esperti maggiori studi e ricerche in campo nucleare, visto che molti stati, da noi considerati paesi poveri ed arretrati si stanno impegnando nella ricerca sul nucleare di quarta generazione, che a detta degli esperti è sicuro, pulito ma soprattutto meno inquinante di qualsiasi altro impianto di produzione energetica”. Ma il “Fare Ambiente” nasce soprattutto per dare un contributo forte alla risoluzione del drammatico disastro rifiuti che attanaglia la nostra regione ormai da anni. “Credo – evidenzia Della Corte - che una soluzione possa trovarsi solo con la costruzione di impianti, infatti tutti i comuni o i consorzi di comuni debbono realizzare piccoli e medi impianti necessari per il ciclo integrato dei propri rifiuti. E’sicuramente importante procedere alla raccolta differenziata ma tutti devono sapere che la sola non può essere indicata come unica soluzione del problema, essa serve a mitigare i costi dello smaltimento ed al recupero del rifiuto riutilizzabile con consequenziale risparmio delle risorse naturali”.
“In sintesi – conclude il presidente Della Corte - ritengo opportuno una continua sinergia tra esperti in campo ambientale e mass-media, infatti i primi devono suggerire, in base ai recenti studi, quale sia l’impianto con meno impatto ambientale per il cittadino, in base alla migliore tecnologia disponibile, ed i secondi devono impegnarsi affinché tutti i cittadini siano informati, senza alcuna demagogia, sulla situazione ambientale attuale, affinchè nasca in tutti loro una coscienza ambientale, che permetta il concreto rispetto per tutto ciò che ci circonda, e forse solo così potremo tornare a chiamare la nostra terra Campania Felix, suo nome di battesimo”.
 
I Giovani ad Amalfi - Inaugurazione Laboratorio Costiera Amalfitana
Iniziative
Domenica 24 Febbraio 2008 00:00
Amalfi:
I Giovani ad Amalfi - 24 febbraio 2008

FARE AMBIENTE

MOVIMENTO ECOLOGISTA EUROPEO

Inaugurazione Laboratorio Costiera Amalfitana

LA COSTA D’AMALFI TRA TUTELA AMBIENTALE E SVILUPPO TURISTICO

AMALFI - SALONE MORELLI

DOMENICA 24 FEBBRAIO 2008 ORE 10.30

Saluti:

MARIO MUOIO (Presidente Laboratorio Costiera Amalfitana Fare Ambiente)

BERTO ANTONICELLI (Coordinatore cittadino F.I.)

Modera:

GIOVANNI TORRE (Capogruppo consiliare Amalfi)

Interverranno:

Rosario Bisogno

Coordinatore Giovanile di Salerno Fare Ambiente


Antonio Siniscalco


Coordinatore Giovanile della Campania Fare Ambiente



Avv. Francesco Della Corte


Coordinatore della Campania Fare Ambiente





Alfonso Maria Fimiani


Socio fondatore Fare Ambiente





On. MARIO PEPE (Commissario provinciale Forza Italia)



On. SALVATORE GAGLIANO (Consigliere regionale Alleanza Nazionale)



On. GIUSEPPE GARGANI (Eurodeputato Forza Italia)



On. NICOLA COSENTINO (Coordinatore regionale Forza Italia)
Conclude
PROF. VINCENZO PEPE
Presidente Nazionale Fare Ambiente

LA CITTADINANZA E’ INVITATA A PARTECIPARE

 
Sommersi dalla monnezza!
Primo Piano
Sabato 23 Febbraio 2008 00:00
Una tragedia annunciata, di cui nessuno vuol prendersi il merito di essere il protagonista principale, in cui ci sono tanti indiziati, ma nessun colpevole: l’emergenza rifiuti ha messo in ginocchio, per l’ennesima volta in 14 anni, la Regione Campania, la sua economia, la sua società civile, la salute dei suoi cittadini.
I vertici di Fare Ambiente, Movimento Ecologista Europeo, a partire dal Leader del Movimento, Professor Vincenzo Pepe, Docente di Diritto Ambientale alla Seconda Università degli Studi di Napoli, per anni, profeti inascoltati al pari di Cassandra, hanno denunciato la pericolosità della situazione, mentre i politici che hanno governato e che governano ancora oggi non hanno ritenuto degne di essere nemmeno ascoltate le proposte di risoluzione attuabili ed attuate non solo all’estero, ma anche in altre Regioni d’Italia.
<< Vergognatevi di non vergognarvi! >>. Questo slogan, recitato da quanti manifestano e protestano da settimane ormai contro l’amministrazione scellerata della loro Regione, racchiude in sé lo stato d’animo dei Campani per bene, di tutti coloro i quali, tacciati di essere una frangia della Camorra, non fanno altro che reclamare ciò lo stesso articolo 32 della Costituzione impone alla Repubblica di tutelare: la salute, la loro salute, quella dei loro familiari, dei loro amici, dei loro figli.
Quasi 2 milioni di voti, il 62 per cento delle preferenze, ben 8 punti percentuali in più rispetto a 5 anni prima: questi i dati che hanno portato, nel 2005, alla rielezione del Governatore Antonio Bassolino, già protagonista del dramma di una Napoli resa invivibile dalla micro e dalla macro-criminalità ed ancora oggi despota di una Regione Campania pronta ad implodere. Ma il Presidente non si dimette, vuole dare ancora il suo contributo: probabilmente non ritiene ancora completata l’opera, non gli è bastato distruggere, vuol spargere anche il sale su quel che resta di una Terra devastata dal passaggio di Attila-Bassolino!
Oltre 100.000 voti ed il 3 per cento per assegnare il seggio in Parlamento anche al co-protagonista della vicenda: l’attuale Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, è colpevole forse ancor più di Bassolino, per aver monopolizzato l’ambientalismo campano ed italiano, per aver preso decisioni scriteriate basandosi solo su di un ragionamento politico e non su basi tecnico-scientifiche, nonostante i milioni di euro bruciati in consulenze, servite a nient’altro che ad alimentare la politica clientelare in cui la classe dirigente dei Partiti della sinistra campana, dal Sindaco, dall’Assessore del più piccolo Comune si è dimostrata maestra.
Le decisioni populiste e totalmente contraddittorie del Leader dei Verdi, che prima si dichiarava contrario ai termovalorizzatori, sostenendo insieme a Beppe Grillo che la soluzione dello smaltimento dei rifiuti sta tutta nella differenziazione, ed ora ritiene necessaria la loro costruzione, che prima esalta e contribuisce alla proliferazione dei Parchi Nazionali - altro serbatoio di voti e clientele - e poi firma il provvedimento per l’apertura della discarica di Serre e spinge per l’apertura della discarica di Terzigno, che prima dichiara il fallimento totale del Commissariamento per l’emergenza rifiuti e poi approva la nomina di De Gennaro, hanno portato al superamento della soglia del disastro ambientale. Sfruttando la paura delle popolazioni locali, Pecoraro Scanio è riuscito a far tremare l’Italia intera, che oggi viene invasa dai rifiuti indifferenziati che la Campania non riesce a smaltire, nascondendo dietro il velo della solidarietà l’unica via di salvezza per un Governo Regionale e per un altro Nazionale fallimentari. Così è stato per i rifiuti, così sarà per il nucleare, il Mose, la TAV, il Ponte sullo Stretto e via discorrendo.
E’ necessario, infine, ricordare anche le colpe degli amministratori locali ed in particolare di quei Sindaci che hanno contribuito all’elezione dell’attuale Giunta Regionale con serrate campagne di santificazione, salvo poi voltarle le spalle ed attaccarla per giustificarsi con i loro elettori. Ancor di più vanno evidenziate le colpe di chi, per beghe interne al Partito Democratico, si dichiara disposto ad accogliere un termovalorizzatore sul suo territorio e viene attaccato dai Verdi stessi, che ricordano come chi oggi si atteggia a paladino progressista-ambientalista si era reso protagonista ed era intervenuto in prima fila nelle battaglie demagogiche contro gli impianti tenutesi su tutto il territorio.
4 mila o forse 16 mila miliardi delle vecchie lire bruciati per essere punto e a capo, anzi, peggio! Cifre astronomiche che la Regione Campania avrebbe speso, secondo la Commissione Rifiuti, per costruire il nulla e per alimentare la politica clientelare: non si spiega altrimenti l’assunzione di 1400 operai che avrebbero dovuto operare nel settore rifiuti e che oggi sono stipendiati e non lavorano, perché i loro incarichi sono stati assunti da ditte private. NO alle discariche, NO ai piccoli e medi impianti, NO allo smaltimento dei propri rifiuti, NO ai termovalorizzatori! A quale altro risultato può portare la politica del NO se non alla distruzione dell’ambiente? Ed intanto in Campania sorgono, dati ufficiali, 1.400 discariche abusive a cielo aperto, mentre in Lombardia si costruiscono tredici termovalorizzatori!
Realismo, il realismo di Fare Ambiente, vuol dire intervenire sulla situazione attuale, non vuol dire turbare l’equilibrio del mondo bucolico di Lucrezio, ma porre rimedio allo scompenso naturale causato dall’intervento dell’uomo. La scelta alternativa non è tra l’idillio e l’impianto, ma tra l’impianto e la discarica abusiva, in cui i rifiuti incendiati producono in una settimana più diossina di quanta ne produca un termovalorizzatore in un anno.
Ma la proposta del nostro Movimento va oltre: non basta la costruzione di tre termovalorizzatori per tutta la Campania a risolvere – tra almeno tre anni – il problema rifiuti, perché il termovalorizzatore è solo l’ultimo stadio del ciclo integrato dei rifiuti. Bruciare il rifiuto senza differenziare vuol dire avvelenare le popolazioni che respirano i gas di scarico degli impianti, ragion per cui mai si potrà raggiungere l’accordo tanto sbandierato e si dovranno imporre le decisioni con atti di forza. Alla radice del problema c’è la mancanza, in Campania, degli impianti di compostaggio ed, a priori, la mancanza di una cultura della raccolta differenziata. La soluzione, semplice, ma politicamente scomoda, è una sola: la gestione del rifiuto va affidata ai Comuni, i quali vanno commissariati laddove non siano in grado di arrivare ad un’alta percentuale di differenziata (Napoli arriva appena all’8,9 per cento) ed a ciò vanno affiancati da subito gli impianti per l’intero ciclo dei rifiuti, fino al termovalorizzatore.
Intanto la popolazione continua ad esser presa per i fondelli da quei Sindaci di sinistra che, con pubblici manifesti, si dichiarano “Orgogliosi” di amministrare un “Comune Riciclone” e di non avere cumuli di immondizia nei loro territori, attaccano Bassolino e chiedono pazienza: questo “Orgoglio” non è nient’altro che la conseguenza delle loro campagne elettorali a favore del Governatore, delle loro ordinanze che vietano il deposito dei rifiuti in strada e del senso civico dei loro cittadini.
Il fallimento va pagato politicamente con la sfiducia e le dimissioni. E’ quello che chiede Fare Ambiente: le dimissioni di Bassolino od il commissariamento della Regione.

Alfonso Maria Fimiani
 
L’Ambiente che dice sì - Raduno nazionale di Fareambiente: intervenuto anche Casini
Ufficio Stampa
Giovedì 21 Febbraio 2008 00:00
L'Opinione:
C’erano il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, il senatore azzurro Massimo Baldini e il direttore Arturo Diaconale, ieri a Roma al raduno nazionale di Fareambiente. Ma c’erano anche sindaci e imprenditori provenienti da tutta Italia, professori universitari e studenti, consiglieri comunali e liberi professionisti. Il movimento ecologista nato la scorsa estate ha chiamato a raccolta i suoi generali e le sue truppe. Un piccolo esercito armato di tanta voglia di “fare” che si è raccolto intorno al presidente Vincenzo Pepe per parlare di programmi e progetti, di come superare i veti dell’ambientalismo imperante, quello del “no”, che blocca lo sviluppo delle infrastrutture e del Paese.

Dietro il tavolo della presidenza accanto a Pepe c’era il professor Francesco Sisinni, che per venticinque anni è stato l’eminenza grigia del ministero dell’Ambiente e dei beni culturali dove ha visto sfilare ben diciotto ministri. Aperti i lavori hanno preso la parola uno dopo l’altro i coordinatori regionali e provinciali del movimento, reduci dal viaggio più o meno lungo che li ha portati nella Capitale per raccontare, nel solo minuto di tempo a disposizione, cosa non va e cosa dovrebbe essere fatto nella loro regione.
È senza dubbio un successo quello di Fareambiente. Un successo testimoniato innanzitutto dai numeri. In soli otto mesi, dalla presentazione ad oggi, gli iscritti al movimento sono passati da poche decine a oltre ventimila. Ventimila persone di diverso colore politico e provenienti dalle professioni più disparate unite dalla voglia di riavviare lo sviluppo dell’Italia partendo da una politica ambientale sostenibile che sappia promuovere e valorizzare il territorio.

Una forza numerica che non è sfuggita alla politica, come dimostra la presenza del leader Udc che ha chiesto a Fareambiente di contribuire alla stesura del programma elettorale del suo partito ed è arrivato persino a offrire accoglienza a chi volesse candidarsi. “Credo molto in Fareambiente – ha detto Casini – perché dobbiamo levare ai Verdi il monopolio della politica ambientale, non dobbiamo essere subalterni alla cultura del no creata da Pecoraro Scanio. I moderati devono capire che l’ambientalismo va coniugato con il capitale e con l’impresa”. “A voi - continua Casini - chiedo una collaborazione per la stesura del programma che presenterò il primo marzo. Mi aspetto che Fareambinete sia il maggior fornitore di idee su questo tema. Se poi qualcuno volesse scendere in campo - chiude il leader dell’Udc - siamo pronti ad accoglierlo. Ma non voglio fare promesse altisonanti perché la mia non sarà una campagna elettorale basata sulle promesse ma sarà una battaglia impostata sul richiamo degli italiani al dovere e ai sacrifici, fra cui rientra quello di accettare le discariche sul proprio territorio quando è necessario farlo”.

Da parte sua, il direttore de L’Opinione ha offerto un contributo alla causa assicurando di dare voce alle battaglie e alle iniziative del movimento “Negli interventi di chi mi ha preceduto - ha detto Diaconale - ho colto l’irritazione per l’eccesso di chiacchiere e di parole, purtroppo devo dire che il nostro sarà un contributo di parole. Perché è necessario avere buone parole per compiere una rivoluzione. E prima di tutto bisogna fare una rivoluzione contro la cultura del no, e poi bisogna passare all’azione, entrare nelle istituzioni. L’Opinione - concluso - porterà le istanze del movimento a livello nazionale”. Un’idea che dentro il movimento piace a molti, quella dell’impegno in politica. Tanto che Sisinni invita Pepe a non tirarsi indietro, sebbene il presidente per ora preferisca glissare sull’argomento: “ora che i Verdi si sono sciolti nella Sinistra Arcobaleno la nostra battaglia è più che mai ideologica, siamo rimasti il solo movimento totalmente ambientalista. Per il resto - chiude Pepe - valuteremo”.

di Elisa Borghi
 



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